Corriere della Sera, 13 agosto 2026
Sassonia, la sinistra nazionalista apre a Afd
«Escludere un partito che fa il 40% sì, che è antidemocratico». Così, in un’intervista al tabloid Bild, la leader politica di «sinistra conservatrice» Sahra Wagenknecht ha dato un annuncio in vista delle elezioni in calendario il 6 settembre in Sassonia-Anhalt: «Il nostro obiettivo», ha detto, «è rimuovere l’attuale ministro-presidente della Cdu». E sostituirlo, se necessario, «anche con AfD». Wagenknecht ha cioè dichiarato che di fatto, se ad AfD serviranno alleati per governare la regione, il suo partito dal forte carattere personale, la Bundnis, c’è.
È un passo che nessun partito moderato – e finora, esplicitamente, nemmeno la Bsw – ha mai fatto, in nome del cosiddetto Brandmauer: Brandmauer, cioè «muro tagliafuoco», è la strategia politica che da anni i partiti di tutto l’arco costituzionale adottano nei confronti dell’ultradestra di Alternative für Deutschland, cioè rifiutare a priori di allearcisi.
All’elezione del parlamento regionale della Sassonia-Anhalt, Land dell’Est da 2,1 milioni di abitanti con capitale Magdeburgo – e storico feudo AfD – mancano meno di quattro settimane. I sondaggi più freschi vedono AfD in testa con il 42%, uno (Pollytix) persino con il 43: se recuperasse appena tre punti percentuali arriverebbe all’obiettivo «45%+ X» di cui il candidato alla presidenza Ulrich Siegmund, molto vicino al nazionalista Björn Höcke, parla ormai senza freni.
Sopra il 45%, cioè, non è più teorica la possibilità che AfD governi da sola: i voti dei partiti sotto il 5% non concorrono alla ripartizione dei seggi, e quindi un 45% assoluto «peserebbe», eliminati i partitini, più o meno 49%. Se una quota sufficiente di voti finisse sotto soglia, si realizzerebbe così il primo governo regionale a guida AfD della storia della Repubblica federale.
Per le centinaia di persone che fanno ore di coda per stringere la mano a Siegmund in campagna elettorale è una prospettiva quasi certa; per la politica nazionale, da mesi, uno spauracchio. In Sassonia-Anhalt si ipotizzano disperate alleanze al di qua del Brandmauer, mettendo insieme persino la Cdu ora al governo, che ha il 22-23, con la sinistra-sinistra della Linke che dovrebbe arrivare al 13. Più il 6% dei Socialdemocratici farebbe 41%: governo di minoranza.
E qui entra in gioco il 5-6% circa che i sondaggi attribuiscono alla Bsw. Da mesi Wagenknecht corteggia AfD, proponendo persino apparizioni congiunte in campagna elettorale. Il partito di ultradestra rifiuta, e anche ieri Siegmund ha liquidato le parole di Wagenknecht, ma è evidente che i punti in comune – vicinanza alla Russia, migranti, politiche energetiche – ci sono.
A seconda del risultato complessivo, Sahra Wagenknecht e i suoi potrebbero quindi aiutare l’AfD a raggiungere la maggioranza o astenersi dal votare un governo Cdu/Linke/Spd, affondandolo.