il Fatto Quotidiano, 6 agosto 2026
Portofino, in soli 14 giorni l’ok alla piscina di Pier Silvio B. nel futuro Parco nazionale
Una pratica a tempo di record: 14 giorni per approvare una piscina temporanea nella dimora di Pier Silvio Berlusconi. Nell’Italia ingessata dalla burocrazia, c’è un posto in cui le pratiche filano come razzi: Portofino. Nel borgo più chic della Liguria è in corso il rush finale per costruire ciò che a breve, con i vincoli che si porterà la trasformazione della zona in Parco nazionale, non sarà forse più consentito. Il Parco di Portofino, ancora di competenza regionale, ha autorizzato l’instal – lazione di piscine rimovibili in 12 ville di proprietà di facoltosi privati, tra cui anche Marco Tronchetti Provera. L’auto – rizzazione per Berlusconi è (al momento) provvisoria, durerà fino a ottobre, è stata richiesta il 14 di luglio e approvata il 28. Ma per altre strutture ricettive della zona, è consentita la costruzione di vasche interrate permanenti. È l’ef – fetto del nuovo regolamento regionale, approvato anch’esso in fretta e furia la scorsa primavera, dalla giunta ligure guidata da Marco Bucci. Per capire come nasce questa vicenda occorre fare un passo indietro. Il nascente Parco nazionale di Portofino è da anni al centro di contenziosi amministrativi, che tuttora ne hanno bloccato l’avvio. La vecchia maggioranza di centrodestra guidata da Giovanni Toti, e supportata da alcuni sindaci locali, si è sempre opposta al progetto, sponsorizzando quello che gli ambientalisti hanno definito un “parco francobollo”. In questo limbo, la Regione Liguria, oggi guidata da Marco Bucci, ha effettuato un blitz tra marzo e aprile, mettendo a segno una sorta di liberi tutti. In soli dieci giorni un nuovo regolamento, che apre alla costruzione di nuove piscine, è passato prima dalla commissione e poi dal voto dell’au la in consiglio regionale. Contro il provvedimento l’opposizione di centrosinistra si è divisa, con Avs e M5S che hanno votato contro, e il Pd che si è astenuto per salvare un altro provvedimento legato al comune di Santa Margherita. Il nuovo regolamento regionale, supportato fortemente dal sindaco di Portofino di centrodestra Matteo Viacava, consente la costruzione o l’ampliamento di piscine interrate in alcune strutture ricettive: l’abbazia della Cervara, il Kulm di Portofino, il Cenobio dei Dogi e il Covo. Il caso della Cervara, in particolare, è emblematico, e la trasformazione di un immobile storico in struttura ricettiva è stata al centro di contenziosi legali durati oltre dieci anni. “Stiamo assistendo a uno sfregio in luoghi vincolati e di grande pregio ambientalistico e paesag gistico”,secondo Selena Candia, consigliera regionale di Avs. Ma in quello stesso regolamento si fa un passo anche verso i privati: l’autorizza – zione a piscine temporanee. Strutture che però il presidente del Parco regionale –il sindaco di Portofino Matteo Viacava – non nasconde di voler trasformare in definitive: “Al momento in terreni privati è possibile installare piscine rimovibili, pagando un canone – spiegava Viacava qualche tempo fa a Repubblica – io sono dell’idea del permesso di allargare il permesso alle piscine interrate, ma il consiglio del parco per ora ha detto no”.