Corriere della Sera, 31 agosto 2026
Traghetto affonda a Cipro: «Otto morti e decine di dispersi»
Una traversata ordinaria trasformata in tragedia a soli due chilometri dalla costa di Kyrenia, la perla turistica di Cipro Nord nota come la «Portofino cipriota». Il traghetto FiloJet, un catamarano della compagnia privata Filo Denizcilik con a bordo 267 persone – in grande maggioranza turisti turchi che rientravano verso la località costiera di Tasucu, in Turchia – si è ribaltato e poi inabissato, lasciando dietro di sé un bilancio drammatico che parla di otto vittime accertate e 17 dispersi. Più di 230 persone sono state salvate, stando alle prime ricostruzioni. Il disastro ha scosso profondamente l’isola, ancora sferzata dal mare grosso all’indomani di una violenta tempesta.
Il viaggio del FiloJet era iniziato da meno di mezz’ora quando a bordo è scoppiato il panico. Secondo le drammatiche testimonianze raccolte dai media locali, i passeggeri si sono accorti quasi subito che qualcosa non andava. «Abbiamo segnalato all’equipaggio tre o quattro volte che eravamo con i piedi nell’acqua», ha raccontato Ibrahim Can Bulat ai microfoni del media turco-cipriota Ozgur Gazete. La risposta del personale di bordo, tuttavia, sarebbe stata approssimativa: «Uno di loro ci ha detto che si era rotto un bullone e se ne è andato».
Invece di invertire la rotta o rallentare per verificare il danno, l’imbarcazione ha aumentato la velocità in modo vistoso. «La barca andava velocissima, davvero troppo», prosegue Bulat. Poco dopo, il punto di non ritorno: un forte boato a prua ha sancito il cedimento strutturale dello scafo. L’acqua ha iniziato a invadere i ponti, provocando il rapido ribaltamento del mezzo. «Un membro dell’equipaggio è andato a poppa e solo dopo ci ha detto di seguirlo. Da quel momento ognuno di noi ha cercato di salvarsi come poteva». Chi è riuscito a indossare il giubbotto di salvataggio è stato trascinato via in pochi minuti dalle onde, mentre sui social rimbalzavano i video dei salvagenti arancioni che si dimenavano nel lembo di mare che separa Cipro dalla Turchi.
Con il calare della sera, le speranze di ritrovare in vita i 17 dispersi si sono ridotte al lumicino. Il timore più grande dei soccorritori è che molte persone siano rimaste intrappolate all’interno della pancia del traghetto. La conformazione interna del catamarano avrebbe infatti ostacolato il deflusso: «Per quelli che si trovavano sul ponte superiore è stato più difficile trovare una via di fuga», ricorda ancora Bulat, «perché per scendere dovevano passare attraverso un corridoio. Ma quelli che si trovavano sotto lo ostruivano, quindi non riuscivano a uscire». Una vera e propria trappola mortale che ha impedito l’evacuazione ordinata.
La magistratura locale si è mossa rapidamente. Il comandante del FiloJet e gli otto membri dell’equipaggio sono stati arrestati con l’accusa di sospetta negligenza, come confermato dalla testata Cyprus Mail che cita fonti governative dell’autoproclamata repubblica turco-cipriota. Sotto accusa c’è la gestione dell’emergenza e il rifiuto di ascoltare i passeggeri: «Abbiamo supplicato il comandante di tornare indietro appena il traghetto aveva iniziato a imbarcare acqua, ma non ci ha ascoltato», è l’atto d’accusa dei sopravvissuti.
Le autorità hanno aperto un’inchiesta ufficiale ma hanno rinviato ogni verdetto definitivo all’analisi della scatola nera, che dovrà chiarire le cause esatte del cedimento. Dal canto suo, la compagnia Filo Denizcilik ha preferito non commentare le accuse, limitandosi a diramare una nota in cui annuncia l’attivazione di una linea telefonica di supporto per i parenti dei dispersi. L’operazione di recupero non sarà facile: il relitto del FiloJet si trova ora inabissato a oltre 500 metri di profondità. Per supportare le ricerche, nel pomeriggio sono arrivati rinforzi e sommozzatori esperti direttamente dalla Turchia.
Mano tesa anche dalle autorità greco-cipriote: Nicosia ha offerto immediato supporto per le operazioni di salvataggio. La proposta è stata veicolata anche attraverso il capo negoziatore delle Nazioni Unite, in un momento di ripresa del dialogo bilaterale fortemente sollecitato dal Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, durante la sua recente visita a Cipro. Dai turchi ciprioti per ora nessuna risposta. Pare ancora difficile che la solidarietà davanti alla tragedia sappia superare i confini della politica.