La Stampa, 15 agosto 2026
Calano omicidi e furti Meno donne uccise ma più violenza in casa
Lo pubblica il giorno di Ferragosto, il ministero dell’Interno: quasi un bollettino di buone notizie per gli italiani in vacanza. Il Dossier Viminale 2026, firmato dal ministro Matteo Piantedosi, rivendica «un calo generalizzato dei reati» e «l’efficacia delle strategie» del governo Meloni. «Diminuiscono tutti i delitti a maggior allarme sociale: gli omicidi, e in particolare quelli con vittime di sesso femminile, le violenze sessuali, i furti e le rapine», scrive Piantedosi nella prefazione.
I numeri vanno quasi tutti nella stessa direzione, ma alcune tabelle raccontano una realtà più complessa dei titoli. In totale, sono stati 1.068.240 i reati nel primo semestre 2026, il 10% in meno rispetto al 2025. Calano gli omicidi volontari (-15,3%, da 163 a 138), i furti (-11,4%), le rapine (-12, 3%) e le violenze sessuali (-7,1%). Giù anche le truffe informatiche (-9,5%). Dimezzati gli sbarchi di migranti, –52,1% (da 30.060 a 14.388 arrivi via mare), mentre i rimpatri salgono del 34,3%, trainati dai volontari assistiti (+87,3%).
Il capitolo “Violenza di genere e femminicidi” segnala un calo netto nel numero delle donne vittime: da 54 nei primi sei mesi del 2025 a 34: è il -37% in meno. Di questi 34 casi, soltanto 8 sono state riconosciute nel nuovo reato di femminicidio (in vigore dal 17 dicembre 2025 con la legge 181/2025) mentre i restanti 26 sono collocate tra le vittime di omicidio volontario “ordinario”. Qui per associazioni e Centri Antiviolenza si nasconde il nodo dell’applicazione del nuovo reato di femminicidio. «Che questo calo corrisponda a un’effettiva diminuizione della violenza maschile è tutto da verificare. Per valutare il quadro aspettiamo il rapporto del ministero di Giustizia sull’applicazione della legge sul femminicidio, che doveva essere presentato entro il 30 giugno», commenta Elena Biaggioni, avvocata e referente Rete Avvocate D.i.Re. «Per quanto riguarda gli 8 femminicidi su 34 – rimarca – temiamo ci sia un problema nell’applicazione della legge: la formazione obbligatoria è iniziata? Se sì, in modo capillare su tutto il territorio? Saper leggere la violenza maschile è fondamentale per il suo concreto contrasto». Conclude: «È prematuro trarre conclusioni, se una diminuzione c’è ne siamo contente. Un certo scetticismo è legittimo: vorremmo dati più leggibili». A crescere invece è la violenza domestica: gli ammonimenti del questore registrano il +24%, mentre calano quelli per stalking, -12,3%. Sull’antimafia, il patrimonio sottratto alla criminalità sale a 37.576 beni in gestione, con oltre 22mila restituiti alla collettività per 864 milioni di euro. Per Francesca Rispoli, presidente di Libera, «la quantità dice però poco sulla qualità: troppi beni restano bloccati anni tra ipoteche, degrado e carenza di personale dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, diventando simboli vuoti invece che presidi di comunità». Rispoli segnala che «questi dati si riferiscono solo alle confische di prevenzione, senza includere il mondo delle confische penali». La presidente chiede «che si possa trovare un sistema unico nazionale di raccolta dati» e che si «introduca un vincolo di destinazione del 2% del Fondo unico giustizia per il riuso sociale dei beni confiscati».
Sulle interdittive antimafia, salite da 416 a 499 (+19,9%), osserva: «Letto in controluce rispetto al calo generalizzato dei reati tradizionali contenuto nel dossier il dato racconta una storia diversa: non un arretramento della criminalità organizzata, ma una sua evoluzione verso modelli economico-finanziari più integrati e silenti, capaci di infiltrarsi in appalti, imprese e filiere legali senza ricorrere alla violenza visibile». «È la mafia che si mimetizza nell’economia legale – sottolinea la presidente di Libera – la più difficile da raccontare e da contrastare perché non fa notizia come un omicidio o una rapina. Serve investire su strumenti di prevenzione mirati: potenziare le banche dati interforze per l’incrocio di flussi finanziari sospetti e rafforzare gli organici». —