Corriere della Sera, 2 settembre 2026
Zakharova attacca ancora Roma: «Fedorov consulente? Ridicoli»
Il nuovo scontro diplomatico tra Italia e Russia passa dal botta e risposta tra Maria Zakharova e Guido Crosetto. Molto più che «ridicola», un «teatro dell’assurdo»: così la portavoce del ministero degli Esteri russo – che neanche in passato ha mai risparmiato frecce avvelenate nei confronti di Roma – ha definito la nomina dell’ex ministro ucraino Mykhailo Fedorov a consulente della Difesa italiana. «Le mie condoglianze», ha esordito la funzionaria del Cremlino rispondendo sul tema a un giornalista italiano a margine del Forum economico orientale, prima di accusare Roma di essersi affidata a un uomo noto, a suo dire, per la volontà di «uccidere più russi possibile». Per la portavoce della diplomazia moscovita, «questo è un esempio perfetto di come gli occidentali utilizzano gli ucraini. Mentre i cittadini comuni vengono mobilitati nelle trincee per affrontare una morte certa, i manager del regime di Kiev convertono le sconfitte militari in contratti internazionali personali, e non se ne vergognano». Solo un mese fa, quando si rincorrevano le anticipazioni sulla consulenza dello stesso Fedorov, Zakharova aveva già sarcasticamente chiosato: «È un peccato che Osama bin Laden non abbia vissuto abbastanza a lungo per vederlo: sarebbe stato un eccellente consigliere per il governo italiano».
L’affondo russo ha portato alla replica del ministro Crosetto: «Capisco che preferirebbero che le scelte per l’Italia potesse farle qualcuno che senta Mosca prima, ma pensiamo solo a Roma e non a Mosca, Kiev o Washington». Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolineando che la Russia «fa polemica ma non siamo in guerra con loro». Dal terreno delle nomine e del riarmo, la tenzone italo-russa passa però anche dai riferimenti letterari. E da Gianni Rodari in particolare: Zakharova ha infatti citato il grande scrittore per pungere il nostro Paese nell’orgoglio culturale. «Se Rodari fosse vivo, penso che scriverebbe una favola satirica su tutto questo, ma non sono sicura che sarebbe più divertente della realtà».
Un riferimento tutt’altro che casuale: Rodari è infatti da oltre settant’anni uno degli autori italiani più amati in terra russa, soprattutto grazie alle Avventure di Cipollino, tradotte nel 1953 e diventate un successo enorme nell’allora Urss, in cui la rivolta dei «poveri vegetali» contro i potenti si adattava perfettamente alla propaganda sovietica. Crosetto ha raccolto e restituito la provocazione a Mosca: «Se Zakharova ha letto Rodari, cosa che dubito, avrà capito che non vogliamo fare la fine del topo che mangiava i gatti e quindi serve anche l’esperienza sul campo».
Quello su Fedorov non è certo il primo duello diplomatico tra Zakharova e le istituzioni nostrane. Nel febbraio 2025 la portavoce di Lavrov bollò come «blasfeme» le parole di Sergio Mattarella che equiparavano l’invasione russa al Terzo Reich. Dopo il crollo della Torre dei Conti a Roma, a novembre scorso, affermò che finché il governo italiano avrebbe «continuato a sprecare soldi per Kiev, l’Italia tutta sarebbe crollata». Fino all’ultimo (per ora) capitolo di uno scontro bilaterale a corrente alternata, destinato ad approfondirsi sulla scia del rinnovato supporto a Kiev.