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 2026  luglio 04 Sabato calendario

Biografia di Milo Infante

Milo Infante, nato a Milano il 5 luglio 1968 (58 anni). Giornalista. Conduttore e autore tv di diversi programmi di intrattenimento. Volto storico di Rai2 e vicedirettore dell’approfondimento, dopo più di vent’anni ha lasciato via Mazzini per approdare a Mediaset. Riconoscimenti: Oscar per l’Informazione di Millecanali e Ambrogino d’oro, la massima onorificenza del Comune di Milano.
Titoli di testa «Capace di incarnare un modello anti-romano e quindi, in qualche modo, federalista» (Paolo Conti), è considerato vicino al centrodestra (Lega prima, Pdl poi).
Vita Figlio del giornalista (storico, saggista, critico d’arte) Massimo Infante, è nato e cresciuto a Milano. «I miei primi ricordi sono al parco Lambro mentre gioco con mia mamma. Lei era trentina, mio papà era di origine triestina. Ho fatto le elementari vicino a casa: una bella scuola pulita con il giardino, ma popolata di bimbi difficili, come succede in ogni periferia» • Trascorre l’infanzia a Milano, in viale Monza, ha completato gli studi classici e si è laureato in lettere moderne. È lui stesso a raccontare di quegli anni: «A quel tempo vivevamo in un piccolo appartamento in via Rovereto, periferia nord est di Milano, una traversa di viale Monza, la lunga strada dritta e costeggiata da palazzoni che da un luogo simbolo di Milano, piazzale Loreto, porta fino nel cuore di Sesto San Giovanni, a quell’epoca “Stalingrado d’Italia”. Pochi mesi dopo la mia nascita ci siamo trasferiti in un appartamento altrettanto piccolo (non superava i 70 metri quadrati) in viale Monza 325, a pochi passi dal confine con Sesto dove sono cresciuto • Papà Massimo e mamma Carla si erano trasferiti da poco da Trento, in cerca di una nuova vita dopo che quella che avevano vissuto fino a quel momento era stata mandata all’aria da un amico disonesto che aveva approfittato della fiducia che mio padre riponeva in lui lasciandoli praticamente senza un soldo (Da direttore dell’Alto Adige, era arrivato alla Notte, a Milano ndr) • Nella sfortuna Massimo trovò in Nino Nutrizio e nel suo quotidiano del pomeriggio La Notte un’occasione per ricominciare, in una grande città alle prese con il ’68 e gli anni di piombo» • Infanti è anche studente-lavoratore. Dalla sua autobiografia pubblicata nel sito web scrive: «I primi passi nel mondo del lavoro li muovo di corsa, nel 1986, trasportando libri da un piano all’altro della libreria Puccini di corso Buenos Aires nel periodo della “scolastica”, ossia da settembre a ottobre. La paga era ottima, 5 mila lire all’ora, e lavorando una media di 10 ore al giorno si poteva guadagnare in meno di due mesi quanto occorreva per portare fuori la fidanzatina, pizza e cinema incluso, per diversi mesi» • La carriera professionale inizia nell’etere, nel 1988 con il regista Riccardo Recchia, realizzando per l’emittente lombarda Telenova inchieste sulle bande giovanili. «Sempre di corsa, ma questa volta nel giornalismo i primi passi li muovo nel 1987, a nemmeno vent’anni. Scopro infatti che a Telenova cercavano giovani con tanta voglia di lavorare e poca di guadagnare e in men che non si dica mi ritrovo con un microfono in mano al seguito di un operatore. Un ragazzone grande e grosso, con una faccia simpatica e aperta, tale Riccardo Recchia (nipote del grande regista Beppe) destinato al pari dello zio a divenire in pochi anni uno dei più bravi registi Tv italiani (da Striscia a Zelig). Insieme, dovevamo realizzare un documentario sulle bande giovanili, raccontare come stavano cambiando i giovani, girare nei loro locali e ritrovi e, sfruttando la nostra giovane età, riuscire a coglierli nel loro modo di essere più naturale. Telenova, che almeno in quello non badava a spese, usava imponenti Volvo station wagon per gli spostamenti: passare inosservati era impossibile, ma i ragazzi in qualche modo parevano non farci troppo caso. Le notti le trascorrevamo nelle discoteche (indimenticabili le spaghettate a casa di Riccardo alle 2 di mattina quando improvvisamente si materializzavano anche segretarie e assistenti al programma) mentre di giorno giravamo nelle piazze e nei giardinetti dove le varie bande si ritrovavano; punk, metallari, gli ultimi instancabili paninari ormai ridotti a macchiette, modaioli dell’ultima ora ma anche skinheads e frequentatori di centri sociali • Fu proprio durante uno dei nostri reportage che ci imbattemmo in un vero e proprio assalto da parte di un gruppo di “teste rasate” ai danni di 4 ragazzi, in una stazione della metropolitana. Dieci minuti di terrore tra una folla di spettatori allibiti e impotenti. La nostra troupe, miracolosamente illesa a parte qualche spintone, con in tasca un documento che, da solo, valeva tutte le notti trascorse in bianco. In tasca avevamo questo documento, e in tasca ci restò. Troppo forti le immagini per Telenova, l’emittente di proprietà dei Paolini, per poterle mandare in onda. Per me fu una delusione enorme e decisi di mollare Telenova e tentare altrove di realizzare il mio sogno di diventare giornalista» • Sin da giovane si occupa principalmente di cronaca, collaborando con Corriere della Sera, La Notte, Il Giorno. Tre esperienze che attraversano un’epoca storica densa di cronache. I successi si alternano alle delusioni: «Nel 1988 il Corriere della Sera stava per varare nuove pagine dedicate a Monza e Brianza, compresa ovviamente la zona di Sesto San Giovanni. Era una sperimentazione nel tentativo di strappare lettori al Giorno, in quelle zone da sempre molto letto, e per me un’occasione per farmi le ossa, per imparare il mestiere» • «L’occasione si presentò quando a mio padre, già in pensione, venne offerto di coordinare la nuova iniziativa gettando le basi per una futura redazione distaccata che coprisse tutti i comuni dell’hinterland a est di Milano, Sesto, Cinisello, Cologno fino ovviamente a Monza. Sempre “gratis et amore dei”, quasi di nascosto non potendo certo figurare negli organici del Corrierone cominciai a “battere” ospedali, caserme, posti di polizia, creandomi una fitta rete di informatori e curando con grande attenzione alcune fonti. Così imparai ad amare la cronaca nera» • «La mia prima firma, se la memoria non mi tradisce, apparve nel 1988 su di un periodico locale, il Diario di Sesto San Giovanni. Ancora oggi ricordo l’emozione alla ricerca di quelle tre piccole parole “di Milo Infante” che facevano la differenza tra hobby e professione» • «Passano gli anni e nel 1991 grazie ad una segretaria di redazione con cui mio padre aveva lavorato molti anni prima, riesco ad ottenere un colloquio con Giuseppe Botteri, allora direttore de La Notte, ultimo dei giornali del pomeriggio ad essere ancora in edicola. Cesare Lanza se ne era appena andato, portandosi via alcuni tra i cronisti più bravi e anche qualche collaboratore volenteroso. Quelli rimasti erano per lo più stanchi e demotivati. Ad ogni modo, per quanto in disgrazia, la Notte è stata una buona palestra» • «La prima porta in faccia la presi in occasione del delitto Klinger, il medico milanese freddato con tre colpi di pistola il 18 febbraio 1992 alle 7 e mezza del mattino sotto la sua abitazione (Non è ancora stato scoperto chi lo abbia ucciso, ndr)». Infante da collaboratore scrive il servizio, che però finisce nel cestino per l’out out del nerista del giornale • «Si affaccia all’orizzonte Mani Pulite e su Craxi fioccano avvisi di garanzia. La piazza ha voglia di gogna, a Roma le monetine volano fuori dall’hotel Raphael ma Botteri, socialista tutto d’un pezzo, all’ennesimo avviso di garanzia al leader titola “Campagna contro Craxi”. Una dimostrazione d’affetto per il leader ormai in caduta libera ma quasi un epitaffio per il giornale. Capisco che è il momento di guardarsi attorno e riesco a farmi ricevere dal mitico Rossi, il responsabile della segreteria di direzione de Il Giorno. Una persona perbene, come ne ho incontrate poche fino a questo momento. Il nuovo direttore, Paolo Liguori, sta cercando collaboratori per ringiovanire il giornale, e mi propone una collaborazione nelle pagine della cronaca di Milano. La mia vita professionale ripartiva quindi da piazza Cavour. Direttore de Il Giorno era, come detto, Paolo Liguori, e il quotidiano si affidava a lui per un rilancio troppe volte annunciato ma mai realizzato. Dell’esperienza al Giorno non ho che ricordi positivi. La cronaca era diretta da un bravo capocronista, molto attento a valorizzare i collaboratori sfruttandone le idee e la loro voglia di correre senza però urtare la suscettibilità dei redattori» • Nel 1993 viene scelto da Vittorio Feltri per prendere parte a progetto de L’indipendente, testata per la quale diventa inviato speciale. È stato anche firma dei settimanali Epoca e Oggi e vicedirettore della rivista Il Consulente Artistico • I genitori sono morti quando si stava affacciando nel mondo del lavoro: «Mia mamma si è ammalata di leucemia mieloide... Quelli erano gli anni della mia gavetta a TeleLombardia, che mi portava a lavorare 14-15 ore al giorno per una misera retribuzione. Il mio rimpianto più grande è quello di non essere stato vicino a mia madre negli ultimi giorni della sua vita. Poi dopo tre anni ho perso anche mio padre, ammalato di depressione dopo la morte della mamma» [ad Alessandro Meluzzi] • Giornalista professionista dal 1996, lavora dal 1997 a Telelombardia e nell’emittente regionale inizia ben presto a farsi notare, tanto che in solo dodici mesi diventa vicedirettore, ruolo che ricopre fino al 2001. Nell’emittente milanese diviene noto per la conduzione di diversi talk show di successo, dei quali è anche autore: Buoni e cattivi, Iceberg, Orario continuato e Prima serata • Nel 2001, diviene direttore responsabile di Antennatre, dove è autore e conduttore di Silenzio stampa e Spazio Disponibile • Nel 2003 l’approdo in Rai, e nel servizio pubblico decolla la sua carriera televisiva. Dal 15 settembre 2003 affianca Monica Leofreddi, poi sostituita dall’8 gennaio 2007 da Roberta Lanfranchi, alla guida della trasmissione L’Italia sul 2, in onda su Rai 2 e Rai International. Nell’autunno e inverno 2005, è coautore e conduttore del programma pomeridiano d’attualità Dieci minuti, in onda su Rai 2 e Rai International. Sempre con la Leofreddi conduce, su Rai 2, le trasmissioni Le ferite d’Italia (in seconda serata), Il pomeriggio di Wild West • È anche un buono sportivo. nella finale del 27 maggio 2006, pattinando in coppia con Veronika Kočí, vince il terzo premio del reality show Notti sul ghiaccio • Dal 13 gennaio 2007 conduce, il sabato pomeriggio, sempre su Rai 2 e insieme a Roberta Lanfranchi, L’Italia sul 2 Giovani. Dall’8 settembre 2008 al 5 giugno 2009, conduce Insieme sul Due, trasmissione che sostituisce Piazza Grande e di cui è coautore. In diretta su Rai 2, dalle 11 alle 13, dal lunedì al venerdì • Il 2 agosto 2009, a Imperia, gli viene assegnato il settimo Premio delle Logge. Dal 21 settembre 2009 (sino al 28 maggio 2010) torna a condurre L’Italia sul 2, questa volta insieme a Lorena Bianchetti, dal lunedì al venerdì, dalle 14,45 alle 16,00, in diretta su Rai 2 • Durante una delle puntate la giornalista Donatella Papi viene invitata per parlare di «innamorarsi di un criminale». È Angelo Izzo, che la Papi poi sposerà. Lei legge un comunicato sostenendo che Izzo sarebbe stato «condannato per due volte a una pena ingiusta» , che farà riaprire il processo sul delitto Ferrazzano e porterà nuove prove sulla strage del Circeo. Infante prende le distanze, alcuni ospiti in studio tra cui la criminologa Roberta Bruzzone abbandonano la trasmissione • Dal 13 settembre 2010 al 27 maggio 2011 conduce, dal lunedì al venerdì, dalle ore 14, sempre in diretta su Rai 2, il talk show di successo Pomeriggio sul 2, affiancato da Caterina Balivo. Dal 12 settembre 2011 al 1º giugno 2012 torna a condurre L’Italia sul 2 con Lorena Bianchetti, in diretta su Rai 2, dal lunedì al venerdì, dalle ore 14 alle 16.15 • La storia lavorativa di Milo Infante con la Rai è stata caratterizzata da diverse battaglie legali: nel 2012 la controversia sulla censura degli ospiti (contestata da Infante a viale Mazzini) e nel 2014 la causa per demansionamento dopo la progressiva riduzione e chiusura di diversi programmi da lui condotti. Il Tribunale civile di Milano gli diede ragione, condannando l’azienda al reintegro immediato e al risarcimento dei danni • «“Ho avuto amici che, quando ho fatto causa alla Rai per demansionamento, hanno testimoniato il falso contro di me”. La causa con la Rai l’ha vinta. Cos’era successo? Era sgradito a qualche politico? “Ne ho vinte quattro. La politica non c’entra. Siamo a cavallo tra il Berlusconi IV e il governo Monti e, in Rai, era una fase di transizione folle. Io facevo L’Italia sul due e c’era un vicedirettore che faceva liste di proscrizione infinite degli ospiti, da don Mazzi a tutti i giornalisti del Giornale. Gli chiesi di motivare i veti, mi ritrovai a timbrare il cartellino senza niente da fare”» [a Candida Morvillo, Cds] • È coautore e conduce la nuova trasmissione (con il 6,70 per cento di share) Senza peccato, in onda su Rai 2, in seconda serata: è il settembre 2014. Un programma d’inchiesta, a 360 gradi, sul mondo giovanile. La trasmissione torna anche nella stagione 2015 e infine riprende il 4 novembre 2015, con il titolo di Generazioni. Dalla mattina del 21 ottobre 2018 è autore e conduttore della nuova trasmissione Generazione Giovani, in onda fino al 17 marzo 2019 Da anni si occupa del caso della scomparsa di Denise Pipitone, finendo per essere indagato per diffamazione aggravata dalla procura della Repubblica di Caltanissetta nell’aprile del 2022. «“I pm di Marsala hanno presentato una querela per diffamazione aggravata non solo nei miei confronti, ma anche nei confronti di altri colleghi”. Al netto dei cavilli, cosa è successo? “Al momento sto aspettando che mi arrivino le carte. Sono sereno e tranquillo di non aver detto niente di diffamatorio; se la diffamazione consiste nel criticare delle indagini aperte e chiuse a tempo di record, allora sono colpevole. Ma lo direi di nuovo”. Perché l’hanno querelata? “Perché in Italia c’è il reato di lesa maestà. Quando mi rinvieranno a giudizio – e con la querela di un magistrato il rinvio a giudizio è scontato –, quando leggerò le carte, scoprirò cosa ho detto di così diffamatorio nei confronti della procura di Marsala. Se volete i giornalisti adoranti e che battono le mani ogni volta che arrestate qualcuno fate pure... Io penso che quando lo Stato fallisce non potete chiederci di dirvi che siete stati bravi”. Lei accusa chi ha indagato... “È un dato di fatto: le indagini sono state fatte male nel corso degli anni. Gli errori più gravi sono stati commessi nelle prime due settimane. Non tutti sanno che, appena scomparsa Denise, intorno a Mazzara non hanno fatto i posti di blocco per sei giorni: invece di chiudere il paese lo hanno lasciato aperto, poteva entrare e uscire chiunque”. La recente archiviazione disposta dal gip su richiesta della Procura di Marsala invece che significato ha? “Questa archiviazione significa che lo Stato si è fermato, che Denise è sparita e amen, dobbiamo farcene una ragione. Il caso di Denise Pipitone è uno dei piu grandi fallimenti della giustizia italiana, per 17 anni e mezzo hanno fatto finta o cercato male una bambina che è stata rapita. E ora la tua preoccupazione è querelare i giornalisti? Questa è la mia amarezza. Non è così che si cerca Denise”» [Dago, 19-04-22] • Nel giugno del 2024 è stata disposta l’imputazione coatta per il giornalista (insieme al direttore di Affaritaliani.it) a seguito delle dichiarazioni andate in onda nel 2021 durante la trasmissione Ore 14 su Rai 2 riguardo all’inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone • Da maggio 2023 e nei mesi successivi Ore 14 condotto da Milo Infante vola negli ascolti e segna vari record di share: il 7,7 per cento, superato la settimana successiva con l’8,1, e il 2 giugno, con ampi approfondimenti sull’omicidio di Giulia Tramontano, poi arriva al 9,2 sfiorando una media di un milione di affezionati e rivitalizzando la fascia oraria della seconda rete, in uno slot che una volta faceva il 3 per cento di media • Nonostante il successo di ascolti, Infante chiede una riduzione di orari per carenza di organico: «Lo ha scritto giorni fa Giuseppe Candela sul suo account X avanzando delle ipotesi in merito al ridimensionamento della trasmissione: “Gli ascolti troppo alti di Infante danno fastidio? È un modo per aiutare Rai1 che è in difficoltà? Cosa è successo?”. Cosa è successo ve lo anticipiamo noi. Ci risulta che la riduzione sia stata chiesta dallo stesso Infante per motivazioni che hanno dell’incredibile: mancanza di personale. Il programma del primo pomeriggio di Rai2, infatti, vede l’attuale redazione dimezzata rispetto a quella operativa lo scorso anno (4 persone rispetto alle 8 precedenti)» [Davide Maggio, Dago, 29.9.2023] • Lo share continua a totalizzare ottimi risultati, fino al 2024. Eppure i rapporti con la Rai non brillano. «Come si spiega un milione di telespettatori per un talk di cronaca in onda dopo pranzo? I dirigenti Rai la copriranno di complimenti. “Scherza? Siamo il programma più inosservato nella storia della tv: mai visto un comunicato sugli ascolti record, mai stati citati in una conferenza stampa” […]. Femminicidi, apparizioni di madonne, stupri e risse fra giovanissimi... Che Italia è quella che racconta ogni giorno? “Un Paese in difficoltà in cui vengono commessi sistematicamente reati ormai depenalizzati, mentre altri reati, odiosi, come la truffa agli anziani, finiscono impuniti. Un Paese in cui ragazzini commettono rapine e furti, confidando nell’assenza di conseguenze e in cui, in generale, la mancanza di repressione trova giustificazione nella mancanza di posti in carcere e di forze dell’ordine sul territorio. Io ho un figlio di sedici anni e se è in giro, ho paura [...]”. Fare una tv che sottolinea la richiesta di sicurezza porta voti alla destra e conferma i sospetti di chi la ascrive in quota Lega? “Questa tv porta voti alla destra solo se è al potere la sinistra. Se la premier è Giorgia Meloni e la tv sottolinea un problema di ordine pubblico, non credo che al governo siano contenti”» [Candida Morvillo, Cds, 16-06-24] • Conduce la trasmissione Ore 14 e Ore 14 Sera dal 26 ottobre 2020 al 7 maggio 2026 • Lascia la Rai e la carica di vice degli approfondimenti Rai, rassegnando le dimissioni, il 10 giugno 2026, per passare a Mediaset. Dopo il grande successo del programma Ore 14 su Rai2, l’addio è stato al centro del telemercato estivo, culminato con l’abbandono dei canali della tv pubblica • In Mediaset viene nominato condirettore di Videonews. «Gli anni recenti hanno consumato Infante in una serie di attriti: la faida con Roberta Bruzzone, le polemiche con i dirimpettai di Rai1. Ottimi ascolti da un lato, veleni continui dall’altro. L’offerta di Pier Silvio Berlusconi ha evidentemente pesato più di qualsiasi promessa interna» [Fanpage, 09-06-26] • «Mediaset per me è un punto di arrivo – dichiara Infante – Ringrazio Pier Silvio Berlusconi per la fiducia e per l’opportunità di entrare a far parte di una realtà che rappresenta da sempre un punto di riferimento per la televisione italiana» [Cds, 10-06-26].
Amori Il primo amore: «Avevo 17 anni, si chiamava Laura e ne ero molto innamorato. Era bella e terribile, perché è stata anche la prima donna a tradirmi» • Dopo aver conosciuto Sara Venturi, famosa per essere stata eletta Miss Padania nel 1998, Milo Infante se ne innamora all’istante. I due convolano a nozze nel giugno 2006 nella piccola chiesa parrocchiale di San Rocco ad Erbanno, vicino a Boario Terme: due anni più tardi diventano genitori (il figlio Daniele Infante nasce nel 2008) • «Milo Infante e la moglie Sara Venturi sono sposati dal 2006 ma la loro storia d’amore nacque qualche anno prima: era il 1998 quando i due si conobbero a un concorso di bellezza, Miss Padania, a cui lei partecipava come concorrente. Milo era nella giuria e non appena la vide se ne innamorò. In una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, il giornalista ha raccontato il suo matrimonio con Sara - che oggi, dopo aver deciso di non continuare la sua strada nel mondo dello spettacolo, è avvocato penalista. Infante ha raccontato come è capitato nella giuria di Miss Padania 1998 dove conobbe la moglie Sara Venturi: “Per caso. Avevo accompagnato il direttore Daniele Vimercati, di cui ero vice a Telelombardia. Comunque, con Sara ci siamo ritrovati e frequentati solo anni dopo. Che marito sono? Cerco di essere un marito che, come ha detto don Mazzi quando ci ha sposati, rinnova il matrimonio ogni giorno”. Il giornalista ha anche spiegato come rinnova il suo matrimonio ogni giorno: “Cucino, faccio la spesa, e il sabato e la domenica pulisco di fino la casa, arrabbiandomi perché non la trovo mai pulita come vorrei” e alla domanda ‘Sua moglie la sopporta’, ha risposto: “Sara è la roccia su cui si infrange l’onda: sa che mi arrabbio per dieci secondi e all’undicesimo me ne sono dimenticato”» [Leggo, 06-12-24] • Il figlio del conduttore è un giocatore di basket, ma si è trovato suo malgrado al centro di alcune minacce: «Classe 2008 e altro 1 metro e 92 centimetri, il figlio di Milo Infante è una giovane stella del basket. Con un passato nell’Olimpia Milano, nel 2023 è passato all’Urania Basket di Milano, dove gioca attualmente. Nel 2023 Milo Infante dovette affrontare un caso di minacce rivolte a lui, a Sara Venturi e al figlio Daniele. "Minacce di morte a mio figlio. Abbiamo presentato denuncia alla Procura di Milano, presto sapremo di cosa si tratta. Un ringraziamento ai vomitatori d’odio professionisti, siate fieri dei vostri seguaci" annunciò il conduttore su Instagram, ricevendo subito il supporto di amici e colleghi Rai» [Pietro Guerrini, Libero, 19-06-25].
Titoli di coda «C’è una frase che mi ha sempre accompagnato – io amo molto i libri di Stephen King –: ci sono altri mondi al di fuori di questo, e quindi vedremo» • «La sua faccia da bravo ragazzo piace a nonne e casalinghe. Lei si ritiene un bravo ragazzo? “Ho dato dispiaceri ai miei genitori. Quando stavamo in affitto in 60 metri quadrati, doveva venire un compagno di liceo e dissi: mi vergogno di questa casa. Lo sguardo di mia madre me lo porto dentro. Non sono stato un bravo ragazzo, ma penso di essere una persona onesta. Se mi chiede cosa vorrei che gli altri pensassero di me, vorrei che fosse quello che penso io di mio padre: era un brav’uomo”» [Morvillo, Cds, cit.].