Corriere della Sera, 12 agosto 2026
Ecco il programma di Vannacci
MILANO Eccole le «linee rosse» di Roberto Vannacci. Ecco il programma di Futuro nazionale che si basa su pochi ma chiari valori non negoziabili: «difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, della famiglia naturale, dell’identità cristiana, della concezione romana del diritto». L’ideologo del generale, il giovane docente di filosofia Lorenzo Gasperini con un passato da leghista (consigliere comunale a Cecina), lo ha messo a punto e pubblicato sul sito ufficiale del partito avvisando attivisti e sostenitori che bisogna «scegliere adesso per cosa vivere e morire». Perché, sostiene citando Pier Paolo Pasolini, «è giunto il momento che “la Destra divina che è dentro di noi, nel sonno” venga risvegliata».
L’obiettivo di quella che pomposamente viene definita «Base ideologica e programmatica per l’Italia del futuro (2027-2037)» è fare in modo che l’Italia torni a essere un «Paese identitario, sovrano, sicuro, libero e prospero». E come si realizza? Le ricette nelle oltre 120 pagine frutto di contributi arrivati da ogni dove (e si scorge una certa eterogeneità ideologica) non mancano di certo. E su diversi ambiti ma non tutti perché, si precisa, è solo «un primo e consistente raccordo di idee raccolte dal basso». Ma quel che c’è è già materia scottante, in cui si ritrovano tesi di Vannacci già note (come l’ostilità al reato di femminicidio, subito stigmatizzata dal Pd) e altre proposte per la prima volta, specie in ambito economico.
Per avere la cittadinanza
deve essere dichiarata
l’assimila-zione alla civiltà greca, romana e cristiana
Cogliendo fior da fiore, si può partire dal fronte dell’immigrazione, cavallo di battaglia vannacciano da sempre. E allora, «per richiedere la cittadinanza italiana sarà necessario aver dimorato regolarmente per almeno 20 anni sul territorio nazionale, dimostrare una padronanza della lingua italiana parlata e scritta di livello C1, non aver riportato condanne penali e sottoscrivere una dichiarazione di assimilazione alla civiltà greca, romana e cristiana». Per gli ingressi in Italia, onde evitare «un’invasione maomettana di massa», si darà la «preferenza ai Paesi a maggioranza cristiana, i cui dati mostrino una bassa inclinazione alla criminalità». All’insegna del motto «l’Italia agli italiani» si punta a «escludere coloro che non sono cittadini italiani da tutti i benefici sociali straordinari a carico del nostro Paese, che riguardano accesso all’edilizia popolare, bonus di varia natura, sussidi di disoccupazione».
Introdurre
nei concorsi pubblici
le “quote azzurre”:
una parte dei posti
ai genitori
di famiglie
numerose
Altro fronte sensibile quello della famiglia e dei rapporti uomo-donna. Secondo Futuro nazionale è stata la scomparsa del patriarcato a determinare un aumento delle violenze sulle donne. «Il patriarcato mediterraneo va protetto e non criminalizzato», insomma. Frase definita «una macabra barzelletta» dal senatore dem Filippo Sensi, mentre la collega di partito Valeria Valente parla di «una follia del suprematismo maschile» e di «una teoria delirante, anticostituzionale e di stampo fascista». È tesi già nota, ma i vannacciani ribadiscono che non ha alcuna giustificazione il reato di femminicidio, da abolire appena possibile. Nei concorsi pubblici, invece, si propone «l’introduzione delle “quote azzurre” per riservare una parte dell’ammontare dei posti a bando ai genitori di famiglie numerose». In campo economico, farà discutere la proposta di tornare ad acquistare gas russo e di dare vita a un piano per il nucleare (ma si vorrebbe anche l’ora legale tutto l’anno). E poi, ecco la «partecipazione dei dipendenti agli utili e l’azionariato diffuso» e l’applicazione di un «vero quoziente familiare». Infine, due punti fermi sul piano europeo: diritto di veto al prossimo bilancio pluriennale, revisione dei Trattati europei, prevalenza della Costituzione italiana su tutte le normative. Insomma, un «vaste programme».