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 2026  agosto 19 Mercoledì calendario

L’ascesa di Natalie Harp


new yorkL’ultimo episodio è forse quello che racconta più di tutti. Nell’ormai famoso tranello alla James Bond con cui Donald Trump, nascosto nel carrello del cibo, ha lasciato la Turchia dopo il vertice Nato dello scorso 8 luglio, imbarcandosi su un aereo diverso dall’Air Force One – mentre su quello erano, ignari, la stampa e altri funzionari della sua amministrazione – ecco, su quell’aereo segreto insieme a lui c’erano solo altre tre persone: il vicecapo di gabinetto Dan Scavino, il direttore delle operazioni dell’Ufficio Ovale Walt Nauta e Natalie Harp, la 34enne assistente esecutiva soprannominata “la stampante umana”. Sull’aereo-esca, quello potenziale vittima di un attentato da parte degli iraniani, si trovavano invece il capo della diplomazia Marco Rubio, il segretario al Tesoro e l’intera delegazione della stampa al seguito. Detto altrimenti: tra tutte le persone che Trump ha quindi scelto di salvare, in uno scenario ipotetico di attentato, c’era lei, la giovane bionda, fino a pochi giorni fa nota solo a chi si occupa di politica. Da oggi non più. Volente o nolente, oggi Natalie Harp è il nome sulla bocca di tutti, e la sua relazione con Trump è sotto la lente d’ingrandimento del gossip, anche alla luce della prolungata assenza di Melania, la First Lady sfuggente che non vive alla Casa Bianca e la cui ultima apparizione pubblica accanto al marito risale al 19 luglio, in occasione della finale dei mondiali di calcio. La strada che ha portato Harp al fianco di Trump passa, come per altri suoi collaboratori, da un’apparizione televisiva. È il 2019 e la giovane è ospite di Fox News per raccontare la sua storia di malattia: colpita da un cancro alle ossa di secondo stadio, è stata vittima di un errore medico tanto che, dopo due chemioterapie fallite e il rifiuto da parte dei protocolli di sperimentazione clinica, i medici le offrirono oppioidi, marijuana terapeutica e persino assistenza nel fine vita. In quella trasmissione tv, Harp non solo racconta le sue avventure mediche a buon fine, ma ringrazia anche pubblicamente Trump per la firma del “Right to Try Act”, la legge che consente ai malati terminali di accedere a trattamenti sperimentali non ancora approvati dalla Fda, affermando che quella norma le aveva salvato la vita. Trump, che è davanti alla tv, non perde tempo e posta sui suoi social: «Proud of Natalie». Avanti qualche mese e Trump la invita sul palco alla conferenza della Faith & Freedom Coalition a Washington, presentandola con le parole: «Ha illuminato lo schermo televisivo». Il resto è storia: nel 2020 inizia a lavorare come conduttrice per One America News Network (Oan), il canale televisivo di estrema destra, dove promuove narrative filo-Trump, incluse accuse infondate di brogli nelle elezioni del 2020. Nel 2022 si aggiunge al team per la rielezione, inizialmente senza un incarico ufficiale. Nel gennaio 2025, con il ritorno alla Casa Bianca, viene nominata assistente esecutiva del Presidente, con delega alla gestione dei suoi canali social: è lei che ha accesso all’account Truth ed è lei la responsabile di diversi post controversi pubblicati a suo nome. Nata in una famiglia cristiana devota della California, laureata alla Point Loma Nazarene University nel 2012 e con master in marketing alla Liberty University – l’ateneo evangelico fondato da Jerry Falwell – Harp sarebbe forse rimasta ancora volentieri nell’ombra se non fosse per la storia dell’aereo e per il libro “Regime. I segreti della presidenza imperiale di Donald Trump” di Maggie Haberman e Jonathan Swan del New York Times appena pubblicato in cui raccontano molto di lei. È dalle loro pagine infatti che sappiamo del soprannome con cui tutti la conoscono a Washington, la “stampante umana”, perché segue ovunque Trump con una stampante portatile, fornendogli copie cartacee di articoli, email e commenti sui social media anziché costringerlo a leggerli su uno schermo. Sappiamo che Trump la chiama con pronuncia alla francese e che avrebbe detto che è l’unica che lo ama «quanto sua moglie e i suoi figli». Sappiamo anche dei messaggi che lei gli avrebbe scritto e lasciato sulla scrivania, biglietti con le parole «Sei tutto ciò che conta per me», «Non voglio mai deluderti» e «Voglio portarti gioia». Il giornalista Michael Wolff già anni fa avrebbe descritto la situazione Harp come «una bomba ad orologeria» all’interno dell’amministrazione, affermando che per i Servizi Segreti la sua presenza costante al fianco di Trump era diventata «una questione di sicurezza». A rendere tutto una commedia, più che una tragedia, ci ha però pensato il fratello della ragazza: in una intervista al Daily Mail, Preston, fratello maggiore con cui lei non ha più rapporti, ha definito il tutto come «una relazione malsana», facendo anche riferimento a un possibile complesso di Edipo mai risolto. Trump come il padre che Natalie avrebbe sempre sognato. Mentre il senatore della Georgia Jon Ossoff, in corsa per la rielezione a novembre, l’ha citata durante un discorso tenuto ad Atlanta: Trump «non ha voglia di fare il suo lavoro. Vuole costruire la sua sala da ballo e viaggiare con Natalie sul loro palazzo volante apparentemente indifeso, regalato dall’Emirato del Qatar». Una domanda su questo episodio è costata alla giornalista della Cnn Kristen Holmes una stizzita reazione del presidente: «Sei rumorosa e produci fake news».Harp intanto tace, se non per una vecchia intervista rilasciata a Fox News nel 2024 in cui, parlando del suo rapporto con Trump diceva: «Condividiamo una profonda fede in Dio». —