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 2026  settembre 02 Mercoledì calendario

Quei mercati al teatro Pirandello di Agrigento

«Arànciu, racìna, pìersica, fastùca, cacòcciula, cipuddra»... Investiti dal prestigioso compito di collaborare al progetto di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, i boss della politica locale si sono confusi. E pensando si trattasse di coltura, con la “o”, hanno preso al Teatro Pirandello esperti di prodotti girgentini, dall’arancia di Ribera all’uva di Canicattì, dalla pesca di Bivona al pistacchio di Raffadali, dal carciofo di Menfi alla cipolla di Castrofilippo. Direte: cosa c’entra la drammaturgia con gli ortaggi? Eppure tra le assunzioni pilotate allora dal meloniano Calogero «Lillo» Pisano c’erano appunto, oltre al suo autista, Jannette Baiamonte e Daniela Ilardi appartenenti alla categoria «venditori ambulanti di ortofrutticoli». Mestiere dignitoso, s’intende. Ma estraneo non solo alle attività teatrali ma anche alle mansioni loro assegnate: «attività di addetti al call center». Call center che, pare, manco esisteva.
Capiamoci: stipendi bassi. Ma distribuiti in un’area devastata dalla disoccupazione. E storicamente appesa alle prebende comunali, statali e regionali. Cioè ai capricci dei padroni del voto locale. In questo caso Lillo Pisano, che a settembre 2022, eletto con FdI, fu sospeso alla scoperta di vecchi post in cui inneggiava al «grande statista» Adolf Hitler, traslocò per un paio d’anni tra i Moderati di Maurizio Lupi per rientrare nel febbraio scorso tra i vecchi camerati.
Domanda: quando finiranno gli strascichi della figuraccia fatta dalla bellissima ma sventurata Agrigento con quella candidatura a Capitale italiana della cultura aperta con gli strafalcioni grammaticali e la spalmata di asfalto sui tombini e chiusa adesso con la scoperta delle assunzioni al teatro Pirandello di «venditori ambulanti di ortofrutticoli»? Il cambio di passo, dice il nuovo sindaco Michele Sodano (laurea e master in Bocconi, eletto col movimento Controcorrente di Israele La Vardera, rientrato in città da un lavoro di spicco a Copenaghen) c’è già stato. E cita ad esempio la scelta di quattro «fuoriclasse» culturali nel nuovo Cda della Fondazione Teatro Pirandello al posto dei vecchi notabili nominati anni fa col manuale Cencelli. In bocca al lupo. Pur essendo stato eletto al ballottaggio di giugno col 72,31% dei voti, infatti, il primo cittadino si ritrova, a causa delle demenziali regole elettorali locali, con cinque consiglieri contro 19 della destra sconfitta. Paradossi pirandelliani.