Corriere della Sera, 2 settembre 2026
La vecchia Lega Nord vuole un congresso subito
La guerra per «l’Albertino» è dichiarata. Peccato che arrivi dopo le rimostranze dei governatori e del fronte nordista che, anche all’esterno, non aiutano la leadership di Matteo Salvini. E anzi, la mettono in discussione.
Il 28 agosto è stato costituito il «Comitato per la convocazione del congresso federale». Tra i promotori, un gruppo di ex parlamentari e di segretari provinciali. A venire allo scoperto, l’ex deputato (e segretario) romagnolo Gianluca Pini. Ma attenzione: il congresso richiesto non è quello della Lega per Salvini premier, fondata nel 2019, ma quello della storica Lega Nord fondata da Umberto Bossi. Il congresso non si svolge da nove anni. Dal 2020, l’ultra salviniano Igor Iezzi è stato eletto commissario della Lega Nord dal Consiglio federale.
La posta dell’iniziativa è alta: il simbolo elettorale. Non tanto il nome Lega, registrato già in numerose elezioni da partiti diversissimi. In palio c’è il simbolo di Alberto da Giussano che riproduce la statua del leggendario condottiero a Legnano. Secondo Pini, «Iezzi e altri hanno non solo impedito lo svolgimento del congresso che chiediamo da anni» ma, soprattutto, hanno «prestato alla Salvini premier il simbolo della Lega, in modo probabilmente illegittimo». L’accusa del comitato è quella di «impedire ai militanti della Lega Nord di fare politica e mettere in atto violazioni pesantissime riguardo alle previsioni statutarie». Per esempio? «Non c’è il presidente, che era il povero Umberto Bossi. Ma il presidente ha anche alcune importanti funzioni di garanzia». Ieri il Comitato ha messo a punto la diffida ad adempiere nei confronti di Iezzi per convocare il congresso «nel termine di 20 giorni» e comunque da svolgersi «non oltre i 60 giorni». Certo, una rivoluzione nella Lega Nord comporterebbe anche il farsi carico dei 49 milioni di debiti con lo Stato per illegittimi rimborsi elettorali. «Se ci permettono l’attività politica – dice Pini – saremo anche in grado di pagare i debiti».
In realtà, Pini aveva già tentato nel 2020 e poi nel 2022 di far convocare il congresso con un ricorso sulla base dell’art. 700 del codice di procedura civile. Allora, il procedimento era stato archiviato. In sostanza, il giudice aveva ritenuto che i ricorrenti non fossero in numero sufficiente a far convocare il congresso. Dunque l’eventuale nuovo ricorso del Comitato dovrà essere accompagnato da un adeguato numero di firme. Quante? Difficile dirlo. In teoria, «un decimo degli associati». Senza risposte, potrebbe essere il presidente del Tribunale a stabilire la convocazione. Proprio negli ultimi mesi la Lega Nord si era fatta viva per un censimento dei militanti, prorogato a maggio. Allora, la mossa era stata considerata dai nordisti come dilatoria. Per intendersi: prima di fare un congresso bisogna conoscere il numero dei militanti. Pini scuote la testa: «Il censimento è stato fatto con mezzi non probanti». La diffida include la richiesta di mostrare l’evoluzione del libro soci.
Inoltre, il marchio «Lega Nord Padania» è stato registrato, secondo AdnKronos, presso l’Ufficio dei marchi Benelux (Boip) nel 2020 e fino al 2029 per scopi legati al collocamento di personale. Il titolare indicato nei documenti è Marco Amorosetti. Ma lo stesso Salvini ha registrato «l’Albertino». Domanda nel 2018, via libera l’anno scorso. Anche se il marchio non implica l’uso politico del simbolo.