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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

Signorelli torna a guidare la comunicazione di Lollobrigida

Colpo di scena: dopo due anni Paolo Signorelli torna ai vertici della comunicazione del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, capodelegazione di Fratelli d’Italia al governo. Il giornalista 40enne si era dimesso nel giugno del 2024 dopo la pubblicazioni delle chat (risalenti al 2018-19) fra lui e il narcotrafficante Fabrizio Piscitelli, il capo ultras della Lazio, detto Diabolik, ucciso in un agguato, a Roma, nel 2019.
All’epoca Signorelli faceva lo speaker radiofonico in una radio sportiva e si lasciò andare a delle gravi battute antisemite. Quelle conversazioni finirono nell’inchiesta della Procura sulla morte di Diabolik e vennero ritenute penalmente irrilevanti in quanto giornalista è risultato totalmente estraneo alle indagini. Signorelli – un passato come cronista all’AdnKronos e poi responsabile della comunicazione di Fratelli d’Italia alla Camera – spiegò il suo passo indietro con un’intervista al Foglio: «Ho deciso di dimettermi da portavoce del ministro Lollobrigida per me e per la mia famiglia, per non danneggiare il governo. Non voglio fare assolutamente la vittima, ma è giusto per tutti che ora mi faccia da parte. Era un’altra fase della mia vita, quello era un altro Paolo: sono notizie che parlano di un tempo lontano a cui non faccio riferimento e in cui non mi riconosco in nessun modo». 
Adesso torna. Sarà capo della comunicazione di Lollobrigida, al posto di Edoardo Garibaldi, che riprende a lavorare in Rai. La notizia viene confermata al Corriere da Lollobrigida: «Oggi ho salutato il mio capo della comunicazione Edoardo Garibaldi che torna a lavorare in Rai in Puglia la sua regione di nascita. Un ottimo giornalista, con cui ho avuto la possibilità di lavorare apprezzandone le qualità umane e professionali. A seguito di questa sua scelta di vita, ho deciso di chiedere a Paolo Signorelli di tornare a ricoprire il ruolo che aveva deciso di lasciare per salvaguardare la sua serenità e quella del Ministero circa due anni fa».
Riguardo all’opportunità della scelta, il ministro spiega: «Rispetto alle polemiche giornalistiche e le insinuazioni di allora nulla è emerso che sia di impedimento allo svolgimento di una attività professionale per le quali Signorelli incarna tutte le caratteristiche sostanziali e formali».
Paolo Signorelli non è un nome qualsiasi nella destra romana e italiana. Il nonno – suo omonimo, morto nel 2010 – fu tra i fondatori di Ordine Nuovo. È stato considerato l’ideologo del terrorismo neofascista negli anni ’70 per via del coinvolgimento nelle inchieste sulla strage di Piazza Bologna e sugli omicidi Accorsio e Amato. Tutti procedimenti da cui alla fine venne assolto.
Contattato dal Corriere, il giornalista Signorelli dice: «A due anni di distanza come ben sapevo, ma ora è un fatto oggettivo, non è emerso nulla che possa mettere in discussione la mia onorabilità personale e la mia professionalità. Così quando il ministro mi ha chiesto di prendere il posto di Garibaldi ho accettato».