repubblica.it, 1 settembre 2026
Tupac, dopo 30 anni c’è un colpevole per la morte del rapper
A distanza di trent’anni c’è un colpevole per la morte del rapper Tupac Shakur. La giuria di Las Vegas ha confermato l’ipotesi secondo cui l’omicidio avvenne nell’ambito di una faida dell’hip hop e ha riconosciuto responsabile Duane Keffe D Davis, ex leader della gang dei South Side Compton Crips, che ora, a 63 anni, rischia l’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
Dopo la lettura della sentenza, Davis ha annunciato di voler fare ricorso. Secondo l’accusa è stato lui l’ispiratore dell’agguato avvenuto il 7 settembre 1996. Proprio lui che in diverse interviste e in un’autobiografia pubblicata nel 2019 si era lasciato andare a raccontare i dettagli di quell’omicidio, dall’acquisto della pistola usata alla dinamica della sparatoria da un’auto in corsa davanti all’Mgm Grand Garden Arena di Las Vegas, dove stava per tenersi un incontro di boxe di Mike Tyson.
Si è incastrato da solo: nel 2023 un detective ha deciso di riaprire le indagini. Ne è emerso uno scontro tra etichette discografiche rivali, ciascuna delle quali protetta da una gang di Las Vegas. E la morte di Shakur, considerato un punto di riferimento assoluto tra i rapper, sarebbe avvenuta proprio nell’ambito di una vendetta tra le gang.
Nel corso degli anni, infatti, Davis ha ripetutamente affermato di essere stato all’interno della Cadillac bianca che si affiancò a Shakur e al co-fondatore della Death Row Records, Marion “Suge” Knight, il 7 settembre 1996. Parlando con le forze dell’ordine e in successive dichiarazioni pubbliche, Davis ha raccontato di aver preso una pistola e di averla passata alle persone sedute sui sedili posteriori prima che venissero esplosi i colpi.
Davis non è stato condannato per aver premuto il grilletto. Al contrario, l’accusa ha sostenuto che Davis avesse organizzato il gruppo, fornito l’arma e contribuito a compiere un attacco di rappresaglia dopo che l’entourage di Shakur e Knight aveva picchiato il nipote di Davis, Orlando “Baby Lane” Anderson, all’Mgm Grand quella stessa sera. Secondo la legge del Nevada, chiunque aiuti o contribuisca a commettere un omicidio può essere ritenuto penalmente responsabile. A peggiorare la sua situazione, Davis ha anche dichiarato che se l’auto di Tupac fosse stata dal suo lato avrebbe sparato.