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 2026  agosto 14 Venerdì calendario

Dragon Ball arriva a Parigi. La sfida dei parchi a tema

Son Goku contro Topolino e Asterix. Quello che suona come il titolo di uno strambo crossover fumettistico in realtà è la sfida che l’Arabia Saudita si prepara a lanciare ai due principali parchi tematici di Francia dedicati all’universo Disney e all’eroe gallico. Il progetto, non ancora ufficializzato, prevede la creazione in terra d’oltralpe di un “amusement park” incentrato sul mondo di Dragon Ball, celebre manga giapponese nato nel 1984 da un’idea di Akira Toriyama, che in oltre quarant’anni ha venduto circa 300 milioni di copie diventando uno dei franchise più famosi e redditizi del settore. Un’icona della cultura del Sol Levante, tanto da essere evocata per gioco dal presidente Emmanuel Macron e dalla premier Sanae Takaichi, che a Tokyo lo scorso aprile si sono cimentati in un siparietto a favore di telecamere mimando l’onda energetica, un colpo tipico del protagonista dell’epopea a fumetti.
Proprio su un nome così importante avrebbe deciso di puntare il fondo Public Investment Fund (Pif) di Riad attraverso Qiddya Investment Compay, la sua filiale dedicata allo sport, alla cultura e all’intrattenimento recentemente installatasi a Parigi.
L’opera, che dai primi elementi emersi si annuncia faraonica, dovrebbe sorgere nei pressi di Courdimanche, a Nord-Ovest di Parigi, dove un tempo c’era Mirapolis, un altro parco nato nel 1987, incentrato sui miti della letteratura francese, che dopo soli quattro anni si rivelò un flop. Del sito resta solo il ricordo della statua che troneggiava all’ingresso alta 35 metri di Gargantua, protagonista di un romanzo del XVI secolo di François Rabelais.
Da aprile a oggi si sarebbero già tenute una serie di riunioni tra l’Eliseo, il fondo saudita, la regione parigina dell’Île-de-France, degli enti di sviluppo e alcuni ministeri. Al momento, però, tutto resta top secret. Stando a un diplomatico citato in forma anonima da Politico, primo a riportare la notizia, il dossier è «molto confidenziale», anche se un’altra fonte dell’Afp ha parlato di un cantiere «ben avanzato». Le Parisien non esclude che un annuncio ufficiale potrebbe arrivare in occasione di una prossima visita in Francia del principe Mohammed bin Salman, che intrattiene ottimi rapporti con Macron. Restano quindi da conoscere i tanti dettagli legati al progetto. Primo fra tutti il valore dell’investimento, che dovrebbe superare il miliardo di euro con la conseguente creazione di centinaia di nuovi posto di lavoro e un nuovo impulso al turismo d’oltralpe.
Nell’attesa di saperne di più, non mancano le polemiche. Come quelle riguardanti le centinaia di famiglie nomadi che vivono nell’area, preoccupate da un possibile sgombero. Il dibattito, però, si concentra soprattutto sull’aspetto simbolico e culturale dell’iniziativa.
Come ha sottolineato Nicolas de Villiers, figlio di Philippe, figura vicina alla destra in odore di candidatura alle presidenziali del 2027, conosciuto per essere il fondatore del Puy du Fou, un parco divertimenti situato nella Valle della Loira che propone spettacoli basati sulla storia della Francia con uno spiccato tono patriottico. «Trasformando la Francia nella sua succursale turistica, il petroldollaro saudita finanzia un racconto, contrariamente alla Francia che ha abbandonato il suo», ha scritto l’imprenditore su Le Figaro, lamentando il fatto che il Paese ha «perso la fede nella propria cultura».
Altro discorso dovranno fare i diretti concorrenti del futuro parco di Dragon Ball. Secondo il Guardian, Disneyland Paris, che dista un’ottantina di chilometri dal suo prossimo competitor, non ha ancora recuperato i 4,2 miliardi di dollari investiti per la sua apertura, nel 1992, nonostante resti il leader del settore in Europa con ricavi in aumento dell’8,4% nell’esercizio chiuso a settembre 2025 per un record di 4 miliardi di dollari. Più in salute il Parc Asterix, anche lui non lontano da Courdimanche, che punta a entrare nella top 5 dei parchi europei dopo aver annunciato un piano di sviluppo da 250 milioni di euro.
Avversari che non fanno paura a Riad, pronto ad investire in Francia nell’ambito del progetto Vision 2030 promosso da Mbs, che punta a diversificare l’economia saudita per renderla meno dipendente dal petrolio. Anche a costo di puntare su un manga giapponese, che promette di attirare milioni di visitatori. —