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 2026  agosto 10 Lunedì calendario

Epstein aveva una base anche a Saint-Tropez

Tra le migliaia di immagini contenute negli Epstein File ce ne sono alcune che chiunque sia stato una volta in Costa Azzurra riconosce. In una, si intravede un porto, con il campanile che domina le facciate colorate. In un’altra, un cartello blu e bianco ripreso in primo piano indica un indirizzo preciso: Place aux Herbes. Jeffrey Epstein è a Saint-Tropez. È l’estate del 2002 e con lui c’è l’inseparabile Ghislaine Maxwell, la sua ex fidanzata e complice.
Insieme hanno affittato una villa chiamata “Mirage” per centomila euro a settimana. Il nome non potrebbe essere più adatto: quella che il finanziere americano – morto in carcere nell’agosto 2019 prima di essere processato per i crimini sessuali di cui era accusato – frequentava quasi ogni estate era, di fatto, una doppia illusione, da una parte la leggenda del borgo più glamour d’Europa, dall’altra un luogo dove tra yacht, ville e feste notturne, operava una intensa rete di sfruttamento sessuale. Come rivelato da un’inchiesta pubblicata da Le Monde sulla base dei documenti americani, Saint-Tropez non era per Epstein un semplice luogo di vacanza.
Era – al pari di Parigi, New York e della sua isola privata nei Caraibi – una base per il reclutamento di giovani donne. I dossier ricostruiscono con precisione la frequenza dei suoi soggiorni in Costa Azzurra: inviti alla festa di compleanno della top model Naomi Campbell nel maggio 2004; scambi di email con agenti immobiliari; conversazioni sull’affitto di ville a centinaia di migliaia di euro al mese; trattative per acquisti di proprietà da decine di milioni. Abbastanza da far sospettare che Epstein pensasse seriamente a un esilio in Francia, soprattutto dopo che nel 2019 negli Stati Uniti si era riaperta l’indagine su di lui.
«Da 30 a 70 milioni. Vicino al mare ma senza vento. La casa deve cantare», si legge in uno scambio di mail con un agente immobiliare. Secondo il documento redatto nel dicembre 2020 dagli investigatori francesi dell’Ufficio centrale per la repressione delle violenze contro le persone (Ocrvp), il suo principale reclutatore in Francia era Jean-Luc Brunel, ex direttore dell’agenzia Karin Models, anche lui morto suicida in carcere a Parigi nel febbraio 2022, prima di essere processato.
Brunel, secondo quanto già riportato dal giornalista Michael Gross nel libro Model, The Ugly Business of Beautiful Women, faceva portare ragazze della sua agenzia a Saint-Tropez ogni fine settimana. Uno storico maggiordomo di Epstein, il brasiliano Valdson Vieira Cotrin, interrogato dall’Ocrvp nel settembre 2019, descriveva l’estate del 2002 nella villa Mirage con un’espressione che dice tutto: «C’era un balletto incessante di giovani donne che arrivavano e ripartivano ogni due o tre giorni».
Il sistema, almeno in parte, funzionava sfruttando la mondanità promiscua che ha sempre reso Saint-Tropez «un crocevia di incontri improbabili, dove si mescolavano amore, eventi, prostituzione e molti abusi ai danni di giovani donne che sognavano una carriera nel cinema, nella moda o in televisione», come lo descrive una vittima francese di Epstein, oggi artista affermata, che Le Monde ha incontrato e che ha testimoniato di essere stata reclutata in Costa Azzurra. Il luogo reso famoso negli Anni 60 da Brigitte Bardot e ancora oggi frequentato dalle star – solo questa settimana sono stati avvistati Katy Perry e Justin Trudeau, Victoria Beckham, Kylian Mbappè, Leonardo DiCaprio, Erling Haaland – e in cui Epstein sognava forse di invecchiare non è più quel simbolo di libertà e spontaneità che per decenni ha tenuto in piedi il sogno. Oggi è da una parte una vetrina blindata e un parco giochi per miliardari, dall’altro una meta di turismo mordi e fuggi, con oltre 80.000 visitatori al giorno tra luglio e agosto per un borgo che conta appena 4. 000 abitanti. Un sovraffollamento che ha portato il sindaco Sylvie Siri a dire ai turisti: «Non venite in estate, venite in primavera». Il problema però non è la folla, almeno non solo. È la perdita della sua anima, con le multinazionali del lusso che hanno acquistato hotel, ristoranti e bar, stravolgendone il Dna. «Saint-Tropez si sta trasformando nella città di Lvmh», ha dichiarato una consigliera comunale riferendosi al colosso del lusso di proprietà di Bernard Arnault, uno degli uomini più ricchi del mondo. Arnault possiede un castello fronte mare nella più esclusiva enclave della penisola, Les Parcs de Saint-Tropez. Nel giugno 2019 Epstein stava per comprare una villa a Saint-Jean-Cap-Ferrat di cinquemila metri quadrati, con un parco di 5 ettari, due piscine e un campo da tennis del Costo: 750 milioni. Un affare che il finanziere non fece in tempo a concludere: verrà arrestato il 6 luglio. —