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 2026  agosto 09 Domenica calendario

Le modifiche al codice della strada


Un altro ritocco, dopo 19 mesi. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini annuncia l’intenzione di metter mano ancora al Codice della Strada, con tanto di dossier inviato a un centinaio di operatori e associazioni impegnati nel settore della sicurezza stradale. L’obiettivo è di «arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità», come sottolinea il ministero.
Al volante 2 anni prima
È prevista dalle direttive europee che l’Italia deve recepire entro la fine del 2027. La modifica prevede la guida accompagnata già a partire dai 16 anni con la possibilità di prendere la patente B a 17 anni. E una sorta di «bonus»: i neopatentati potranno anche guidare camion per i quali sarebbe necessaria la patente C1 o C, ma soltanto dopo essersi iscritti a un corso di qualificazione iniziale, anziché dopo aver conseguito la Carta di qualificazione del conducente (Cqc). L’idea è di supplire alla carenza di camionisti sul territorio nazionale, che spingono le aziende a rivolgersi all’estero.
Le super-bici
Dopo i monopattini, tocca alle «bici a propulsione elettrica», che vediamo sfrecciare ovunque in città, diventate il «veicolo d’ordinanza» dei rider per le consegne a domicilio. Salvini vuole introdurre l’obbligo di casco e «targhino», per garantire maggiore sicurezza a chi le guida e la possibilità di multare i renitenti al rispetto del Codice della Strada. Una possibilità, però, che rischia di essere virtuale, un po’ com’è accaduto con i monopattini: pochi hanno la targa e le contravvenzioni sono assai sporadiche.
Corsia di emergenza
In molte città, ai motociclisti è già concesso di viaggiare nelle corsie preferenziali. Ecco, lo stesso criterio potrebbe essere utilizzato per le corsie di emergenza in autostrada, ma soltanto nell’eventualità di code o rallentamenti che mettono a rischio i motociclisti. E sempre per i viaggiatori su due ruote, l’ipotesi di riforma del Codice prevede il dimezzamento delle sanzioni per divieto di sosta: due ruote anziché quattro, ingombro illecito ridotto, contravvenzione «tagliata» di conseguenza. Il ragionamento non fa una piega. E varrà anche per biciclette e monopattini.
Sanzioni progressive
Parliamo degli eccessi di velocità. L’obiettivo è di avere multe «meno vessatorie», attraverso sanzioni progressive, per punire con maggiore severità la violazione dei limiti più alti, fonte di rischi maggiori per la sicurezza stradale. L’ipotesi prevede 10 euro in più per ogni chilometro in eccesso con il limite a 130 km/h: chi va a 140 pagherà 100 euro, chi va a 170 (superando il limite di 40 km orari) avrà una sanzione di 400 euro. Sulle strade con limite a 30 o 50 km/h, le sanzioni sarebbero di 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso.
Sempre riguardo alle contravvenzioni, il ministro delle Infrastrutture propone di bloccare l’aumento automatico della rivalutazione legato all’inflazione e nello stesso tempo vorrebbe ridurre i tempi di notifica da 90 a 30 giorni. Oltre a questo, i proventi delle sanzioni dovrebbero essere reinvestiti al 70% (anziché al 50%) nella sicurezza stradale e al 30% per le attività di controllo e notifica dell’ente accertatore.
Marcia per file parallele
In autostrada è vietatissima, ma è sempre più frequente. Il Codice prevede di occupare la corsia più libera a destra, ma quasi nessuno lo fa. Questo fenomeno causa rallentamenti e code. Il Mit ha intenzione di autorizzare la marcia per file parallele (e quindi i sorpassi a destra) sulle autostrade e superstrade a tre corsie per ogni senso di marcia, dove quella più a destra rimarrà appannaggio del traffico «lento».
Comuni e disabilità
La proposta di riforma prevede l’obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma Cude (Contrassegno europeo parcheggio per persone con disabilità). Pena, l’impossibilità di utilizzare le videocamere per accertare le violazioni a sosta vietata e Ztl. Con la minaccia di pungere le Amministrazioni sul vivo (le casse), il ministro Salvini spera di riuscire a ottenere l’allineamento con le iniziative già avviate a livello europeo. Oltre a questo, mette in mano ai Comuni (e non solo) un’altra arma: la possibilità di sequestro immediato dei veicoli sopresi a circolare senza assicurazione. E ancora, saranno consentite la riscossione coatta e il sequestro dei veicoli con targa straniera per le sanzioni non pagate nei 5 anni successivi alla violazione. Un guaio per le società di leasing, che in caso di mancato pagamento da parte del trasgressore dovranno pagare al posto suo.
La riforma, poi, affronta anche l’argomento dei carri allegorici: potranno circolare a 10 km/h sulle strade chiuse con l’autorizzazione del Comune, o a non più di 30 km/h per raggiungere la manifestazione, con il permesso dell’ente proprietario della strada e una «scorta tecnica». —