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 2026  agosto 31 Lunedì calendario

Rai, ultima mediazione con inviati e coautori sul futuro di «Report»

La procedura cautelare d’urgenza, ventilata dai legali di Sigfrido Ranucci, in una lettera di contestazione formale, inviata sabato alla Rai, insieme con l’ultimatum di sette giorni per la consegna di documenti che spieghino l’esonero del conduttore da Report, fa della settimana che si apre oggi un passaggio decisivo per il programma.
Intanto si concentrerà nei prossimi due giorni lo sforzo del direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, per trovare una mediazione con gli inviati, che hanno minacciato le dimissioni in blocco se a condurlo non sarà qualcuno del gruppo storico (si erano proposti in quattro). È improbabile che Corsini faccia un passo indietro sulla scelta di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Più prevedibile che tenti un dialogo sul peso specifico dei nuovi capi-autori della trasmissione, da nominare tra gli inviati, spingendo sulla loro autonomia e sulla possibilità che siano loro a «fare il programma».
Da notare che nessuno di coloro che sta trattando il futuro di Report avrebbe realmente le carte per farlo. L’Approfondimento non è una testata giornalistica, Corsini non è perciò un direttore editoriale. E il gruppo di inviati non ha nessun mandato sindacale, poiché Report è l’unica trasmissione della direzione a non avere nominato un fiduciario che abbia le «agibilità sindacali» per trattare. Ma questa non è che una delle tante singolarità consentite a una redazione in cui, fino a poco tempo fa, non esisteva neanche un capostruttura che firmasse le note spese, essendo tutto nelle mani di Ranucci. Per lo stesso motivo, la scelta dei conduttori di Report, a rigore, non dovrebbe passare dal voto del cda, procedura che invece è prevista per le nomine dei direttori di testata e di genere. Tuttavia i consiglieri di amministrazione di opposizione, Alessandro di Majo e Roberto Natale, insieme con il rappresentante dei dipendenti Davide Di Pietro, sollecitano un chiarimento sui motivi dell’esonero di Ranucci nella prossima riunione del board, il 17 settembre. «Se non c’è chiarezza sulle motivazioni – ripetono – diventerebbe preponderante il sospetto» che la sostituzione di Ranucci «sia avvenuta per ragioni politiche».
Sono gli stessi dubbi avanzati dai legali di Ranucci, che ieri hanno spiegato le proprie ragioni e dato alla Rai 7 giorni di tempo per documentare meglio la decisione: «Se Ranucci è incompatibile con la conduzione di Report, bisogna spiegare il perché» attacca l’avvocato Roberto De Vita. «Si tratta di capire perché è stato rimosso, quali sono i fatti – prosegue —. Se il tema è il rapporto con Lavitola, era già noto dal 2023. Se è l’attentato, lui è la vittima. Se il tema dovessero essere le presunte avances, andrebbero dimostrate». Insomma le «interferenze continue, le pressioni, l’opacità», di cui parla il provvedimento della Rai, devono essere spiegate. In assenza di chiarimenti, i legali sono pronti al ricorso.
In Rai la lettera di contestazione oggi sarà esaminata dalla direzione Legale, guidata da Francesco Spadafora. Non è facile prevedere la linea che l’azienda terrà, ma alcune spiegazioni fornite nei giorni scorsi da fonti interne spingevano sulla distinzione tra decisione editoriale e disciplinare. In sostanza si faceva capire che la Rai ha il diritto di avvicendare il conduttore di un programma in base alla propria linea editoriale perché rientra nelle prerogative dell’editore. Dunque la decisione presa si baserebbe su una scelta di questo tipo e nulla avrebbe a che vedere con un provvedimento di tipo disciplinare, avviato il quale, a Ranucci non sarebbero state fatte nemmeno le tre proposte alternative. Adesso però Ranucci attraverso il suo team legale vuole che la Rai sostanzi la decisione. E quindi chiede anche «di conoscere i nominativi dei soggetti che avrebbero sottoposto la redazione a “continue pressioni”, nonché di ricevere la relativa documentazione a comprova». Ma soprattutto si chiede «di conoscere e ricevere tutti gli atti e i documenti posti a fondamento della decisione comunicata». Sempre questa settimana l’Antimafia sottoporrà a riscontri investigativi le ammissioni dei quattro esecutori materiali dell’attentato.