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 2026  agosto 29 Sabato calendario

In morte di Harald V, re di Norvegia

«Alt for Norge, Tutto per la Norvegia», re Harald V quando salì al trono nel gennaio del 1991, adottò lo stesso motto del padre Olav V. Parole che l’hanno guidato fino all’ultimo respiro dopo 89 anni, 35 di regno, ieri mattina alle 6.35 al Rikshospitalet di Oslo dov’era ricoverato dal 17 agosto per un’infezione del sangue, dopo le cure per anemia emolitica. Addio al sovrano più longevo d’Europa, lutto nazionale in tutto il Paese (anche il sindaco di Oslo Anne Lindboe, ha rinviato le sue nozze), la bandiera a mezz’asta sul palazzo reale. Fiori e lacrime per il Re che ha portato la casa reale nella modernità. A partire dall’amore per una borghese, Sonja nata Haraldsen, sposata il 29 agosto 1968 dopo nove anni di confronto con il governo e l’establishment, per portarla all’altare. E la sua scomparsa alla vigilia dell’anniversario di matrimonio, è un grande dolore per la regina Sonja e la famiglia reale di Glucksburg. 
Era l’ultimo sovrano d’Europa ad aver vissuto la Seconda guerra mondiale. Il decano dei regnanti, dopo la morte di Elisabetta II nel 2022 e il ritiro con l’abdicazione di Margrethe di Danimarca tre anni fa. Era solo un bambino quando fuggì negli Usa con la madre dopo l’invasione tedesca nel 1940, mentre il padre che avrebbe regnato come Olav V raggiunse il governo in esilio a Londra. L’ultimo impegno pubblico sotto i riflettori con la Nazionale di calcio per la prima volta arrivata ai quarti di finale ai Mondiali: «Vi devo un grazie per le emozioni che ci avete regalato». 
Poi quella sera l’erede, ora re Haakon, era sceso in piazza con i figli Ingrid Alexandra e Sverre Magnus, per la «remata vichinga». Rito collettivo che dopo l’annus horribilis della monarchia, tra scandali e guai di salute, ha restituito fiducia. Fiducia che ora Haakon dovrà tenere stretta. 
Accanto al nuovo Re da ieri c’è la nuova regina di Norvegia, Mette-Marit. È il titolo scelto dal Re per la consorte (dopo gli scandali avrebbe potuto indicarla come principessa consorte). Ma il loro amore ha confermato d’esser più forte del vento burrascoso del 2026 (arrivato dopo la tempesta mediatica delle nozze nel 2024 della principessa Martha Louise con il guru e sciamano di Hollywood Durek Verrett). Un amore quello di Haakon e Mette-Marit che ha tagliato la boa dei 25 anni di nozze col sorriso ritrovato sul viso della nuova regina dopo il trapianto di polmone. Mentre il figlio naturale Marius Borg Høiby, veniva condannato a Oslo per stupro. A gennaio 2026 la principessa aveva fatto mea culpa per la frequentazione del finanziere Epstein: «Mi pento di aver avuto contatti». 
Un’esperienza alle Nazioni Unite a New York dopo la laurea all’università della California a Berkeley nel 1999 e un master alla London School of Economics, una passione per il rock e lo sport, dallo sci al surf, Haakon ragazzo disse di sognare una vita da sportivo, surfista magari. La realtà gli consegna un altro destino al quale si è molto preparato. Dal 2024 re Harald aveva fatto un passo indietro mandando avanti l’erede, che ha incontrato Zelensky e intrapreso visite di Stato, da ultimo in Giappone. Il suo primo atto è stato ieri la convocazione di un Consiglio di Stato straordinario per annunciare che regnerà come Haakon VIII col motto del padre: «Tutto per la Norvegia». E c’era anche la nuova erede Ingrid Alexandra, 22 anni, che un giorno sarà regina. La prima, perché le regole di successione sono state aggiornate solo nel 1990. 
Nata allo stesso ospedale di Oslo dove è spirato il nonno re Harald V, ha una passione per surf e sci come il padre, e la sua agenda sarà intensa come quella del Re: martedì il giuramento allo Storting, il parlamento di Norvegia, secondo l’articolo 9 della Costituzione. 
Il nome del nuovo sovrano Haakon VIII ha profondi legami storici per il Paese: fu scelto da Carl di Danimarca quando gli fu offerta la corona di Norvegia nel 1905 e salì quindi al trono come Haakon VII. Al suo fianco una Windsor: Maud del Galles. Non a caso Carlo III da Londra ha ricordato ieri re Harald «il cui senso del dovere e il buon cuore hanno avuto eco internazionale per decenni». Harald era cugino di Elisabetta, 81esimo nella successione Windsor, e il figlio Haakon VIII ha per madrina la Princess Royal Anna ed è tre volte bisnipote della regina Vittoria. Condoglianze sono arrivate da tutto il mondo: il presidente Mattarella ha ricordato «la dedizione e l’epatia» del Re, papa Leone XIV ha assicurato le sue preghiere «per l’eterno riposo del sovrano». La salma, scortata dai reali, è stata traslata ieri nella cappella di Palazzo. 
«Abdicare? Ho prestato giuramento, un giuramento che dura tutta la vita». Così rispose secco nel 2024 re Harald: sportivo, aveva gareggiato a tre Olimpiadi e nel 2026 è arrivato pure sugli spalti di Milano Cortina. Dopo un cancro, operazioni al cuore e un pacemaker sentiva di dover continuare il suo regno «tutto per la Norvegia».