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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

Lipsia, solidarietà di Meloni per la Germania

«Dall’Italia piena solidarietà alla Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia». Reagisce così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social dopo che il governo tedesco ieri pomeriggio ha confermato la responsabilità di Mosca nell’attacco all’aeroporto di Lipsia del 4 agosto scorso, citando le prove valutate dai servizi e degli enti deputati alla sicurezza. In quell’occasione erano stati individuati tre droni equipaggiato con esplosivo in uno dei principali hub logistici europei usato anche per il sostegno all’Ucraina. «La sicurezza dei nostri alleati è la sicurezza di tutti noi», aggiunge Meloni in un post scritto in inglese. «I tentativi di intimidirci o di creare una spaccatura tra gli alleati non avranno successo: le azioni ibride contro uno qualsiasi di noi sono una questione che riguarda tutti noi, e saranno affrontate con una risposta unita. In momenti come questo, è essenziale rimanere saldi, continuare a lavorare strettamente insieme e mantenere una postura credibile di deterrenza a difesa della sicurezza dei nostri cittadini».
Interviene anche il ministro degli esteri Antonio Tajani, dopo aver concordato la sua posizione con Meloni: «La Germania può contare sulla vicinanza dell’Italia. Le cose che sono accadute sono estremamente gravi, ma non bisogna neanche pensare che possa esserci un attacco militare. Non credo che la Russia, al di là delle provocazioni, al di là di questi attacchi ibridi, possa fare qualcosa contro l’Europa», si è detto sicuro arrivando al vertice dei ministri degli esteri a Dublino. «Dobbiamo vigilare, non sottovalutare i rischi, ma sappiamo bene che la Russia valuta la forza dell’Occidente, non credo che convenga a Mosca attaccare l’Occidente perché ne uscirebbe sconfitta».
Gli episodi di guerra ibrida si stanno intensificando. I consiglieri della sicurezza nazionale di palazzo Chigi hanno avuto dei colloqui con Berlino e le principali cancellerie europee. Tajani ne ha parlato con i ministri degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, e l’inglese Ed Miliband. A Wadephul Tajani ha espresso personalmente la sua solidarietà. Come difendersi, però? «Le minacce non fermeranno l’impegno europeo in favore della libertà e della democrazia. Risponderemo uniti a ogni tentativo di destabilizzazione da parte di Mosca. Vogliamo la pace in Ucraina, ed è la Russia che deve fermarsi». Carlo Calenda di Azione chiede che il governo riferisca in aula sull’esplosione nella fabbrica di munizioni a Colleferro, dove non si esclude la pista del sabotaggio russo.
Capitolo voto all’unanimità nella Ue. Tajani ha spiegato perché l’Italia non ha firmato la lettera della Germania e di altri 10 Paesi che propongono di superare il veto in politica estera. «L’avrei firmata. Ma rappresentando il governo dove non c’è una maggioranza favore del cambiamento delle regole, non l’ho firmata».