Corriere della Sera, 15 agosto 2026
Genova vuole un maxi risarcimento per il ponte Morandi
Genova Le campane e le navi in porto che suonano, il minuto di silenzio alle 11.36, le teste chinate e gli occhi lucidi, nella mente ancora vivido il ricordo della mattina del 14 agosto 2018. Genova ha commemorato per l’ottavo anno di fila le 43 vittime del crollo del ponte Morandi, ma quest’anno ad accendere gli sguardi dei parenti c’è una nuova forza. È quella data dalla sentenza di primo grado nel processo per la tragedia, che ha condannato 32 persone a un totale di circa 180 anni di carcere. Tra loro anche l’ex ad di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, e Michele Donferri Mitelli, ex direttore delle manutenzione di Aspi. E le condanne non sono l’unico fattore nuovo che ha caratterizzato la commemorazione nella Radura della Memoria, spazio sotto il nuovo ponte dedicato alle vittime. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha infatti annunciato che il Comune chiederà un maxi risarcimento agli imputati – se condannati sino al terzo grado di giudizio – per i danni provocati alla città, compreso quello d’immagine.
«Genova ha subìto un danno profondo, che non si può affiancare al dolore delle famiglie, ma che ha il diritto di essere riconosciuto e risarcito. Noi genovesi lo viviamo ancora oggi. Cantieri infiniti, incertezze quotidiane, e l’onda lunga del crollo del Morandi sono ancora ben presente in questa città». La richiesta di risarcimento (si sussurra ammonti a circa 100 milioni di euro) verrà formalizzata in sede civile, e sarà rivolta anche ad Aspi e Spea, le due società che avevano patteggiato la responsabilità amministrativa prevista dalle legge 231 ed erano uscite dal processo dopo «accordi di ristoro» con il Comune ai tempi del mandato dell’oggi presidente della Regione, nonché commissario per la ricostruzione, Marco Bucci.
Alla commemorazione ha preso la parola anche Egle Possetti, presidente del Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi, che si è tolta qualche sassolino dalla scarpa: a fare male, ha detto, è la scarsa partecipazione del governo, presente solo con il viceministro ai Trasporti ligure, Edoardo Rixi: «Dopo gli errori madornali fatti anche con la concessione ci aspettavamo una presenza forte oggi – ha detto Possetti – Tra i condannati ci sono funzionari dello Stato che non hanno vigilato, ed è anche questo il significato delle condanne». Rixi ha replicato: «Sono qui dal 2018, sono membro del governo, sono di Genova, mi sono occupato quel giorno di comunicare al governo la tragedia. L’attenzione su questa vicenda c’è, la presidenza del Consiglio ci ha tenuto che fossi io come rappresentante dell’intero governo».
Cantieri infiniti, incertezze quotidiane e l’onda lunga del crollo sono ancora ben presenti in questa città
La premier Giorgia Meloni, dal canto suo, su X ha ricordato la tragedia definendola «una ferita profonda per Genova e l’intera Nazione. Ricordare quelle 43 persone significa anche rinnovare l’impegno delle istituzioni affinché sicurezza, responsabilità e cura delle infrastrutture siano sempre una priorità. Genova ha saputo rialzarsi senza dimenticare. L’Italia non dimentica». Proprio per evitare che la tragedia si perda nel tempo, l’area sotto il nuovo ponte San Giorgio è al centro di un’ambizioso progetto, a oggi però ancora a livello embrionale. Sulla base di un masterplan dell’architetto Stefano Boeri dovrebbe ospitare il nuovo grande parco del Polcevera con un percorso ciclopedonale che collega la Radura della Memoria al Memoriale. Al momento è stata finanziata solo la progettazione dei primi due lotti ed è stato inaugurato il Memoriale, che sarà interamente terminato entro fine anno.