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 2026  agosto 31 Lunedì calendario

L’Ice ha deportato in Africa oltre 100 migranti. Nessuno dei quali nel suo paese d’origine

In appena dieci giorni, l’amministrazione del presidente Donald Trump ha espulso dagli Stati Uniti oltre cento migranti originari di Afghanistan, Cuba, Nicaragua e altri Paesi, trasferendoli in otto Stati africani diversi da quelli di provenienza. A rivelarlo sono documenti interni del governo americano ottenuti da Cbs News, che mostrano l’estensione della strategia delle deportazioni verso “Paesi terzi”.
Dai documenti governativi emerge che tre voli dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) hanno sbarcato decine di uomini e donne espulsi dagli Stati Uniti in Burundi, Camerun, Repubblica Centroafricana, Guinea Equatoriale, Eswatini, Liberia, Ruanda e Sierra Leone. Secondo i documenti, nessuno dei deportati era originario del Paese africano in cui è stato trasferito. Oltre ad afghani, cubani e nicaraguensi, i voli dell’Ice delle ultime due settimane hanno incluso deportati provenienti da Iran, Nepal, Turchia e Venezuela, nonché detenuti africani non originari delle nazioni in cui sono stati inviati.
I dossier federali, finora inediti, offrono uno spaccato della crescente campagna dell’amministrazione Trump volta a utilizzare gli accordi di espulsione con “Paesi terzi” per deportare gruppi di persone in Stati lontani dove non hanno alcun legame. Più di 30 Paesi in tutto il mondo hanno accettato di ricevere tali deportazioni dagli Stati Uniti, tra cui alcuni in America Latina come Costa Rica, Panama e Paraguay. Ma un numero crescente di Stati africani ha negoziato accordi con l’amministrazione Trump per accogliere deportati inviati in Paesi terzi, tra cui nazioni come la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo e il Sud Sudan, afflitte da conflitti armati, disordini politici e violazioni dei diritti.