La Stampa, 25 agosto 2026
Il piano di Bessent per il debito Usa
È stato già ribattezzato “Minister Trillion”, il ministro da mille miliardi di dollari. Tanto vale la liquidità che Scott Bessent può potenzialmente mobilitare per sostenere il mercato dei Treasury, i titoli di Stato americani. Il contesto è particolarmente delicato: il debito ha superato i 40mila miliardi di dollari, ai massimi dalla seconda guerra mondiale, gli interessi sul debito sono arrivati vicino a 1.200 miliardi nell’anno in corso, mentre il rendimento del Treasury trentennale è rimasto sopra il 5%. Contemporaneamente, la guerra con l’Iran alimenta il rischio di nuovi rialzi del petrolio e quindi dell’inflazione, rendendo più difficile per la Fed abbassare i tassi.Il possibile piano del segretario al Tesoro Usa è attingere ai circa 950 miliardi di dollari custoditi nel Treasury General Account, il conto detenuto dal governo presso la Federal Reserve, per finanziare il programma di riacquisto di titoli di Stato a lunga scadenza annunciato la scorsa settimana. La possibilità, riferita da due alti funzionari del Tesoro alla Cnbc, amplia gli strumenti a disposizione di Bessent per contenere i rendimenti sulla parte lunga della curva. L’obiettivo del numero uno del Tesoro Usa è duplice: abbassare il costo del debito a lunga scadenza vuole ed evitare che il mercato inizi a chiedere un premio sempre maggiore per comprare il debito americano. Ciò metterebbe infatti in serie difficoltà le finanze dell’amministrazione Usa.La prima mossa di Bessent risale alla scorsa settimana: il Tesoro ha raddoppiato da 2 ad almeno 4 miliardi di dollari l’ammontare dei riacquisti di Treasury già emessi, concentrati sulla parte lunga della curva. Il primo riacquisto è previsto il 9 settembre. Il piano è stato definito “Treasury Twist”, con riferimento alle operazioni nelle quali vengono acquistati titoli a lunga scadenza e finanziati attraverso emissioni a breve. Il ricorso al Tga aggiungerebbe invece liquidità già disponibile, riducendo la necessità di finanziare interamente gli acquisti con nuovi Treasury a breve. La combinazione dei buyback e dell’utilizzo del Tga, definito “bazooka obbligazionario”, punta così a sostenere la domanda sui titoli a lunga scadenza e a frenare la salita dei rendimenti, che si riflette anche sui costi di finanziamento dell’economia, dai mutui al credito alle imprese.Il conto del Tesoro presso la Fed, nella sede della banca centrale in Constitution Avenue, vale oggi circa 950 miliardi di dollari, contro i 550-600 miliardi indicati come obiettivo durante l’amministrazione di Joe Biden. È la cassa operativa del governo federale: raccoglie le entrate e finanzia i pagamenti dell’amministrazione. Bessent ha quindi accumulato un cuscinetto di liquidità superiore a quello utilizzato negli ultimi anni come riferimento. Il livello del TGA è discrezionale: l’attuale amministrazione parla di un livello coerente con la propria politica di gestione della liquidità.La possibilità di utilizzare la cassa serve a far fronte ai dubbi dei mercati sull’efficacia del solo programma di buyback. Dopo il rally iniziale seguito all’annuncio, i Treasury hanno perso terreno e i rendimenti sono risaliti. La pressione resta concentrata sulla parte lunga della curva: il biennale rende circa il 3,8%, il quinquennale poco meno del 4%, il decennale circa il 4,3% e il trentennale è vicino al 5%.Secondo Algebris Investments, il nuovo programma può creare almeno 66 miliardi di dollari di capacità annuale aggiuntiva per gli acquisti sulla parte lunga, pari a circa il 15% dei 450 miliardi di dollari di Treasury a lunga scadenza attesi in emissione. Venerdì, inoltre, Kevin Warsh terrà il suo discorso al Simposio di Jackson Hole. Ci si aspetta che il presidente della Fed fornisca un segnale chiaro su come la banca centrale intenda affrontare il problema dell’inflazione, in particolare dopo le incertezze comunicative emerse nella conferenza stampa di luglio.Sul fronte monetario, gli investitori attendono indicazioni sulla traiettoria dei tassi e sull’inflazione. L’incertezza sulla politica della Fed pesa soprattutto sui rendimenti a lunga scadenza, mentre il Tesoro cerca di ridurre il costo del nuovo debito.Washington nel frattempo respinge le critiche secondo cui l’annuncio dei buyback avrebbe rotto la tradizionale impostazione di emissioni «regolari e prevedibili». Il programma è stato comunicato il 19 agosto, due settimane dopo l’annuncio del rifinanziamento trimestrale, ma gli orari e gli importi delle aste ufficiali non sono stati modificati. Il Tesoro ha inoltre comunicato il programma per l’intero trimestre, con la prima operazione fissata al 9 settembre.Bessent ha spiegato alla Cnbc che l’obiettivo è mantenere il mercato in equilibrio e impedire che gli investitori reagiscano ai titoli di giornata durante una fase di liquidità ridotta. Il segretario conta inoltre sull’aumento delle entrate tariffarie, una volta sostituiti i rimborsi imposti dai tribunali con i nuovi incassi dai dazi, e su misure destinate a migliorare i conti pubblici. Il 9 settembre arriverà il primo test. Washington dovrà dimostrare quanto i buyback possano incidere sui rendimenti mentre il Tesoro continua a collocare nuovo debito. Da lì si capirà su quali coordinate dovrà essere calibrato il “bazooka obbligazionario” del Ministro da mille miliardi di dollari.