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 2026  agosto 31 Lunedì calendario

Italia-Spagna, il governo proroga di 15 giorni lo stop a Schengen

La sospensione dell’accordo di Schengen nei confronti della Spagna sarà prorogata di altri 15 giorni.
La misura, introdotta dall’Italia dopo l’allarme legato alla situazione nell’enclave spagnola di Ceuta, prevede controlli nei porti e negli aeroporti italiani sui passeggeri in arrivo dal Paese iberico, con verifiche mirate soprattutto sui cittadini di Paesi terzi. Il provvedimento era stato inizialmente disposto per un mese.
La decisione è legata alla valutazione dei rischi per la sicurezza e alla situazione migratoria a Ceuta. La misura riguarda in particolare il ripristino dei controlli alle frontiere aeree e marittime dei viaggiatori in arrivo dalla Spagna. Era stata introdotta l’1 agosto dopo la crisi migratoria di Ceuta.
«Bene la scelta del governo di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, in attesa che si creino realmente le condizioni per la ripresa della piena e libera circolazione. La decisione, in applicazione delle stesse regole di Schengen, è provvisoria e motivata dalla necessità di garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee, e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista, commenta in un post su X il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. «L’Italia continuerà a lavorare con tutti i Paesi dell’Unione europea, in spirito di collaborazione anche con la Spagna, avendo come obiettivo quello di contrastare l’immigrazione illegale e favorire, invece, flussi migratori controllati e regolari», ha aggiunto. Posizione condivisa dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi che ha definito la proroga «necessaria. Una decisione motivata dal fatto che c’è un’analisi fatta da specialisti che si riuniscono nel comitato di analisi della sicurezza delle frontiere», come il capo del Viminale ha detto a Napoli, a margine di una commemorazione. «L’abbiamo limitata a 15 giorni perché, se da una parte l’analisi fatta dagli specialisti indica che permangano le motivazioni per cui è stata iniziata questa misura, d’altra parte sicuramente e’ apprezzabile lo sforzo che sta facendo il governo spagnolo insieme all’Unione Europea per creare il giusto superamento della situazione che si è creata». Superamento della situazione, in cui «noi confidiamo e siamo anche disponibili a ogni forma di collaborazione con la Spagna, con l’Unione Europea», ha aggiunto Piantedosi. «Quindi una decisione che peraltro si fonda su una misura che come avete visto non e’ stata particolarmente invasiva, pervasiva e ha consentito la normalità dei transiti tra cittadini europei e quindi andremo avanti», conclude.
La Spagna aveva già chiesto a Roma senza successo di revocare le restrizioni e ha risposto introducendo a sua volta dall’8 agosto controlli per i viaggiatori provenienti dall’Italia, una misura che resterà in vigore fino al 7 settembre. Venerdì scorso il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha nuovamente accusato Roma di «mancanza di solidarietà» e di aver utilizzato la crisi migratoria per ottenere un vantaggio politico.
A Madrid, intanto, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha ribadito di non ritenere il Marocco responsabile dell’ondata migratoria che tra il 30 e il 31 luglio ha portato circa 70mila persone a Ceuta. «Continuiamo a indagare», ha detto in un’intervista alla Cadena Ser, sottolineando che né le forze di sicurezza né il Centro nazionale di intelligence hanno fornito elementi su un coinvolgimento delle autorità marocchine. Al contrario, ha definito «francamente positiva» la cooperazione con Rabat, che avrebbe offerto un’immediata collaborazione nella gestione della crisi.
Secondo Sánchez, alla base degli arrivi ci sarebbe anche una campagna di disinformazione sui social, alimentata da reti che ha ricondotto a Russia e Israele e a un’«internazionale dell’ultradestra». Al centro, secondo il premier, ci sarebbe stata la diffusione di informazioni fuorvianti su una sentenza del Tribunale Supremo relativa ai respingimenti dei minori arrivati a nuoto a Ceuta.
A un mese dalla crisi, nell’exclave restano circa 5mila migranti, di cui 1.200 minorenni non accompagnati, mentre dal 10 agosto circa 3.200 persone sono rientrate volontariamente in Marocco. Sánchez ha quindi chiesto maggiore solidarietà agli altri Paesi europei, citando anche l’Italia e la gestione degli arrivi a Lampedusa. Intanto Madrid prepara nuovi aiuti per Ceuta: il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare domani uno stanziamento aggiuntivo di 168 milioni di euro.
Sul piano istituzionale, Sánchez ha inoltre annunciato che re Felipe VI visiterà Ceuta e Melilla per la prima volta da quando è salito al trono. La visita, ha spiegato, sarà concordata con la Casa Reale e avverrà «quando ci saranno le condizioni».