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 2026  agosto 18 Martedì calendario

Maria Rosaria Boccia e Ranucci sono amici

Maria Rosaria Boccia risponde da una barca, al largo delle coste della Calabria, la barca di un amico su cui sta trascorrendo qualche giorno di vacanza.
Lei ha detto che Ranucci è nel suo «cerchio magico», che siete amici, vi sentite, vi vedete e vi volete bene. È a conoscenza del fatto che, a quanto riferisce il «Messaggero», al Comitato etico il giornalista di Report avrebbe detto di conoscerla appena?
«No, non ne sono a conoscenza e non ho letto l’articolo. E comunque preferisco non commentare ricostruzioni di seconda o terza mano come se fossero verbali ufficiali. Tra ciò che viene detto, ciò che viene riferito e ciò che diventa un titolo possono esserci distanze considerevoli».
Conferma stima e amicizia?
Abbiamo parlato
di questioni personali
e delle vicende giudiziarie Sarei sorpresa
se avesse detto di non conoscermi
«Posso dire con assoluta serenità che Sigfrido Ranucci è una persona che conosco, frequento e alla quale sono legata da un rapporto di amicizia e di stima. Non ho alcun motivo per modificare ciò che ho già dichiarato pubblicamente. Troverei francamente sorprendente scoprire che abbia sostenuto di non conoscermi. Ma uso volutamente il condizionale: prima di attribuire a una persona parole tanto nette vorrei leggerle in un documento e non nell’interpretazione di qualcuno».
Il «Giornale» ha scritto che lei è stata due volte nella sede Rai, nell’ufficio di Ranucci, e che l’ultimo incontro sarebbe avvenuto il 4 giugno.
«Ci siamo visti diverse volte, a Roma, a Pompei e anche in Rai. Non considero particolarmente misterioso che due persone che hanno un rapporto di amicizia si incontrino. Abbiamo parlato, come accade normalmente tra persone che si conoscono, di questioni personali, di attualità, delle vicende giudiziarie e mediatiche che in momenti diversi ci hanno riguardato e, naturalmente, anche del progetto editoriale al quale sto lavorando».
Sempre il «Giornale» ha scritto che lei e Ranucci lavorate a un libro a doppia firma, la cui bozza sarebbe praticamente pronta.
«Confermo che il libro esiste. Il progetto è concreto ed è in uno stato avanzato. Preferisco però non anticiparne oggi contenuti, struttura ed editore, perché alcune notizie meritano di essere date quando sono mature e non consumate attraverso indiscrezioni. Se qualcuno immagina un libro accomodante, celebrativo o scritto per regolare piccoli conti personali, rischia di rimanere deluso. L’ambizione è un’altra: raccontare fatti, meccanismi e retroscena che aiutino a comprendere meglio alcuni anni della vita pubblica italiana, distinguendo ciò che è stato raccontato da ciò che è realmente accaduto».