Corriere della Sera, 31 agosto 2026
Sony e Warner portano Anthropic in tribunale
Anthropic avrebbe commesso «uno dei più grandi e sfacciati furti di proprietà intellettuale della storia». È questo il nocciolo della denuncia che, come riporta Axios, alcune delle più grandi case editrici musicali del mondo hanno presentato contro l’azienda di intelligenza artificiale. Tra queste figurano anche le divisioni Sony Music Publishing e Warner Chappell Music, le quali il 28 agosto hanno depositato una denuncia presso il tribunale federale della California settentrionale, citando in giudizio Anthropic, il ceo Dario Amodei e il cofondatore Benjamin Mann. Il reato sarebbe il furto di proprietà intellettuale. Secondo la testata giornalistica statunitense, potrebbe essere il primo passo di «una battaglia pluriennale su musica, intelligenza artificiale e tutela della proprietà intellettuale nella nuova era tecnologica». L’illecito che la parte lesa attribuisce ad Anthropic – celebre per aver sviluppato il chatbot Claude – consisterebbe nell’aver addestrato illegalmente i suoi modelli utilizzando «decine di migliaia» di composizioni protette da copyright di editori musicali, facendo lo scraping (una tecnica informatica che permette di estrarre automaticamente dati e informazioni da un sito web tramite appositi software o bot) dei testi dei brani musicali da Musixmatch, LyricFind e altre piattaforme, senza pagare le relative licenze. Altre cause si sono concentrate su un insieme più ristretto di opere: ad esempio, quella intentata lo scorso marzo da BMG contro Anthropic rivendica la violazione di 493 composizioni, tra cui canzoni di successo dei Rolling Stones, di Bruno Mars e di Ariana Grande.
Per ogni opera musicale il cui copyright sarebbe stato violato, le case discografiche chiedono centinaia di migliaia di dollari. Se l’infrazione dovesse essere confermata, il risarcimento potrebbe valere miliardi.
Come anticipato, non è la prima accusa di questo tipo rivolta a un colosso dell’intelligenza artificiale. Di recente è successo anche a OpenAI, denunciata da Apple per aver rubato segreti commerciali e proprietà intellettuale per lo sviluppo di hardware AI servendosi di due ex dipendenti di Apple molto esperti. Proprio Anthropic, a settembre 2025, ha accettato di versare 1,5 miliardi di dollari a 500 mila autori per l’utilizzo indebito di oltre 7 milioni di opere. Un accordo storico in materia di copyright, dal momento che il processo aveva accertato che i vertici dell’azienda avevano deliberatamente scaricato i testi da portali pirata come Library Genesis per scavalcare ostacoli economici e burocratici. Oltre all’esborso economico, la sentenza ha stabilito che Anthropic distruggesse tutte le copie illegali in suo possesso. Ha inoltre lasciato la porta aperta a future azioni legali da parte di altri autori esclusi. Oggi, a rappresentare Sony e Warner ci sono gli stessi avvocati che un anno fa hanno fatto gli interessi di Universal Music e Concord Music Group.