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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

Lega, muro dei governatori: no alla doppia associazione. Salvini fa retromarcia

Un’associazione dei leghisti del Nord e una per quelli del Sud. L’idea di Claudio Durigon, braccio operativo di Matteo Salvini nel partito, trova subito il muro dell’ala settentrionale del Carroccio, ormai in fibrillazione da mesi, con la richiesta di maggiori poteri e autonomia. Il leader l’aveva fatta sua, era pronto a metterla sul tavolo, come formula di compromesso, in un vertice con i nordisti convocato per venerdì. Ma appena Repubblica ne ha dato notizia, sul giornale di oggi, sia al segretario che ai fedelissimi sono arrivate le reazioni piccate dei big del Nord. Toni più o meno felpati. A volte, invece, molto ruvidi. “Una farsa”. “Il punto non è l’associazione: serve una gestione collegiale della Lega”. Di più: “Il nodo è Salvini che deve fare un passo indietro”.
Raccontano che Durigon sia inviperito per la fuga di notizie, che di fatto azzera le chance che la sua proposta vada in porto. Lo stesso Salvini intorno a mezzogiorno, dopo una batteria di chiamate e Whatsapp con i suoi, è costretto alla retromarcia: il vertice di venerdì? “Non è confermato”, dice ai cronisti che lo aspettano durante un sopralluogo alla stazione dei carabinieri di Roma-Alessandrina nel quartiere Torre Maura. Tradotto: i governatori (e Luca Zaia) gli hanno già fatto sapere che non ci saranno. È resa pure sul progetto della doppia associazione, visto che come compromesso è già stato rigettato in blocco: “Non c’è bisogno di partiti paralleli. Il nord – come il centro e il sud – non ha voglia di alchimie politiche, ha voglia di risposte concrete – è allora la linea del segretario – Di Lega ce n’è una. È forte e governa quattordici Regioni su venti”.
A una cosa però è servita, ai fedelissimi del leader, la bagarre sulla doppia associazione: hanno capito che l’obiettivo dei nordisti non è mettere su una corrente per “aiutare” il partito. Il bersaglio grosso, ormai è chiaro a tutti, è un altro: la poltrona del capo.