Corriere della Sera, 14 agosto 2026
Anthropic verso un’Ipo da 2 mila miliardi
Anthropic punta a un debutto in Borsa che potrebbe avvenire con una valutazione di almeno 2 mila miliardi di dollari, superiore a quella con cui SpaceX è sbarcata a Wall Street a giugno. A scommettere su questa cifra sono sei investitori della società di intelligenza artificiale fondata da Dario Amodei, secondo quanto ha ricostruito il Financial Times. Dal canto suo, Anthropic non ha ancora fissato la valutazione dell’Ipo e non ha commentato.
Il debutto sarebbe atteso già in ottobre e, se le previsioni si realizzassero, permetterebbe alla società che sviluppa Claude di più che raddoppiare il valore raggiunto pochi mesi fa. A fine maggio Anthropic ha infatti raccolto 65 miliardi di dollari in un nuovo round che l’ha valutata 965 miliardi, superando OpenAI. SpaceX è invece approdata in Borsa a giugno con una valutazione iniziale di 1.770 miliardi.
A sostenere le aspettative è soprattutto la crescita dei ricavi. A maggio Anthropic ha annunciato di avere superato 47 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, ottenuti proiettando su un anno il ritmo delle vendite più recenti. Secondo gli investitori, entro fine 2026 potrebbero raggiungere 100-120 miliardi, oltre dieci volte il livello di inizio anno. Venture capitalist, fondi sovrani e altri investitori istituzionali avrebbero investito in Anthropic quasi 100 miliardi nel 2026.
Il percorso verso Wall Street è già iniziato. Il primo giugno Anthropic ha depositato in via confidenziale presso la Sec la documentazione preliminare per l’Ipo, mentre come ha riportato Reuters dimensioni e condizioni dell’offerta non sono state indicate.
Una valutazione da 2 mila miliardi di dollari rappresenterebbe però anche un test per un mercato che comincia a interrogarsi sulle cifre raggiunte dall’intelligenza artificiale. Alla crescita si accompagnano costi elevati e una concorrenza sempre più aggressiva. Secondo la piattaforma indipendente Artificial Analysis, il modello di punta di Anthropic costa più di due volte e mezzo quello principale di OpenAI, mentre le alternative cinesi open-weight hanno prezzi molto inferiori. Ragione per la quale alcuni clienti stanno scegliendo modelli meno potenti ma più economici.
A complicare il quadro ci sono anche i rapporti con l’amministrazione Trump. Anthropic è in causa con il dipartimento della Difesa, che l’ha definita un rischio per la catena di approvvigionamento. A giugno Washington aveva inoltre imposto restrizioni all’accesso ai modelli Fable 5 e Mythos 5, poi revocate dopo l’introduzione di nuove salvaguardie. La vicenda aveva allarmato alcuni clienti che utilizzano i modelli della società. Questo avrebbe contribuito al rallentamento della crescita dei ricavi in giugno, prima della successiva ripresa.
Ora sarà Wall Street a stabilire quanto vale davvero una crescita che, almeno per il momento, continua a procedere a ritmi eccezionali persino per gli standard dell’intelligenza artificiale; e quanto gli investitori siano ancora disposti a pagare oggi per i grandi profitti promessi dall’AI di domani.