Corriere della Sera, 14 agosto 2026
Toti, c’è l’archiviazione per gli ultimi capi d’accusa: «Ma non farò più politica»
Si chiudono con l’archiviazione le ultime residue propaggini dell’inchiesta sulle corruzioni tra le banchine del porto di Genova che due anni fa mandò ai domiciliari l’allora presidente della Liguria Giovanni Toti, che poi patteggiò due anni e tre mesi di reclusione convertiti in 1.650 ore di lavori socialmente utili. «Tutto è bene quel che finisce, moderatamente, bene», commenta l’ex governatore, che ribadisce: «Non farò più politica».
A chiedere l’archiviazione di sei capi di imputazione è stata la stessa Procura guidata da Nicola Picente per la «non sussistenza» delle ipotesi di reato e «inidoneità degli elementi» emersi ad una «ragionevole previsione di condanna». A partire dall’accusa più dura di voto di scambio con l’aggravante mafiosa per la quale, invece, sarà processato tra gli altri Matteo Cozzani, che fu suo capo di gabinetto in Regione.
Giovanni Toti, che ha già lavorato più di mille ore per La lega per la lotta ai tumori, entro l’anno chiuderà definitivamente il conto con la giustizia e con una vicenda che ha inciso sulla sua carriera politica. Non recrimina: «Non ci sono né vincitori né vinti, penso che alla fine a rimetterci sia stata la Liguria che ha perso un modello di crescita di successo». Pur ritenendosi «totalmente innocente», riconosce che «il meccanismo giudiziario ha svolto il suo compito con misura», come dimostra l’archiviazione. Ora dedica gran parte del suo tempo a Philia Associates, l’agenzia di comunicazione di cui è cofondatore.