lastampa.it, 1 settembre 2026
Trump, via libera della Corte Suprema alla sala da ballo
La Corte Suprema ha concesso a Donald Trump un’importante vittoria, consentendo la prosecuzione dei lavori di costruzione della sala da ballo della Casa Bianca, nonostante il Presidente della Corte, il conservatore John Roberts, si sia unito ai tre giudici liberali nel dissentire, definendo l’opera «probabilmente illegittima».
La Casa Bianca è «un edificio americano emblematico, la cui simbologia e la cui storia sono intrinsecamente legate alla sua architettura», ha scritto Roberts in una lunga opinione dissenziente, citando Winston Churchill e Theodore Roosevelt. «Ragione in più per garantire che i responsabili rispettino le regole nel decidere cosa demolire e cosa costruire presso la Casa del Popolo».
La decisione, adottata con 5 voti favorevoli e 4 contrari, ha ribaltato l’ordinanza di un tribunale di grado inferiore che aveva bloccato qualsiasi costruzione in superficie, poiché i giudici avevano ritenuto che l’amministrazione avesse ecceduto i propri poteri procedendo a modifiche sostanziali del complesso della Casa Bianca senza l’approvazione del Congresso.
Nello specifico, la Corte Suprema ha stabilito che i sostenitori della tutela del patrimonio che avevano contestato la costruzione della prevista sala da ballo di 8.300 metri quadrati – il National Trust for Historic Preservation – non possedevano i requisiti giuridici necessari per intentare la causa, in quanto non direttamente danneggiati dal progetto, il cui costo è stimato in 400 milioni di dollari.
Trump ha commentato la notizia su Truth Social, affermando tra l’altro: «Stiamo vivendo l’Età dell’oro dell’America e questo edificio sarà una delle opere più grandiose mai realizzate a Washington D.C. Una volta completati, nell’estate del 2028, il magnifico salone delle feste e il complesso militare saranno motivo di grande orgoglio per l’intero Paese». Ha inoltre dichiarato che il progetto sta procedendo al di sotto del budget previsto e in anticipo rispetto alla tabella di marcia.
Un aspetto importante: la sentenza non entra nel merito della questione della legalità della sala da ballo. Per questo motivo i lavori di costruzione possono andare avanti, mentre prosegue la più ampia disputa legale nelle corti inferiori; l’amministrazione sostiene che il progetto sia necessario per la sicurezza e che sia finanziato tramite donazioni private anziché con denaro pubblico.
Sebbene la questione non sia chiusa a livello legale, in termini pratici il provvedimento ha rappresentato una battuta d’arresto significativa per la contestazione legale del progetto, rendendo probabile che il Presidente riesca a portarne a termine la costruzione.
Bloccare l’opera a questo punto richiederebbe probabilmente un’ulteriore azione legale da parte di un soggetto legittimato ad agire – ad esempio il Congresso. Un’ipotesi irrealizzabile finché i Repubblicani manterranno il controllo della Camera dei Rappresentanti e del Senato almeno fino a gennaio 2027.
Brent Leggs, presidente del Trust, ha definito la decisione di lunedì profondamente deludente, sottolineando che la maggioranza della Corte Suprema non si è espressa sulla legittimità del progetto.
«Non si tratta della decisione definitiva nel merito della nostra causa e non risolve la questione fondamentale da noi sollevata: ovvero che ogni presidente è un custode temporaneo della ’Casa del Popolo’ e non possiede l’autorità unilaterale di demolirla e riprogettarla senza l’approvazione del Congresso», ha dichiarato.
Il progetto della sala da ballo, che prevede un bunker di sicurezza militare nel sottosuolo, è solo una delle iniziative con cui Trump sta trasformando radicalmente Washington nel suo secondo mandato.
Ha proposto la costruzione di un arco di trionfo alto circa 76 metri, vicino al confine tra Washington e Arlington, in Virginia, mentre i suoi sostenitori hanno insistito per far apporre il suo nome al John F. Kennedy Center for the Performing Arts, anche dopo che un giudice aveva ordinato la rimozione del suo nome dall’edificio.
Tuttavia, il progetto della sala da ballo riveste un significato particolarmente personale per Trump, che da anni sostiene che la Casa Bianca necessiti di uno spazio più ampio per accogliere ospiti illustri senza dover montare un tendone nel Giardino Sud.
Il Secret Service, da parte sua, ha dichiarato di voler investire 220 milioni di dollari per «rafforzare» la sala da ballo – attualmente in costruzione – contro eventuali attacchi, prevedendo, tra l’altro, l’installazione di vetri antiproiettile, tecnologie per il rilevamento dei droni e sistemi di filtraggio e di rilevamento di minacce chimiche e di altro tipo.
L’ordinanza della Corte Suprema ha segnato la seconda volta, in meno di due settimane, che l’organo giudiziario si è pronunciato sul progetto. In precedenza, il 21 agosto, il Presidente della Corte Suprema Roberts aveva emesso un provvedimento provvisorio di una sola frase – noto come sospensione amministrativa – per concedere ai colleghi più tempo per valutare a fondo la richiesta dell’amministrazione di bloccare le sentenze dei tribunali di grado inferiore sfavorevoli al presidente.