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 2026  agosto 28 Venerdì calendario

Nvidia vola con i conti e trascina Wall Street

Il problema si presenta ogni volta che Nvidia pubblica i suoi conti: dopo mesi di analisi e critiche nei confronti dei rischi dell’economia circolare con la quale il gruppo finanzia e chiede denaro alle aziende dell’IA torna il silenzio. I conti battono le stime, le proiezioni sull’anno successivo sono sorprendenti (questa volta vedono una crescita dei ricavi del 70%) e il titolo riporta Wall Street in positivo. 
Il copione da almeno due anni è sempre lo stesso, e nonostante in molti sostengano che alle promesse prima o poi gli investitori chiederanno dei ritorni, non sembra che per ora questo modello possa crollare. I numeri del trimestre: ricavi a 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% rispetto a un anno fa. Per il trimestre in corso Nvidia indica 108 miliardi di dollari, oltre le attese degli analisti ferme a circa 104 miliardi. Per l’anno fiscale successivo la crescita prevista è del 70%, contro un consenso del 45%. Il titolo è salito del 7% in una seduta, il guadagno da inizio anno arriva al 12%, la capitalizzazione è cresciuta di circa 370 miliardi di dollari in un giorno. Nvidia avverte che i margini si restringeranno nei prossimi mesi per l’aumento del costo della memoria. Il rialzo ha coinvolto l’intero listino tecnologico americano. Salesforce è salita dell’11% dopo l’annuncio dell’espansione della partnership con Anthropic. CrowdStrike ha guadagnato quasi il 9%. Intel, Sandisk, Seagate e Micron hanno chiuso tutte in rialzo. S&P 500 e Nasdaq 100 sono saliti rispettivamente dello 0,8% e dell’1,5% dopo giorni di difficoltà. In Europa e in Asia i titoli tecnologici hanno seguito Wall Street, ma i listini hanno chiuso in rosso in attesa del discorso di Warsh a Jackson Hole e sotto pressione a causa della guerra in Iran.
Nello stesso giorno è arrivata la notizia che Nvidia avrebbe accettato di pagare 13 miliardi di dollari per Hugging Face, la piattaforma francese che ospita il più grande archivio mondiale di modelli IA aperti. Il multiplo è alto, circa 86 volte i 150 milioni di dollari di ricavi annui della startup. 
Hugging Face aveva rifiutato nel 2024 un investimento da 500 milioni di dollari proposto dalla stessa Nvidia, che avrebbe valutato l’azienda 7 miliardi: il timore era che un investitore così dominante potesse condizionarne le scelte. Il co-fondatore Clem Delangue aveva indicato la concentrazione di potere come il rischio principale per l’intelligenza artificiale. Il prezzo più alto offerto ora, insieme all’interesse di altri acquirenti come Salesforce, ha cambiato i termini della scelta. Per Nvidia l’acquisizione ha una funzione precisa: controllare il punto in cui milioni di sviluppatori scaricano e distribuiscono modelli, e orientarli verso il proprio hardware invece che verso i chip di Google o verso Jalapeño, il processore che OpenAI ha appena presentato come alternativa ai sistemi Nvidia. È una scelta per proteggere una quota di mercato dei chip stimata tra il 70% e il 90%, proprio mentre i clienti principali costruiscono alternative per ridurre la propria dipendenza.