il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2026
Monte Carlo, ritorna Yermolaev e lascia aperti dubbi su Budanov
Vadim Yermolaev parla per la prima volta dopo l’attentato di Monaco che a giugno lo ha quasi ucciso, a Monte Carlo, provocando gravi lesioni alle gambe alla compagna e ferendo il figlio. Nell’intervista rilasciata all’Ukrainska Pravda, che ha seguito da vicino il caso e i risvolti dell’attentato, Yermolaev dice di essere “convinto che i mandanti della bomba non possano trovarsi né nell’ufficio di presidenza né della dirigenza del Gur (il servizio di intelligence militare, ndr)”. Aggiunge però criptico: “Se avessero partecipato a esecuzioni extragiudiziali, non riesco nemmeno a immaginare a che punto sarebbe il nostro Stato, a quale livello ci troveremmo. Per questo penso che, in fin dei conti, qualcuno abbia assunto delle persone a pagamento per organizzare l’intera procedura. Quando li cattureranno, scopriremo quali fossero le motivazioni”.
Gli investigatori ucraini, ma sul caso indagano indipendentemente anche le autorità di Monte Carlo e francesi, hanno però isolato due piste, tra loro opposte. Una porta al capo dell’ufficio di presidenza di Zelensky, Kirill Budanov, già toccato da un recente scandalo di corruzione; l’altra punta all’altro ramo dell’intelligence: lo Sbu. L’autrice materiale dell’attentato, Anastasia Berezovskaya, è stata uccisa a Kiev il 3 luglio, per il suo omicidio sono stati arrestati due agenti di medio livello di Gur e Sbu.