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 2026  agosto 31 Lunedì calendario

Fedorov, missione a Washington con la benedizione di Musk

Incontrerà anche Elon Musk, nel suo viaggio negli Stati Uniti? La risposta che viene fatta filtrare dai canali dell’ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, che è intanto volato a Washington, è: «Vedremo». Che non suona proprio come un no. La Stampa è in grado di confermare, grazie a una fonte interna all’azienda, che Fedorov vedrà il ceo di Palantir Technologies, Alex Karp, ed è piuttosto improbabile che non sia della partita anche il grande capo dell’azienda, ormai una specie di guru della Silicon Valley, mitizzato, criticato, temuto: Peter Thiel. Previsti anche incontri con Hal Lambert e Richard Schwartz, i capi di Clearview AI, altra controversa azienda di riconoscimento facciale che ha fornito i suoi strumenti a oltre 1.500 funzionari ucraini, che li hanno utilizzati per identificare più di 230.000 russi sul loro territorio, nonché collaborazionisti ucraini. La vera intelligence di oggi.
Fedorov appena arrivato in America ha parlato di “una nuova pagina della storia”, anche nella guerra contro la Russia, che si sta per aprire grazie al tech. A questo punto bisogna spiegare quali sono le due missioni essenziali di Fedorov negli Stati Uniti. Una è tecnica, ma la contropartita è politica.
Fedorov stesso spiega che ha in programma diversi altri progetti internazionali di collaborazione, anche con Francia e Stati Uniti: innanzitutto un fondo di investimento Usa-Ucraina che raccoglierà soldi in tecnologie e armi ucraine, e un think tank, incubatore di relazioni. Tutto materiale ovviamente molto prezioso, per qualunque Paese Nato. Con lui a Washington è volato anche Pavlo Yelizarov, ex vice comandante dell’aeronautica militare ucraina e comandante di una delle principali unità di droni del paese, che si è dimesso quando Fedorov fu licenziato da Zelensky. Qui inevitabilmente si finisce alla Silicon Valley. E a tutti i rapporti che Fedorov ha già alacremente costruito/coltivato per l’Ucraina, ma ora potrebbero diventare (anche) carte personali di una sua ascesa politica. Che lui smentisce.
Uno, Elon Musk. Fedorov piace molto a Musk, e sta cercando, per vie non ufficiali, di convincerlo a permettere l’utilizzo di Starlink per guidare missili e droni verso obiettivi in Russia. Gli attacchi in profondità a Mosca e Pietroburgo sono l’ossessione di Putin (finora Starlink è abilitato solo in Crimea e nei 200 km dal confine ucraino). Musk teme che concedere all’Ucraina l’uso di Starlink in Russia sia un passo verso l’escalation. Ma, stando ai rumors che circolano a Kyiv, il capo di SpaceX ultimamente è stato meno assolutista nel no: ha però detto che una decisione del genere deve essere coperta politicamente da Donald Trump. Secondo fonti ucraine, il 25 e 26 agosto si sono svolti colloqui tra Zelensky e il capo di SpaceX. E il conferimento a Musk dell’Ordine della Libertà, una delle più alte onorificenze ucraine, potrebbe essere un segnale positivo circa lo sblocco di Starlink.
Poi c’è Palantir Technologies. È questo il vero elefante nella stanza. Anche nella stanza di Fedorov. È lui l’uomo di Thiel, ragion per cui Zelensky non si fida al 100%? È un fatto che grazie a Fedorov il Ceo di Palantir, Karp è stato a Kyiv almeno due volte (la prima nel giugno 2022) e l’azienda californiana ha fornito l’arma più potente agli ucraini: i sistemi di guida di droni e missili in Russia usando AI. Chi è stato nel centro di comando di una delle unità del Gur, i servizi militari ucraini, ha visto la mappa interattiva che mostra le traiettorie di volo, le informazioni di intelligence e una segnaletica arancione-rossa. È il marchio di prodotti Palantir: Gotham, MetaConstellation, Palantir Edge AI. Una serie di software con cui l’Ucraina, da gennaio 2026, sta addestrando (con i suoi dati militari riservati, il che ovviamente è un altro punto critico), modelli di targeting e intercettazione dei missili antiaerei russi, nel Brave1 Dataroom. Traduciamo: Musk non concede ancora Starlink in Russia, ma Thiel concede software potentissimi (che usano Starlink, tra l’altro, e varie altri satelliti), i quali consentono a droni e missili ucraini di fare lo slalom in Russia tra le difese di Putin, e colpire raffinerie e centri logistici (Wildberries e Ozon). Il Ceo dell’azienda Karp era stato brutale, con Reuters: «Parte del sistema di targeting ucraino siamo noi». Senza questo, l’ultimo straordinario anno dell’Ucraina, militarmente, sarebbe stato impensabile. Fedorov sicuramente vedrà Karp e Thiel in America. Nega invece che avrà incontri politici. Ma cosa c’è di più politico, oggi, che trattare con i capi della Silicon Valley?
Benvenuti nella guerra che non è più solo trincea, linee di contatto e artiglieria. Però tutto questo ha un prezzo. E non è chiaro fin dove l’ambizione di Fedorov lo spinga a pagarlo: cosa vogliono Musk e Thiel da lui? Le elezioni a Kyiv, magari per sostituire Zelensky e arrivare a qualunque “pace”? Le critiche cominciano ad arrivare. La deputata liberale ucraina Kira Rudyk: «Credo che sia stato del tutto irresponsabile da parte di Fedorov (evocare le elezioni). È qualcosa che, in diverse occasioni, il presidente Trump ha richiesto all’Ucraina, ma è anche qualcosa che Putin desiderava ardentemente». Il punto di rottura della Russia? Fedorov ha risposto così: quando la situazione diventerà così grave che Putin “capirà che ogni giorno di guerra può costargli l’esistenza dello Stato”.