La Stampa, 14 agosto 2026
La crisi di Hormuz porta i turisti in Italia
Il turismo italiano si conferma solido e anche l’autunno promette bene. Stando ai dati diffusi ieri dall’ufficio statistica del Ministero del Turismo, l’Italia attira sempre più visitatori. A livello nazionale, l’incremento nei primi sei mesi dell’anno – elaborato sulla banca dati Alloggiati web del Ministero dell’Interno – è pari al 4,4% di arrivi e al 4,9% di presenze in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Dunque, salgono sia il numero dei check-in nelle strutture ricettive sia le notti di permanenza. Un risultato confermato anche dalla Banca d’Italia, che quantifica in 2,7 miliardi di euro il saldo positivo della bilancia turistica a maggio 2026. A crescere più della media nazionale, nel semestre considerato, sono Piemonte, Calabria, Marche e Umbria.
Nel bene e nel male, dunque, l’effetto Hormuz sul turismo continua a farsi sentire. Se da una parte la crisi mediorientale ha rallentato le prenotazioni, dall’altra ha rafforzato la presenza “interna” di quanti hanno scelto l’Italia per trascorrere le vacanze. Storicamente, infatti, nelle crisi geopolitiche il turismo domestico si rafforza e lo stesso avviene per i flussi dai Paesi Ue che premiano mete come l’Italia.
Sempre in base ai dati, il mese di luglio si è chiuso sostanzialmente in linea con questo trend. Il traino è più forte per chi arriva dall’estero: le presenze verso la nostra penisola crescono del 6% (mentre gli italiani si fermano a 2,3% in più). In valori assoluti, si tratta di circa un milione di arrivi e oltre quattro milioni di presenze in più rispetto a luglio 2025.
Il centro studi di Confindustria-Federturismo fa stime ancora più rosee e prevede, per i mesi centrali di luglio e agosto, che le presenze di turisti stranieri saliranno dell’8,3%. Lievitano anche gli italiani rimasti in patria per le vacanze estive: quasi un milione l’extra registrato.
Più nel dettaglio, l’incremento si concentra nelle strutture ricettive extralberghiere (6,7% in più) mentre per gli alberghi appare più contenuto (2,5% in più).
Stando agli esperti del settore, tuttavia, va tenuto conto anche dell’introduzione del Cin, ovvero il codice identificativo obbligatorio per b&b, affittacamere e case vacanza. Questo avrebbe portato un’emersione delle presenze prima non censite regolarmente.
Gli arrivi turistici di luglio hanno premiato di più il Piemonte: primo, nella classifica nazionale, per le presenze registrate (9,9% in più). Sopra la media italiana anche Marche, Calabria, Friuli-Venezia Giulia e Abruzzo. I soggiorni prenotati online in Italia hanno una tariffa media giornaliera, a luglio, di 153 euro: più economica rispetto a Spagna (170 euro) e Grecia (195 euro).
E intanto agosto conferma un picco della domanda. Il tasso medio di saturazione Ota (stimato per gli alloggi recettivi prenotati online) sfiora il 59%: in aumento di 10,8 punti percentuali rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. La nostra penisola appare la meta favorita rispetto a Spagna (54%) e Francia (41%).
La settimana ferragostana è il momento più “caldo": il tasso di saturazione previsto sale al 65,5%. E la montagna vince sulle destinazioni balneari. Il “pieno” nelle località montuose si avvicina all’80% mentre per spiagge e mare tocca il 74,3%. Bene anche i laghi (71,9%) mentre nelle città d’arte e nei paesaggi culturali il riempimento si ferma al 56%.
L’analisi per tipologia di ricettivita?, nella settimana 10-16 agosto, conferma presenze più massicce nelle strutture come hotel, b&b, agriturismi, con un incremento di 8,6 punti percentuali rispetto al 2025 mentre gli affitti brevi (case vacanza e appartamenti) si attestano a 4,5 punti in più.
L’analisi territoriale evidenzia una dinamica più favorevole nelle aree del Nord-Est e dell’arco alpino: fra le più gettonate, ci sono la Provincia autonoma di Trento, il Veneto, la Provincia autonoma di Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia. Buoni i risultati anche per la Sardegna, l’Emilia-Romagna e le Marche.
Uno sguardo ai piccoli Comuni conferma una crescita anche qui: nel primo semestre 2026, gli arrivi registrati nei borghi sono il 5,3% in più. Qui, vincono soprattutto Calabria (+12,1% in termini di presenze), Abruzzo (+10,9%) e Piemonte (+9,8%). A contribuire, secondo il rapporto, è anche l’offerta delle sagre: con oltre 20 mila eventi annuali, attraggono 48 milioni di visitatori, generano 2,1 miliardi di euro di indotto e impiegano circa 10.500 occupati.
E per settembre? Le prenotazioni per il mese prossimo, secondo Federturismo-Confindustria, crescono del 15,8%. La stagione delle vacanze, insomma, si allunga