Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  agosto 14 Venerdì calendario

Anche per l’ambasciatore Usa in Israele l’assedio dei coloni in Cisgiordania è terrorismo

Gerusalemme Il contrordine è arrivato quando qualcuna tra le venti famiglie palestinesi aveva già preparato i bagagli e lasciato le case. Attorno invece sono rimasti nell’aria arroventata il divano sfondato, il tavolo di assi, i materassi buttati a terra, ad arredare quello che i coloni chiamano un avamposto e da sei giorni è solo una sopraffazione. Si sono piazzati nel cortile di tre palazzotti in pietra bianca e hanno messo sotto assedio chi ci abita: genitori con i loro figli, troppo spaventati per uscire, i pensieri a riempirsi di paura e la dispensa sempre più vuota perché da quel blocco illegale non si può passare neppure per andare a far la spesa.
L’esercito ieri aveva dichiarato tutto il villaggio di Qusra, al centro della Cisgiordania, zona militare per poter intervenire e allontanare i fanatici violenti che ogni giorno hanno lanciato verso le case pietre e anche un’ascia. L’evacuazione totale è stata cancellata da Avi Bluth, il generale che dirige il Comando centrale e quindi sovrintende alle operazioni nei territori occupati. Le tre famiglie minacciate sono state invece allontanate dai soldati, già una vittoria per i coloni. Loro per ora restano, i palestinesi sperano di tornare.
Le truppe hanno bisogno – dicono i portavoce – di tre giorni per riportare l’ordine. Sono due anni che non riescono a riportarlo da queste parti, da quando la tracotanza dei coloni è cresciuta con l’intensificarsi dell’offensiva militare su Gaza e con la consapevolezza che la coalizione di estrema destra guidata da Benjamin Netanyahu non avrebbe fermato le loro spedizioni violente.
Per un giro di parentele – da queste parti è proprietario un palestinese emigrato negli Stati Uniti – per la prima volta l’incursione degli estremisti israeliani è stata condannata con parole durissime da Michael Huckabee, l’ambasciatore americano in Israele: «L’assedio delle famiglie è un orribile atto di terrorismo». Nominato da Trump, è da sempre un sostenitore degli insediamenti ebraici in Cisgiordania, che nonostante le regole diplomatiche chiama con il nome biblico di Giudea e Samaria come la maggior parte degli israeliani.
Le truppe avevano cercato di rimuovere i coloni già mercoledì: «I ragazzi delle colline» si erano preparati e avevano bloccato le strade di accesso con le pietre, da altri avamposti erano arrivati i rinforzi. I soldati si sono ritirati non per la disparità di forze, ma perché indugiano quando c’è da scontrarsi con loro. Molti tra i militari che operano in queste zone abitano negli insediamenti, educati alla stessa ideologia massimalista: bramano un Israele che va dal fiume Giordano al Mediterraneo, ingloba i territori catturati nella guerra del 1967 che dovrebbero però formare un futuro Stato palestinese. Ormai sono al governo con ministri come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich che parlano esplicitamente di annessione, mentre Netanyahu e i suoi la implementano di fatto senza usare la parola per non irritare perfino gli americani, di sicuro la comunità internazionale.
Il governo sta lasciando dilagare la violenza dei coloni e li premia con i progetti per nuovi insediamenti o il riconoscimento di centinaia di avamposti illegali. Nei primi 7 mesi di quest’anno i coloni hanno ucciso 18 palestinesi, già uno in più che in tutto il 2025. Ma Israel Katz, il ministro della Difesa, si vanta di aver tolto all’esercito l’autorità di imporre la detenzione amministrativa contro i capibanda giudicati più pericolosi: quando era stata allargata agli israeliani – è applicata in modo esteso ai palestinesi – aveva frenato gli assalti ai villaggi arabi.