Corriere della Sera, 18 agosto 2026
Colosimo vuole alleggerire la scorta a Ranucci
L’aveva chiesto lei di dare a Sigfrido Ranucci la scorta rinforzata, dopo l’attentato di fronte alla sua abitazione a Pomezia dalle modalità che sembravano mafiose. Ma ora la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, è altrettanto convinta che quel rinforzo vada tolto. La scorta il conduttore l’aveva già in precedenza, per le minacce ricevute. Dopo l’allarme di Colosimo ha due auto con cinque persone a bordo e due agenti fissi sotto casa. Una tutela in questo momento superiore a quella della stessa presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
«Sono stata io la prima a ritenere opportuno un aumento della tutela per Ranucci. Ma penso che dopo quanto emerso, al momento, non abbia più motivo di essere così elevata», ha detto l’esponente di Fratelli d’Italia al Corriere.
Chiara Colosimo, 40 anni, deputata di Fratelli d’Italia dal 2022, è presidente della Commissione parlamentare antimafia dal 2023
Ex An e PdL, poi FdI dal 2012, è stata consigliera regionale del Lazio
Sull’inchiesta che ha portato in carcere il faccendiere «amico fraterno» di Ranucci, Valter Lavitola, la presidente della commissione che ha audito il giornalista per capire i contorni dell’attentato, non intende esprimersi. In attesa di capire se il giornalista «fosse o non fosse al corrente dell’attentato» messo in atto, secondo la confessione di Lavitola per far salire la sua popolarità e farne un candidato del campo largo. Tuttavia, dopo la confessione, è convinta che non regga più l’aggravante del metodo mafioso per l’attentato fasullo: «Se il tuo amico dichiara di non averti voluto fare del male e anche gli esecutori confermano che non c’era alcun legame con la camorra, se non la condanna di uno di loro, l’accusa è impropria. Come lo era quella di strage che infatti è stata tolta». Lavitola infatti non è detenuto per tentata strage.
Sull’alleggerimento della scorta, comunque, Colosimo non ha inviato alcuna richiesta specifica al Viminale. Del resto non spetta a lei ma all’Ucis (l’ufficio per la sicurezza) valutarne la necessità e il livello opportuno. Ma Colosimo ne avrebbe già parlato sia con il capo della Polizia Vittorio Pisani sia con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Sono stata la prima a ritenere opportuno un aumento della tutela
Dopo quan-to emerso non c’è più ragione
Chiara Colosimo
«Ma non spetta a lei dire chi deve o non deve avere la scorta», interviene il dem Sandro Ruotolo. Restio anche a dire che l’attentato era fasullo: «Veramente i danni lì fuori sono stati fatti davvero. Spetta alla magistratura adesso capire. La politica deve fare un passo indietro. Invece la destra si vuole liberare di Report». Ieri Colosimo si è scagliata per prima anche contro il titolo de Il Fatto Quotidiano: «Per Violante Ayala e Grasso Falcone non avrebbe cenato con Lavitola. Lavorava solo nel governo Andreotti». «Davvero si può permettere a un direttore di insultare Falcone e la sua memoria solo per difendere un sodale giornalista utilizzando il suo stesso metodo?», si chiede l’esponente di FdI.