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 2026  agosto 15 Sabato calendario

Farage rieletto ma di nuovo sotto indagine

Non si è neppure presentato alla proclamazione dei risultati, consapevole che il suo trucco populista era degenerato in farsa: Nigel Farage è stato sì rieletto nella suppletiva a Clacton, il suo feudo elettorale, ma ha dovuto svignarsela per evitare di trovarsi sul palco assieme al suo principale avversario, Count Binface (il Conte Facciadibidone), un comico che si presenta vestito da supereroe intergalattico con un cestino della spazzatura in testa.
«Ho riportato una vittoria strepitosa, non starò a farmi avvilire e umiliare da dei signor nessuno», ha detto Farage, riferendosi anche alla pletora degli altri 32 improbabili candidati che lo hanno sfidato. Il leader della destra populista britannica ha motivato la sua assenza dal palco elettorale (una cosa che non succedeva dal 1981, con Bobby Sands, il militante-martire dell’Ira detenuto in carcere) anche con presunte minacce alla sua sicurezza: ma la polizia ha smentito di aver mai diramato un qualsiasi alert. E per finire, Farage ha pure cancellato un «importante discorso» che era stato annunciato per ieri mattina.
Eppure, a sentir lui, «i risultati parlano da soli»: il leader della destra ha ottenuto il 63% dei voti, anche più di quanti ne aveva raccolti alle elezioni generali di due anni fa. Segno che i suoi sostenitori più irriducibili sono tutti lì: anche l’affluenza è stata del 44%, 14 punti in meno del 2024 ma comunque buona per una suppletiva, e tuttavia Count Binface ha riportato un incredibile 27%, il che indica come l’opposizione a Farage sia pronta a coalizzarsi anche attorno a un candidato-burla (figuriamoci quindi in presenza di una sfida seria).
Il tribuno della Brexit aveva innescato a sorpresa questa elezione suppletiva dimettendosi da deputato e ricandidandosi nel suo stesso seggio: una trovata per deflettere l’attenzione dagli scandali finanziari che lo assediano da mesi e «rimettere il giudizio al popolo». Ma la mossa da manuale del populismo si era rivelata un boomerang, nel momento in cui gi altri partiti si sono rifiutati di partecipare e l’avversario da battere è diventato Mr. Spazzatura: un circo, più che un’elezione.
E così ora Farage si ritrova al punto di partenza: perché la commissione parlamentare ha riaperto subito l’inchiesta sul finanziamento di 5 milioni di sterline in criptovaluta ricevuto (e non dichiarato) da un misterioso miliardario britannico residente in Thailandia. Se riconosciuto colpevole di violazione delle regole, Farage potrebbe essere sospeso da deputato e costretto ad affrontare una nuova suppletiva.
Sotto i riflettori ci sono anche le elargizioni ricevute da George Cottrel, un giovane aristocratico condannato per frode negli Stati Uniti: su una sua donazione a Reform, il partito di Farage, è stata aperta una inchiesta criminale.
Insomma, Farage si dibatte come un uomo in trappola: i sondaggi a livello nazionale vanno male, il suo partito è stato scavalcato dai laburisti, dopo essere stato in testa per più di un anno, e il suo gradimento personale lo vede come il leader politico più detestato di Gran Bretagna. Anche gli scommettitori inglesi, proverbiali antenne dell’umore pubblico, hanno captato il vento: le quotazioni di Farage come prossimo primo ministro sono in caduta libera, mentre viene data come molto probabile una sua uscita di scena entro quest’anno.
Dopo il picco raggiunto lo scorso anno, quando il partito di Farage era oltre il 30%, c’è stata una costante discesa: conta il fatto che l’immigrazione, suo cavallo di battaglia, stia calando, e che il partito conservatore, sotto la guida della abile Kemi Badenoch, non abbia finito per squagliarsi. E mentre i «vannacciani» di Restore Britain rubano spazio a destra, sui media è partita una vera campagna per far fuori Farage a colpi di scandali. Per uscire dall’angolo, il «tribuno del popolo» dovrà escogitare un trucco migliore che duellare contro un cestino della spazzatura.