Corriere della Sera, 10 agosto 2026
Giallo sull’asta benefica dell’opera più grande del mondo
C’è un giallo dietro la vendita – a scopo benefico – dell’opera The Journey of Humanity realizzata durante il Covid dall’artista inglese Sacha Jafri. Nel 2021 quella che all’epoca era la tela più grande del mondo, con i suoi 1.580 metri quadrati, venne venduta all’asta per un totale di 62 milioni di dollari a sostegno di enti benefici per l’infanzia. I proventi della vendita, avvenuta a Dubai, dovevano essere divisi tra Unicef, Unesco e la Global Gift Foundation. Tuttavia, secondo i giornali britannici, a distanza di oltre cinque anni il denaro non sarebbe ancora stato erogato, se non in minima parte. Nel 2022, l’organizzazione con sede negli Emirati Arabi Uniti, Dubai Cares – incaricata di ricevere e distribuire i fondi alle diverse Ong – ha intentato una causa legale, tuttora in corso, contro l’acquirente vincitore, l’imprenditore di criptovalute franco-algerino André Abdoune, per non aver effettuato il pagamento promesso. Ad Abdoune sarebbe stato ordinato di pagare la somma dovuta all’organizzazione benefica. L’Unicef avrebbe confermato di non aver ricevuto il denaro, l’Unesco avrebbe ricevuto 1,9 milioni da Dubai Cares nel 2022. Oltre a non aver versato la cifra, Abdoune non avrebbe onorato la promessa di costruire un museo per esporre il dipinto. (l. boe.)