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 2026  agosto 31 Lunedì calendario

A Venezia è rimasta solo una libreria scolastica

A Venezia nella prima metà del Cinquecento si stampava la metà dei libri pubblicati in tutta Europa; oggi, 500 anni dopo, trovare un libro scolastico è sempre più difficile. Librerie e cartolibrerie dedicate al settore sono praticamente scomparse o, più semplicemente, vendono altro: romanzi, saggi, guide turistiche, cataloghi, articoli di cancelleria. Nel centro storico solo la Cafoscarina offre prenotazione e acquisto dei libri scolastici: «Ma solo per medie e superiori – precisa Gianluca Celli, il titolare – e nemmeno siamo inondati di richieste. L’anno scorso abbiamo fatto appena una trentina di cedole».
I problemi 
I problemi che attraversa il settore sono praticamente endemici: margini ridotti all’osso, ritardi nei tempi di consegna dovuti al distributore o, più spesso, all’editore, impossibilità di tenere merce a magazzino e si ordina solo ciò che poi andrà venduto. Alle case editrici conviene poco: «Aspettano di avere tutti gli ordini pronti per andare in stampa – spiega Cristina Giussani, titolare della Mare di Carta che ha rinunciato ai testi scolastici l’anno scorso —. I bambini cominciano la scuola senza libri, i genitori si arrabbiano con noi, e via così. Fino a 10-15 anni fa la marginalità poteva raggiungeva anche il 25 per cento, oggi compriamo con lo sconto del dieci se va bene». Se il prezzo di copertina è 20 euro, cioè, significa che il libraio ha acquistato il volume a 18 e qualcosa, con un guadagno inferiore ai due euro. «Era impossibile continuare – prosegue Giussani —. Mi sono sempre chiesta perché un istituto comprensivo non riesca ad adottare gli stessi libri in tutti i suoi plessi. Ogni classe ha un libro diverso, quindi fare gli ordini era molto complicato». Battaglie che Giussani ha vissuto in prima persona anche come presidente nazionale del Sil, il sindacato dei librai di Confesercenti. Di positivo, fortunatamente, i tempi di pagamento del Comune per le cedole delle elementari, pari a circa una settimana: «Ma non tutte le librerie d’Italia sono così fortunate – osserva Giussani —. Con ordini importanti dobbiamo essere pagati a stretto giro».
Le alternative
Un meccanismo che consente la gratuità alle famiglie mentre alle medie e superiori il discorso cambia e il prezzo medio si aggira attorno ai 300 euro per chi va in prima. Per tentare di risparmiare si ricorre ai libri usati, ai colossi dell’online e ai supermercati: Coop, ad esempio, ha attivo il servizio «Libro che vuoi tu» che consente la prenotazione online e il ritiro in negozio con il 15 per cento di sconto. Premesso che un cliente può ritirarli in un qualunque punto vendita, la cooperativa sottolinea di aver evaso nel 2025, per la sola provincia di Venezia, circa 10 mila ordini per 65 mila copie totali con un risparmio complessivo delle famiglie di 280 mila euro. Non è tutto oro quel che luccica secondo Celli: «Più di una volta sono entrati clienti in negozio che hanno avuto problemi con l’ordinazione in supermercato, alcuni libri non erano arrivati, eccetera. La qualità del servizio si misura anche nell’assistenza clienti. In linea di massima, in centro storico, tanti acquistano online». A Mestre resistono solo due attività: la cartoleria Sambo di via Torre Belfredo e Zarbo in via Miranese. «Siamo un presidio sociale importante – osserva Massimo Scarpa – ma si fa molta fatica. I numeri ci sono ma i guadagni no, e io faccio tutto da solo». Impossibile, quindi, assumere un dipendente stagionale.