Corriere della Sera, 10 agosto 2026
Zuckerberg ha passato l’estate a fare surf e a fare a botte (con The Machine)
La comunicazione di Mark Zuckerberg oscilla tra il serio e il faceto. Mentre ieri, in una lettera aperta, raccontava al mondo la sua visione sull’intelligenza artificiale – un bene che deve essere accessibile a tutti, non un appannaggio di pochi e privilegiati – tutti erano distratti a commentare un video pubblicato poche ore prima sui suoi profili social. Su una piattaforma galleggiante in mezzo al lago Tahoe al confine tra California e Nevada, ci sono lui, il Ceo di Meta, e il campione di arti marziali miste (Mma) Merab Dvalishvili. Li vediamo tirare calci e pugni, contrattaccare a colpi di prese e lanciarsi in acqua. Il clima e i sorrisi dimostrano che si tratta di un incontro più che amichevole. Il secondo, ricorda la didascalia. Per il primo “round”, lo scorso anno, i due avevano scelto un altro ambiente scenografico: una gabbia.
I numeri che ha accumulato il nuovo post su Instagram sono da vero influencer: oltre 700 mila like, più di 8.000 commenti, 167 mila condivisioni. E niente è lasciato al caso. La regia ha previsto riprese aeree e significative comparse. Come la moglie di Zuckerberg, Priscilla Chan, che si avvicina a bordo di un kayak per fare i complimenti al marito. Senza maglietta risulta un «vero combattente». Dvalishvili, ex campione dell’Ultimate Fighting Championship, la più importante organizzazione di Mma al mondo, è felicissimo: «Dobbiamo farlo tutti i giorni», dice. I fotografi registrano tutto fino al gran finale: un tuffo nel lago.
Da anni Zuckerberg sfoggia la sua passione per questa disciplina. Si è allenato – a favore di telecamera – con diverse star dell’Ufc, tra cui lo stesso Dvalishvili e il brasiliano Alex Pereira. Tra i suoi aspiranti avversari c’è stato anche Elon Musk, che ha lanciato il guanto di sfida nel 2023. Ribattezzata la «battaglia del secolo», sembrava a un certo punto si dovesse svolgere addirittura al Colosseo. Invece niente di fatto: il fondatore di SpaceX si è sfilato da quella che alla fine non era altro che un virtuale circo mediatico. Zuckerberg, dalla sua, ha uno storico che fa pensare che almeno l’amore per lo sport sia reale.
Oltre all’Mma, si è dedicato anche al jujitsu – antica arte marziale giapponese a mani nude – e a diverse discipline acquatiche, come il surf (ma si è anche fatto fotografare su una tavola «volante» di hydrofoil). Ha avuto anche un importante infortunio: la rottura di un crociato. Seguono foto in ospedale e poi video che raccontano da vicino l’intera riabilitazione. La sua ossessione da hobby lo ha portato per anni a darsi nuovi propositi sempre più stravaganti, che hanno coinvolto corpo e mente. Tra il 2009 e il 2019 possiamo elencare: imparare a parlare il cinese, mangiare solo carne di animali uccisi da lui, leggere un libro ogni due settimane, incontrare persone in tutti i 50 Stati d’America.
D’altronde, con oltre 200 miliardi di dollari di patrimonio può permettersi di fare (e allo stesso tempo divulgare) qualsiasi esperienza gli venga in mente. Ma nella metamorfosi di Zuckerberg in avventuroso influencer non mancano i passi falsi. Il suo yacht Launchpad, mostro marino da 300 milioni di dollari, è finito al centro di una polemica per non aver risposto alle richieste di assistenza da parte di una piccola imbarcazione rimasta senza carburante a poche miglia di distanza.
L’imprenditore, ha assicurato un portavoce, non era a bordo e lo yacht non ha sentito la richiesta. Ma l’episodio gli ha fatto piovere addosso non poche critiche. Un turista in Alaska, dove si trovava lo yacht, lo ha raccontato commentando: «Se fossi in lui sarei entusiasta all’idea di poter fare qualcosa di utile per qualcuno in difficoltà e magari trarne anche un po’ di buona pubblicità».