il Fatto Quotidiano, 31 agosto 2026
La gara dei ricchi: Chamonix è stufa della maratona alpina
La valle di Chamonix, dove i ghiacciai si stanno sciogliendo e un costone dell’Aiguille du Midi è crollato, dal 24 al 30 agosto ha accolto l’evento clou della sua stagione sportiva: l’Ultra-Trail du Mont-Blanc (UTMB), che riunisce ogni anno 10 mila runner, 100 mila spettatori e 2 mila volontari. La gara più impegnativa è partita da Chamonix il 28: 174 km attorno al Monte Bianco, passando per Francia, Italia e Svizzera, con un dislivello positivo di 9.900 metri, da percorrere in meno di 46 ore e 45 minuti.
Nato nel 2003, l’UTMB è diventato una delle maggiori competizioni internazionali per la disciplina. La metà dei partecipanti arriva dall’estero. Ma dure critiche oggi travolgono l’evento: “Gli abitanti della valle non ne possono più. Troppa gente e un impatto ambientale troppo importante per un evento che si è trasformato in una gigantesca macchina per fare soldi”, denuncia Anne Lassman-Trappier, presidente di France Nature Environnement Haute-Savoie. A protestare contro l’eccessiva frequentazione, oltre agli ambientalisti, è anche Jean-Marc Peillex, sindaco di Saint-Gervais, comune situato lungo il percorso: “Gli interessi economici di una multinazionale non devono essere perseguiti a scapito della popolazione locale e dell’ambiente”.
L’associazione che ha creato la gara si è trasformata infatti in una potente società, UTMB Group. Se la famiglia Poletti, fondatrice dell’evento, è ancora al comando dell’azienda, l’americana Advance, proprietaria del marchio Ironman, possiede ormai il 45% del capitale, acquistato nel 2020 da un azionista cinese. Frédéric Lénart, direttore generale di UTMB Group, afferma che nel 2025 la società ha realizzato “un fatturato di 32 milioni di euro”. Il trail di Chamonix – per il quale gli organizzatori ricevono un numero di richieste cinque volte superiore ai posti disponibili – ha fatto emuli: ormai il gruppo organizza una sessantina di competizioni in tutto il mondo. Per ottenere il pettorale della gara regina, al costo di 479 euro, bisogna partecipare a un sorteggio, che si tiene a gennaio. Ma, per iscriversi al sorteggio, ogni corridore deve aver accumulato un certo numero di punti nel corso dell’ultimo anno partecipando ad altre gare del circuito organizzate da UTMB. “Questo sport è praticato dalle categorie socioprofessionali più agiate – il 59% –, sensibili ai valori neoliberali della performance, del superamento di sé e della competizione – analizza Clément Delbes, dottorando in Sociologia dello sport all’Università Savoie Mont Blanc –. L’ultratrail offre riconoscimento e valorizzazione sociale. La grande maggioranza, oltre il 90%, è costituita da uomini. L’ultratrail esaspera la dominazione maschile e valori come lo sforzo e il coraggio. Le donne sono sul percorso per incoraggiarli e rinfrescarli ai punti di ristoro”.
La spettacolarizzazione della performance individuale contribuisce al suo successo: sui social vengono pubblicate le foto dei partecipanti che dominano la montagna e sfidano le intemperie come fossero guerrieri. Ma al di là delle critiche ai valori veicolati, l’ultratrail solleva interrogativi economici e ambientali. Per la prima volta la città di Nizza, che ospita una delle gare del circuito by UTMB, ha annunciato che non avrebbe più finanziato la competizione. Una decisione di Éric Ciotti, neo sindaco UDR della città, vicino all’estrema destra, e presidente della Metropoli Nizza Costa Azzurra. Pochi giorni dopo la sua elezione, a marzo, Ciotti ha annunciato che la metropoli non avrebbe dato seguito alla gara d’appalto pubblicata dal suo predecessore, Christian Estrosi, per l’organizzazione del Nice Côte d’Azur by UTMB, in programma dal 24 al 27 settembre. “Sì ai grandi eventi sportivi, ma non a qualsiasi prezzo. La metropoli può contribuire gestendo il traffico e mobilitando la polizia municipale, ma perché i contribuenti dovrebbero finanziare una società privata che vende così cari i pettorali? Logicamente è la città che dovrebbe essere pagata per accogliere l’evento. Ogni anno la Maratona di Parigi frutta al comune diversi milioni di euro”, spiega Benoît Kandel, assessore allo Sport del comune di Nizza.
L’anno scorso, la Metropoli aveva sborsato a favore dell’UTMB Group 554 mila euro. Ma come vengono finanziate le gare? Secondo Frédéric Lénart, ex direttore della 24 Ore di Le Mans, il 50% delle entrate di UTMB Group proviene dalla vendita dei pettorali, il 25% dai partner privati e il restante 25% dai finanziamenti pubblici. Si assiste tuttavia in generale ad un calo della partecipazione pubblica. La regione Grand Est, che nel 2023 aveva finanziato la prima edizione di un evento organizzato dall’UTMB Group in Alsazia, si è ritirata.
L’argomento delle “ricadute economiche”, difeso dagli organizzatori – 45 milioni di euro per la valle di Chamonix, 10 milioni per Nizza –, convince sempre meno. Gli sponsor privati, invece, investono sempre di più con ingenti ritorni commerciali. Durante l’evento, Chamonix si trasforma in una gigantesca fiera, con 150 espositori. “Sono molto orgoglioso che Chamonix sia diventata la capitale mondiale del trail. Ma troppi marchi occupano lo spazio pubblico e privatizzano alberghi e chalet. Per gli abitanti la soglia di accettabilità è superata”, ha detto il sindaco centrista François-Xavier Laffin. L’eccessiva frequentazione ha anche un impatto negativo sull’ambiente. Il percorso dell’Ultra-Trail du Mont-Blanc attraversa le due riserve naturali nazionali di Contamines-Montjoie e Aiguilles-Rouges, aree protette per i boschi d’alta quota di larici, i pascoli alpini, i ghiacciai e le alte vette. Il direttore del Conservatoire d’espaces naturels de Haute-Savoie, Christian Schwoehrer, fa notare che il sentiero del Tour du Mont Blanc è “già molto frequentato: nel 2025 sono passati 75 mila escursionisti itineranti, ai quali si aggiungono i visitatori giornalieri, circa mille ogni giorno al Col du Bonhomme”, e vorrebbe che l’UTMB Group riducesse il numero di partecipanti. Da parte loro, invece, gli organizzatori investono molto per rendere più verde l’immagine dell’evento (raccolta dei rifiuti, manutenzione dei sentieri, ecc.), mentre nel 2022 è nata France Outdoor Sports Events, una lobby che difende gli interessi del settore, alla cui fondazione ha partecipato Isabelle Viseux-Poletti, direttrice dell’UTMB Mont-Blanc.