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 2026  agosto 14 Venerdì calendario

Il risiko degli aeroporti

Il risiko degli aeroporti italiani entra nel vivo. La svolta è il potenziale sistema aeroportuale del Nord Ovest che può scaturire dal piano d’integrazione allo studio tra Sea, società che gestisce gli scali milanesi di Linate e Malpensa, e Sagat, che governa l’aeroporto di Torino Caselle. Una mossa figlia anche del tramontato progetto di fusione tra il polo milanese e Sacbo, società che ha in mano Bergamo-Orio al Serio, terzo scalo per traffico a livello nazionale. Sea ne possiede il 30,98% e per anni ha lavorato a dar vita alle nozze tutte lombarde. Un progetto mai arrivato al traguardo. Il freno risale soprattutto alla volontà degli azionisti bergamaschi di non perdere il controllo di Orio al Serio. E così, in questo spazio vuoto prende forma l’operazione torinese. Una prima bozza può già arrivare al vaglio degli azionisti già a settembre. La cerniera è F2i, presente attraverso 2i Aeroporti – dentro cui Cdp Equity è pronta a entrare con l’8,9% – sia in Sea sia in Sagat: mentre nel gruppo milanese affianca il Comune di Milano, che detiene la maggioranza, a Torino controlla interamente la società di gestione dello scalo Sandro Pertini.
Circa i compiti, Malpensa conserverebbe il ruolo di porta intercontinentale, Linate quello di aeroporto cittadino legato ai collegamenti europei e al traffico d’affari, mentre Caselle rafforzerebbe la funzione di scalo regionale con una forte presenza delle low cost. È nei rapporti con i vettori che l’integrazione potrebbe produrre il vantaggio maggiore. Un conto è presentarsi al tavolo con Ryanair, Wizz Air o easyJet come aeroporto da cinque milioni di passeggeri. Un altro è farlo come parte di un sistema da quasi 48 milioni. Negli ultimi anni, le compagnie si sono concentrate e sono diventate gruppi da decine o centinaia di milioni di viaggiatori, aumentando il potere contrattuale nei confronti degli scali.
Lo scenario delle nozze è gradito agli ambienti leghisti lombardi con il sostegno del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e del governatore, Attilio Fontana. Il sindaco di Milano Beppe Sala, però, ha già posto paletti: l’operazione dovrà creare valore economico e sociale per entrambi i territori e nessuna modifica agli attuali equilibri della società milanese. Maurizio Marrone, assessore regionale piemontese in quota Fdi, parla invece di una «Milano che si prende l’aeroporto di Caselle», definendo il tutto come «un delitto perfetto della sinistra ai danni di tutto il Piemonte». In ogni caso, il disegno nel Nord Ovest non è isolato. In Sardegna, F2i sta lavorando a una regia comune per gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero, con la Regione azionista al 9,9%. Ma la resistenza del Consiglio regionale sardo è netta, poiché in un odg votato due giorni fa all’unanimità il messaggio è: se la giunta prosegue con l’integrazione, allora il controllo della holding dev’essere pubblico. Inoltre, 2i ha Napoli, Salerno e Trieste.
Proprio nel Nord Est, Save gestisce gli scali di Venezia, Verona, Treviso e Brescia. Nel 2019 l’aeroporto di Trieste è passato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia a F2i. Con il gruppo di Enrico Marchi che aveva inviato una lettera l’ultimo giorno della gara: disponibili a rilevarlo, qualora la proposta dell’acquirente non fosse stata sufficiente, nonostante i dubbi di Save sul contributo regionale all’aeroporto, non dato sempre per certo. Da un estremo all’altro dello Stivale, le mire su Catania e Comiso sono note. Dieci i pretendenti per rilevare il 51% dalla Sac, che li gestisce. A sbarcare alla seconda fase della privatizzazione della società ci sono realtà internazionali – dall’olandese Royal Schiphol Group, che controlla lo scalo di Amsterdam, all’Oman Airports Management Company -. Ma anche quelle che già operano in Italia: Save e 2i Aeroporti, appunto. E ancora: Corporacion America Airports, che tramite Corporacion America Italia ha il 62,28% di Toscana Aeroporti, oltre a Mundys, controllata dalla famiglia Benetton, che ha Aeroporti di Roma, il 29,38% dell’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna e 3 scali in Costa Azzurra, e ormai punta a scali con oltre 10 milioni di passeggeri. Fonti vicine al dossier Catania-Comiso, affermano che entro fine mese la partita passa in data room. —