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 2026  agosto 31 Lunedì calendario

Di Battista, medici italiani arrivati a Cuba

«Spero che torni presto per tornare a litigare su tutto». Alessandro Di Battista, ricoverato all’Avana, dopo il malore che lo ha colto, venerdì scorso a Santa Clara, ha parlato al telefono e ha ricevuto la solidarietà e l’affetto di molti mondi: da quello politico, via via fino a quello della pizza, con Gino Sorbillo che ha promesso «Margherite in piazza per tutti» quando rientrerà in Italia. A manifestargli la vicinanza del governo è stata la premier Giorgia Meloni che ha telefonato a Di Battista. Una chiamata è arrivata anche dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani. E con lui l’ex deputato M5S fondatore del movimento «Schierarsi», non si è fatto sfuggire l’occasione per segnalare le condizioni difficili in cui versa Cuba a causa delle sanzioni dell’America di Donald Trump, che mettono a rischio la piena operatività della sanità.
«L’ho trovato combattivo nel tono, non indebolito nel morale nonostante la complicata situazione», ha riferito il vicepremier che gli ha ribadito come il governo farà «tutto quello che serve per lui, come bisogna fare per ogni cittadino italiano in condizioni simili». Sperando di tornare presto a dividersi «ma non sulla solidarietà tra italiani e sui percorsi di pace da ricostruire».
Ma quando rientrerà? Se lo chiedevano in molti ieri nei commenti al messaggio toccante comparso sull’account X di Di Battista: «Ce la metterò tutta per tornare». Ce la metteranno tutta anche due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma volati ieri a Cuba. Fanno parte dell’equipe del professor Francesco Doglietto, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia e Ordinario di Neurochirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e del professor Massimo Antonelli che dirige l’Unità Operativa Complessa di Rianimazione e Terapia Intensiva. Affiancheranno i medici che lo hanno in cura, per valutare la possibilità di trasferirlo al più presto in Italia, a bordo di un aereo sanitario. È stato il leader del M5S Giuseppe Conte a contattarli chiedendo aiuto.
Quarantotto anni, sposato, due bambini, «Dibba» venerdì scorso era a Santa Clara, città protagonista della Rivoluzione, dove c’è il mausoleo di Che Guevara. Lì, era stato colto da fortissimi mal di testa che ne avevano causato uno svenimento. Da lì si è deciso il trasferimento verso l’Avana, distante 300 chilometri, nel più attrezzato ospedale di Cuba, «Hermanos Ameijeiras». E poi la scelta di una temporanea sedazione che ha indotto nell’errore chi ha parlato di coma.
All’ex parlamentare – che ha deciso di non ricandidarsi e di lasciare i 5 Stelle dopo l’adesione di Giuseppe Conte al governo Draghi – l’esecutivo ha offerto la possibilità di rientrare a bordo dell’aereo di Stato. Ma lui e il Movimento hanno declinato l’offerta. Se le condizioni di salute lo consentiranno vorrebbe salire su un semplice aereo di linea. Altrimenti opterà per un eliambulanza e le spese saranno coperte dall’assicurazione, dal Movimento e dal Fatto Quotidiano, per cui stava lavorando.
La notizia del malore ha scioccato le persone a lui più vicine. Con loro (e con pochi altri) nella notte di sabato e la giornata di domenica Di Battista è tornato a dialogare e a chattare. Un passo, oltre alle sortite social, che dimostra quanto l’ex deputato sia cosciente della situazione. Forte l’affetto del Movimento e dei grillini della prima ora, che in questi anni non si sono mai mostrati così compatti e uniti al fianco dell’ex compagno di tante battaglie. Molte le prese di posizione pubbliche, molti gli interessamenti privati di molti ex colleghi. «Questa è una vicenda che ci coinvolge e ci ha colpito tutti umanamente: è impossibile non stringersi intorno ad Alessandro per tutto quello che ha fatto e per come è», dice un M5S di lungo corso. E l’ansia e l’affetto del M5S si riverberano anche nei molti interventi sui social.
«Oltre a essere una persona di valore, è un amico al quale voglio molto bene», scrive Virginia Raggi. «Non mollare», lo incita Chiara Appendino. «Sei un grande combattente», sottolinea l’ex ministra Lucia Azzolina. «Forza», lo esorta Stefano Buffagni. E Luigi Di Maio, i cui rapporti con l’ex collega del direttorio si sono guastati da tempo, è stato tra i più assidui e i più attenti a rilanciare messaggi che riguardavano le novità sull’ex deputato. E Beppe Grillo? Il fondatore e il suo ex delfino dovrebbero essersi sentiti in forma privata.