il Fatto Quotidiano, 19 agosto 2026
In morte di Fulvio Lucisano
UNA VITA lunga un cinema. Anzi, più d’uno, in ossequio a una poliedricità, una varietà e una curiosità distintive. Fulvio Lucisano se n’è andato a 98 anni appena, compiuti il 1° agosto, e lascia un vuoto sensibile: un produttore come lui, che ha attraversato oltre sessant’anni di cinema, che ha scoperto e lanciato, affiancato e sostenuto, tra gli altri, Bava e Sordi, Troisi e Archibugi, Villaggio, Wertmüller e Brizzi non ammette repliche o copie conformi. Una carriera solida per dedizione e folgorante per risultati, approcciata nel 1949 con un documentario sull’Anno Santo, battezzata nel 1955 con il lungometraggio I quattro del getto tonante e consacrata nel 1958 con la fondazione, appena trentenne, della Italian International Film, attiva nella produzione e nella coproduzione, nonché nell’acquisizione e nella distribuzione di film stranieri in Italia, oggi guidata dalle figlie Federica, ad, e Paola. Natali a Roma e origini calabresi, un volto che avrebbe potuto declinare profittevolmente anche davanti alla macchina da presa, Lucisano ha stampigliato il proprio nome su più di 160 film, facendo di commedia (all’) italiana, attenzione al genere e senso del pubblico la propria trinità. Tra botteghino e autorialità, incassi e identità, maschere e ossessioni, le convergenze si rivelano possibili, da Manfredi a Bolognini, da Ferreri a Montesano, passando per Roger Corman, sicché il fantascientifico Terrore nello spazio, diretto nel 1965 da Mario Bava, e Tre tigri contro tre tigri(1977) di Corbucci e Steno; la trionfale epifania di Troisi con Ricomincio da tre (1981); il Sordi del Ta s – s i n a ro (1983) e L’i n c h i e s ta (1986) su Gesù di Damiano Damiani; Il grande co co m e ro (1993) di Francesca Archibugi. Presidente dell’Anica dal 1998 al 2001, Cavaliere del lavoro dal 2007 e David di Donatello alla carriera nel 2009, ha registrato uno dei più grandi successi commerciali con Notte prima degli esami, esordio di Fausto Brizzi del 2006. È il paradigma di una tensione industriale elevata a costanza commerciale: per tutti, come pochissimi, L u c i s a n o. FEDERICO PONTIGGIA