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 2026  agosto 13 Giovedì calendario

L’Etna manda in tilt i voli: 700 quelli cancellati

Paralizzato l’aeroporto di Catania per l’eruzione dell’Etna: 700 voli cancellati. Migliaia di passeggeri dirottati. Lo scalo resta chiuso fino alle 2 di domani.
Non ci sono previsioni a cui aggrapparsi. «Non possiamo sapere quanto durerà l’attività dell’Etna. Grazie ai sistemi di monitoraggio siamo in grado di anticiparne l’inizio, ma non di conoscerne la fine», dice Stefano Branca, direttore del dipartimento Vulcani dell’Ingv, deludendo le speranze di chi dell’eruzione della «Muntagna», così la chiamano i catanesi, fa le spese da giorni. Si naviga a vista, dunque. E mentre lo stop ai voli in arrivo e in partenza dallo scalo di Fontanarossa viene prolungato fino alle ore 2 di domani, l’emergenza entra nell’ottavo giorno con una sola certezza: i disagi continueranno finché la nube di cenere, arrivata fino a Malta e al nord Africa, incontrerà venti diretti verso sud, cioè in direzione dell’aeroporto.
Il conto pagato finora è pesantissimo. Dal 7 agosto a ieri sono stati 700 i voli cancellati. Oltre 400 i collegamenti riprogrammati su altri scali: più di 100 su Comiso, 330 su Palermo, 22 su Trapani, alcuni su Lamezia Terme. Decine di migliaia i passeggeri rimasti a terra; moltissimi quelli costretti a percorrere la Sicilia con bus e treni per poter lasciare l’Isola. E a complicare ulteriormente la situazione è stato anche il temporaneo blocco di 12 ore, per la contaminazione da cenere vulcanica, dello scalo di Comiso, rientrato ieri mattina.
Una calma rassegnata intanto si respira a Fontanarossa: la folla che nei giorni scorsi ha preso d’assalto l’aerostazione, trasformata in un bivacco di vacanzieri inferociti, è diminuita. Qualcuno continua a presentarsi sperando di partire, ma gran parte delle presenze è legata ai trasferimenti organizzati verso gli altri scali, potenziati dalla Regione siciliana. «Stiamo continuando a lavorare, insieme alle istituzioni, alla Protezione Civile e agli altri scali siciliani, per supportare le compagnie aeree ad assicurare la massima continuità possibile dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri. Un tale fenomeno eruttivo, nel periodo di maggior traffico aereo, rende necessario il contributo e il coordinamento di tutti gli attori coinvolti», scrive la Sac, società che gestisce l’aeroporto, nella bufera nei giorni scorsi dopo le proteste dei passeggeri.
La gestione della crisi, costata al settore turistico tra i 12 e i 24 milioni di euro secondo le stime di Assoesercenti, accende anche la polemica politica. «A essere fuori posto non è l’Etna ma l’aeroporto», dice ironicamente il ministro della Protezione civile Nello Musumeci che ricorda che, da presidente della Provincia di Catania, fece inserire nel Piano territoriale provinciale l’ipotesi di una delocalizzazione dello scalo tra Catania ed Enna. Le opposizioni puntano il dito contro il governo regionale. Il segretario siciliano del Pd Anthony Barbagallo, definisce la gestione dell’emergenza «incompetente e inadeguata». Se la prende con la Sac invece Roberta Schillaci, vice capogruppo M5s all’Assemblea Regionale Siciliana: «I vertici sono da defenestrare», dice. «La Regione, pur non avendo prerogative sulla gestione del traffico aereo, sta collaborando con le società con collegamenti straordinari e attivando la Protezione civile», ribatte il governatore siciliano Renato Schifani.
L’Etna non concede tregua. Prosegue l’intensa attività stromboliana, accompagnata da boati e da una nube vulcanica alta chilometri. Tre delle quattro fratture aperte sul fianco del vulcano continuano ad alimentare colate nella desertica Valle del Bove. Il tremore, indicatore dell’energia nei condotti magmatici, resta su valori elevati. Per la gioia di escursionisti, appassionati e turisti. Virali i video delle colate sui social. In tilt le guide che non riescono a soddisfare le richieste. Due facce della stessa eruzione.