Corriere della Sera, 2 settembre 2026
Spagna, tensione tra re Felipe e Sánchez
Si completano o si sopportano? Sono alleati o nemici? La domanda, fino a l’altroieri, non si poneva. Anche perché se del premier Pedro Sánchez si parla e si sparla nelle tertulias da bar, il sovrano resta un semi-intoccabile simbolo nazionale, nel bene e nel male. Nonostante le tante scappatelle anche finanziarie dell’ex re Juan Carlos I, la Spagna rispetta ancora la sua monarchia e ha imparato ad amare pure il severo di lui figlio Felipe VI, che per ora non ha mai fatto sussurrare di sé. Inevitabile dunque il polverone alzato dalle parole di Sánchez che, lunedì, si è permesso di bacchettare il re, per cercare di spostare l’attenzione dagli errori del governo sulla gestione della crisi a Ceuta.
«Regna da 20 anni e quante volte è andato a Ceuta e Melilla?», ha chiesto retoricamente il premier socialista nella sua prima apparizione pubblica dopo il ritorno dalle lunghe vacanze estive. Un rimprovero istituzionale che non è sfuggito ai media e che ha sicuramente indispettito la «Zarzuela», residenza del re. Che, peraltro, non regna da vent’anni bensì da dodici, ovvero da quel 19 giugno 2014 in cui Juan Carlos, travolto dagli scandali, abdicò a favore del figlio.
Sánchez ha assicurato che Felipe andrà a Ceuta, ma solo «quando la situazione lo permetterà». Una visita nell’exclave presa d’assalto dai migranti potrebbe calmare gli animi e ribadire la sovranità spagnola sulla cittadina in terra africana. Ma creerà sicuramente nuove tensioni con il Marocco. L’ultima volta non finì bene. Era il 2007, Juan Carlos I e doña Sofía erano i primi reali spagnoli a mettere piede nelle Città autonome «extrapeninsulari» – Alfonso XIII si era limitato a sorvolarle in aereo – e il sovrano del Marocco si irritò al limite di una crisi diplomatica, ritirando il suo ambasciatore da Madrid e definendo la visita «controproducente». L’allora premier socialista, José Luis Rodriguez Zapatero, corse in difesa della coppia reale, ma da allora nessuno ha pensato ad una replica, neppure quando a governare sono stati i popolari.
In alto Felipe VI, 58 anni, re di Spagna dal 2014. Sotto Pedro Sánchez, 54 anni, primo ministro dal 2018. Socialista, è al terzo mandato
L’ondata di migranti a Ceuta ha spinto ora sia il «governatore» locale, il popolare Juan Jesús Vivas, sia lo stesso Sánchez ad auspicare un tour borbonico. Le polemiche hanno però costretto ieri la Moncloa a una rettifica: il premier non aveva alcuna intenzione di rimproverare Felipe, voleva semmai difendersi dalle accuse della destra che lo accusava di vietargli la visita.