La Stampa, 29 agosto 2026
La Norvegia dice addio al suo re patriarca
Era il più vecchio re dì Europa, Harald V di Norvegia, scomparso ieri all’età di 89 anni. Un regno lungo 31 anni che adesso passa, non senza incertezza per il futuro dell’istituzione, a suo figlio che sale al trono con il nome di Haakon VIII, 53 anni. Manterrà il motto della famiglia scelto proprio da suo padre: «Alt for Norge», tutto per la Norvegia. E questo afflato del monarca con il suo popolo è ricordato oggi dai commentatori nazionali che ricordano come Harald e suo padre Olav prima di lui, hanno sempre assecondato il cambiamento del loro tempo, al fianco dei sudditi e delle loro istanze, superando tradizioni desuete e facendo del rigore la sua cifra assecondando una cultura che guarda con sospetto all’ostentazione della ricchezza.Adesso è il tempo del lutto e della riconoscenza a cui seguiranno spazi di riflessione sul significato della monarchia per la nazione. Con una nuova generazione reale che ha sempre rivendicato per sé spazi di “normalità” e di libertà senza barattarli, o troppo poco, con i privilegi dinastici. Haakon stesso ha avuto dei dubbi, come ci ricorda il quotidiano Stavanger Aftenblad, quando la ragione di stato voleva impedirgli di sposare la sua “Cenerentola”, Mette Marit, una ragazza borghese, con un divorzio e un figlio alle spalle. «Pensò che a corona fosse un fardello troppo pesante da portare e che monarchia e modernità fossero incompatibili», scrive Harald Birkenvol. Poi quelle nozze si fecero, nel 2001, e oggi la Norvegia ha una nuova regina, Mette Marit che di salute non sta benissimo dopo un trapianto di polmoni, questo giugno, che si è reso necessario per l’aggravarsi di una malattia cronica. Un amore che sembrava impossibile, accolto in patria con l’entusiasmo di chi tifa per la democrazia del cuore, ma che ha portato con se diversi motivi di imbarazzo per la casa reale. A iniziare da quel figlio di primo letto Marius, coinvolto e condannato in un processo per stupro e violenza domestica. Anche lui ieri era al capezzale del Re, accanto a sua madre. Su Mette Marit anche l’ombra della sua discutibile amicizia con il finanziere Jeffrey Epstein condannato per abusi sessuali e traffico internazionale di minori. «Jeffrey Epstein è responsabile per le sue azioni», dichiarò l’allora principessa all’emittente Nrk. «Io sono responsabile per non aver verificato meglio il suo passato e per non aver compreso abbastanza in fretta che tipo di persona fosse». Un mea culpa che non ha comunque evitato un calo nel gradimento alla monarchia, con l’affetto al re e alla regina Sonja (anche lei una “commoner” con re Harald che ha combattuto 9 anni per avere il permesso di sposarla) a fare da argine allo scandalo. Una coppia che ha servito per 31 anni il Paese, girandolo in lungo e in largo, con l’obiettivo di visitare tutti i comuni, anche i più piccoli (obiettivo non raggiunto per pochissimo). E con la certezza che occorresse andare incontro al futuro, adeguandosi ai tempi. Una delle prime riforme è stata quella che ha aperto alle donne la strada verso il trono e adesso la Norvegia ha una principessa ereditaria, Ingrid Alexandra, 22 anni, che ieri era accanto al padre nella prima riunione del consiglio di Stato convocata dal padre. Sarà al suo fianco anche durante l’incoronazione (senza imposizione della corona) nei prossimi mesi, alla cattedrale Nidaros in una cerimonia religiosa.Il legame della corona norvegese con le vicine monarchie del Nord ma anche con quella britannica è fatta di intrecci di sangue e di storia. Una casata che ha 121 anni importata dalla Danimarca, con radici in Germania e Inghilterra. La figlia della regina Vittoria, Maud, sposò Haakon VII di Norvegia divenendo regina del Paese. Suo figlio Olav V era il padre di Harald V. Adesso Haakon eredita l’affetto del popolo verso suo padre ma anche un’istituzione indebolita dai tempi e dalle vicende che hanno visto coinvolti membri della sua famiglia. Oltre a sua moglie ha fatto molto parlare di sé sua sorella, la principessa Martha Louise che dopo il divorzio è convolata ancora a nozze con uno “sciamano”, il chiacchieratissimo guru dei vip Durek Verret (i due vivono negli Stati Uniti). La principessa è stata costretta a fare un passo indietro, rinunciando, come suo “cugino” Harry d’Inghilterra, a onori e oneri di un’altezza reale.