Corriere della Sera, 13 agosto 2026
Norges, il fondo dei record In sei mesi 160 miliardi di utili
Buone notizie per i cittadini e i contribuenti norvegesi. Ieri il fondo sovrano di Oslo, lo Statens pensjonfond, letteralmente il Fondo pensione statale, fondato nel 1990 e arrivato ad amministrare una ricchezza di oltre 2.380 miliardi di dollari, ha comunicato i risultati di rendimento del primo semestre del 2026. E sono numeri impressionanti perché da gennaio a giugno l’utile netto della gestione ha toccato i 160 miliardi di euro, recuperando così le pesanti perdite registrate nei primi tre mesi dell’anno. Il rendimento è stato del 9,4% – il più alto nella storia del fondo se calcolato in corone norvegesi – ed è riconducibile in gran parte alle partecipazioni azionarie in aziende tecnologiche asiatiche e statunitensi, che hanno registrato una forte crescita grazie all’enorme domanda di dispositivi per l’intelligenza artificiale.
Il fondo sovrano norvegese, ufficialmente denominato in inglese Government Pension Fund Global e gestito da Norges Bank Investment Management (Nbim), investe i proventi derivanti dall’estrazione di petrolio e gas del Mare del Nord nei mercati finanziari globali. Non spende direttamente le ricchezze nel breve termine, ma le fa fruttare in azioni, obbligazioni e immobili internazionali per sostenere il bilancio dello Stato e le generazioni future. Tuttavia una parte cospicua degli utili generati annualmente viene dirottata in finanziamenti diretti al welfare nazionale: pensioni, sanità, istruzione, tutela del patrimonio ambientale. L’imponente stock di ricchezza accumulata, che corrisponde a un attivo personale di circa 400 mila dollari per ognuno dei 5,5 milioni di cittadini norvegesi, è attualmente investito per circa il 72,1% del totale in azioni globali, tra cui spiccano le partecipazioni in Nvidia (1,24%), Apple (1,17%), Alphabet (1,27%) e nella società taiwanese di semiconduttori Tsmc (1,7%). Per circa il 26% in obbligazioni governative e societarie per garantire stabilità, e una quota minoritaria (intorno al 2%) in proprietà immobiliari commerciali e progetti infrastrutturali non quotati legati all’energia pulita.
Finanza etica
Il fondo segue rigide linee guida etiche
in tema di ambiente, diritti umani, armi
Le regole di prelievo pubblico da questa immensa ricchezza sono molto stringenti e tuttavia il contributo offerto è rilevantissimo perché circa il 20-25% del bilancio dello Stato è finanziato con i trasferimenti del Fondo. Il governo norvegese – con l’approvazione del Parlamento, lo Stormont – può prelevare ogni anno solo una percentuale limitata del valore del fondo (in genere attorno al 3%), inserendo i guadagni nel bilancio pubblico. Un 3% di proventi che come abbiamo visto arriva a coprire oltre un quarto della spesa pubblica corrente. Tra i principali impieghi a favore dei cittadini c’è la copertura del welfare: gli utili del Fondo vengono utilizzati per finanziare le spese per la sanità, l’istruzione superiore gratuita, le pensioni e i servizi pubblici, con l’obiettivo di proteggere l’economia del paese quando le risorse fossili si esauriranno. Il fondo segue inoltre rigide linee guida etiche decise dal Parlamento, ed esclude dal proprio portafoglio le aziende coinvolte in gravi danni ambientali, violazioni dei diritti umani, produzione di armi controverse, tabacco.