ilfattoquotidiano.it, 31 agosto 2026
Vienna, rubata al museo una collana da 3,7 milioni di euro
È bastato un martello e poco più di quattro minuti per portare via da un museo di Vienna uno dei gioielli più preziosi esposti in questi giorni in Europa. Due uomini, entrati al museo come normali visitatori e senza preoccuparsi di nascondere il volto, hanno infranto la teca del MAK, il Museo di arti applicate, e sono fuggiti con una collana appartenuta alla famiglia reale egiziana. Valore stimato: circa 3,7 milioni di euro.
Il furto è avvenuto poco dopo le 14 di giovedì 27 agosto. Nel mirino dei ladri è finito un collier realizzato nel 1939 dalla maison francese Van Cleef & Arpels per le nozze della principessa Fawzia, figlia della regina Nazli d’Egitto. Non è un gioiello qualunque. La collana pesa oltre 200 carati ed è composta da 673 diamanti, tra pietre rotonde e tagli baguette, disposti a raggiera secondo un disegno tipicamente Art déco. Un pezzo unico che la maison aveva definito un esempio emblematico della cosiddetta “gioielleria bianca”.
Il gioiello era arrivato al MAK in prestito proprio da Van Cleef & Arpels, nell’ambito di una grande esposizione dedicata alla storia della casa fondata a Place Vendôme. La mostra, che raccoglie circa 500 pezzi, dovrebbe restare aperta fino al 27 settembre. La collana, però, non ci sarà più.
La dinamica rende il colpo particolarmente singolare. I due uomini non avrebbero fatto irruzione nel museo forzando porte o finestre. Sono entrati regolarmente, hanno acquistato il biglietto e si sono mossi tra gli altri visitatori. Poi hanno raggiunto la teca che custodiva il gioiello, l’hanno colpita con un martello e hanno preso la collana. Le immagini diffuse dalle autorità austriache mostrano i due sospetti a volto scoperto. La polizia è ora al lavoro per identificarli e soprattutto per recuperare il gioiello, che potrebbe essere molto difficile da rivendere sul mercato legale proprio per la sua notorietà.
La collana era stata venduta all’asta a New York una decina di anni fa. In quell’occasione aveva raggiunto i 4,3 milioni di dollari, una cifra che corrisponde a circa 3,7 milioni di euro. A rendere ancora più complessa la situazione è il fatto che il gioiello sia immediatamente riconoscibile: smontarlo per tentare di piazzare separatamente le pietre significherebbe distruggere gran parte del suo valore storico e artistico.
Il furto riporta inevitabilmente al centro il problema della sicurezza nei musei europei. E arriva in un’estate già segnata da diversi colpi ai danni del patrimonio artistico. Pochi giorni prima, in Spagna, i ladri avevano preso di mira il Museo Archeologico di Villena, nella provincia di Alicante. Dalla struttura era stata sottratta una parte del cosiddetto Tesoro di Villena, una straordinaria raccolta di oggetti risalenti all’età del Bronzo, scoperta nel 1963 dall’archeologo José María Soler. Il tesoro comprende manufatti in oro, argento, ferro e ambra e ha un peso complessivo di circa dieci chilogrammi. Una delle quattro corone sarebbe stata abbandonata durante la fuga.
E ancora prima, il 15 agosto, un altro episodio aveva riportato l’attenzione sulla vulnerabilità delle opere d’arte più preziose: due dipinti di Antonello da Messina erano stati abbandonati dai responsabili di un furto durante la fuga. Il bottino comprendeva anche tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, oltre a una tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà.
Il caso di Vienna richiama alla memoria anche il clamoroso furto avvenuto al Louvre meno di un anno fa. Nella Galerie d’Apollon, in quell’occasione, erano stati sottratti otto gioielli appartenuti alla famiglia di Napoleone. I ladri avevano impiegato pochi minuti per entrare in azione e fuggire. Il caso era diventato anche un problema politico e gestionale per il museo francese, dopo le critiche rivolte ai sistemi di sicurezza.
A Vienna la dinamica è diversa, ma il risultato è altrettanto evidente. Adesso la priorità degli investigatori è una sola: trovare i due uomini e recuperare la collana prima che i 673 diamanti vengano separati dalla loro storia.