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 2026  luglio 13 Lunedì calendario

Biografia di Federica Brignone

Federica Brignone, nata a Milano il 14 luglio 1990 (36 anni). Sciatrice alpina. Due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 (nel supergigante e nello slalom gigante), ottenute dopo un sorprendete recupero da un grave infortunio. Altre tre medaglie olimpiche: un bronzo nello slalom gigante a Pyeongchang 2018, argento nello slalom e bronzo nella combinata a Pechino 2022. Due ori ai Mondiali (combinata a Courchevel/Méribel 2023 e slalom gigante a Saalbach-Hinterglemm 2025). Ha vinto due coppe del mondo generali. «La mia tibia è ancora un po’ a pezzi. I legamenti non sono più così in tensione anche se hanno ricucito tutto. Non è più come prima e non può tornare come prima purtroppo».
Vita Figlia dell’ex sciatrice Maria Rosa Quario. «Ninna Quario, quattro vittorie in Coppa del mondo, s’è ritirata nell’86. Nell’88, quando tiene corsi di sci per bambini, incontra Daniele Brignone, maestro di Savona, lo sposa e ci va a vivere a Milano. Federica all’età di un anno e mezzo preleva da un negozio un paio di sci baby. A sei anni si trasferisce con la famiglia vicino a Courmayeur, e tutto diventa più semplice per il suo talento naturale. Ma alla piccola non piace essere allenata dai genitori» (Mattia Chiusano) • «“Mia figlia è sempre stata in movimento” ricorda Ninna Quario, madre-campionessa di Federica Brignone. «Dopo il parto mi mettevo sdraiata per ricostruire gli addominali, la appoggiavo sulla pancia come un contrappeso, andavo su e giù e lei rideva come una matta. L’unico modo per stare ferma era camminare, ma in certi giorni non potevo mica morire sotto il sole…”. (…) Torniamo all’inizio, al senso di Federica per la neve. “Aveva un anno e mezzo, eravamo a Tignes dove il padre faceva il maestro a dicembre: la trovammo con gli sci bianchi e rosa che si era “rubata” in un negozio. Alle elementari volle dormire in tenda solo con un’amica e il fratello in Val Ferret, il giorno dopo trovammo la tenda spostata per ripararsi dal vento e il nostro cane in castigo perché si era mangiato tutte le provviste. A Tignes andavamo anche per lo sci estivo, e il giorno del suo compleanno, il 14 luglio della presa della Bastiglia, dicevamo che i fuochi d’artificio erano per lei”. Com’è nato il rapporto speciale con Alberto Tomba? “Lo conosco da quando era in squadra C, nel 1988 a Saas Fee mi chiese com’era la pista mentre salivamo in seggiovia: non aveva nemmeno fatto la ricognizione. Quel giorno vinse con quasi due secondi di vantaggio. Portai Federica nel marsupio a una sua gara in Alta Badia: lei, sempre così attiva, fu l’unica a dormire tra urla, trombe e rumori da stadio. Alberto ha sempre avuto una predilezione per lei, l’ha vista nascere, anche quando veniva assediato mi faceva da lontano: “Federica sta bene?’”. Sua figlia ama anche il mare, soprattutto il surf: quando ha sviluppato il feeling per l’acqua? “Credo nei segni del destino, e penso che lei sia stata concepita nell’acqua. Eravamo tornati da un weekend in Liguria, entrammo in casa la sera tardi ed era tutta allagata: si era rotto un tubo. In quelle situazioni che fai, in attesa di chiamare l’idraulico il giorno dopo? Passi lo straccio e vai a letto…”» (a Mattia Chiusano) • «Quindici anni fa, poche ore prima del gigante olimpico di Vancouver a Whistler Mountain, Ninna Quario scrisse un articolo per un quotidiano italiano. L’idea era quella di compiere, sotto i cinque cerchi, un passaggio generazionale di consegne: la madre che lancia la figlia Federica Brignone, ventunenne di bellissime speranze. Ninna Quario, che a differenza della figlia, tra le porte larghe non si trovava perfettamente a suo agio, doveva fare i conti con una carriera nello sci irrimediabilmente segnata da un quarto posto: quello ai Giochi del 1980 a Lake Placid, quando dovette osservare da lontano il bronzo dello speciale al collo di Erika Hess. Scrisse: ‘Figlia mia copriti, perché lassù fa freddo’. Lei e la madre Il “lassù” era il cancelletto di partenza. Il luogo mistico dove la sciatrice e lo sciatore devono compiere quel gesto, lanciarsi in pista, che ogni volta è una nuova nascita, un eterno rimettersi in gioco superando le paure e accantonando le ansie. Con quel freddo Federica Brignone ha raggiunto un’armonia totale» (Piero Valesio) • «Nel 2005 ha debuttato con il titolo di campionessa italiana allievi in super-G e da allora si è rivelata molto abile soprattutto in slalom gigante. Dopo l’oro e l’argento vinti nei campionati mondiali juniores (rispettivamente del 2009, in combinata, e del 2010, in GS), nel 2011 ha trionfato in slalom gigante ottenendo la medaglia d’argento ai Campionati mondiali assoluti e il titolo di campionessa italiana. Nel 2015 ai Mondiali di Sölden ha conquistato l’oro nello slalom gigante, nel 2016 ai Mondiali di Soldeu l’oro nel supergigante e nel 2017 ai Mondiali di Plan de Corones l’oro nello slalom gigante, a quelli di Crans-Montana l’oro nella combinata e a quelli di Aspen l’oro nello slalom gigante; nello stesso anno ha vinto lo slalom gigante femminile di Lienz e nel 2018 il supergigante a Bad Kleinkirchheim, il bronzo nel gigante alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang e l’oro nella combinata ai Mondiali di Crans-Montana e nello slalom gigante ai Mondiali di Killington. (…) Al termine della stagione 2020 ha conquistato la Coppa del Mondo di combinata e la Coppa del Mondo generale, prima donna italiana a riuscirci. Nel 2021 ha vinto l’oro nel supergigante di Coppa del Mondo di Val di Fassa e di Sankt Moritz, e l’anno successivo nella Coppa del Mondo di Altenmarkt-Zauchensee e in quella di Garmisch-Partenkirchen ancora l’oro nel supergigante. Nello stesso anno alle Olimpiadi invernali di Pechino ha conquistato l’argento nello slalom gigante e il bronzo nella combinata. Nel 2023 ha vinto l’oro ai Mondiali di Courchevel/Méribel nella combinata. Nel 2024 ha trionfato nel supergigante di Kvitfjell, nello slalom gigante di Åre, di Saalbach-Hinterglemm, di Sölden e di Semmering, e nel 2025 nella discesa libera di Sankt Anton am Arlberg e di Garmisch-Partenkirchen, nel supergigante di Cortina d’Ampezzo, di Kvitfjell e di La Thuile, nello slalom gigante di Sestriere e di Åre; nel febbraio dello stesso anno ha ottenuto uno storico successo vincendo la medaglia d’oro nello slalom gigante ai Mondiali di Saalbach (Austria). Al termine della stagione 2025 ha conquistato la Coppa del mondo di discesa libera e la seconda Coppa del mondo generale» (Treccani) • Il 3 aprile 2025, ha subito un grave infortunio durante lo slalom gigante dei Campionati Italiani in Val di Fassa. La caduta le ha causato una frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore della gamba sinistra. Al di là di ogni previsione, è riuscita a recuperare in tempo per le Olimpiadi di Milano Cortina e a conquistare due medaglie d’oro
in Gigante e SuperG a Milano Cortina • «Fede si è fermata per un incidente: frattura del piatto tibiale e alla testa del perone, rottura del crociato del ginocchio sinistro. Bastano e avanzano le parole di chi la operò, il dottore Andrea Panzeri: “Mamma mia, è dura”. Fede, l’azzurra più vincente di sempre, avrebbe potuto salutare tutti e tutto: ho dato, ho avuto, addio. E invece no: ha insistito per essere a questi Giochi, ha accettato le ombre, le incertezze, il dolore. Tre giorni prima della gara non poteva nemmeno infilare lo scarpone tanta era la sua sofferenza. E poi il capolavoro su un tracciato impegnativo, con poca visibilità, lei che non solleva un filo di neve, che sa leggere il percorso che invece fa sbarellare le altre (tutte fuori le migliori), sempre bene incollata, morbida, dolce, fluida, mai di traverso, senza sbavature. Non scii così se consideri le curve della vita come impicci e le porte come ostacoli. A Torino chi la seguiva nella rieducazione, seppure abituato ai calciatori, è rimasto colpito dalla sua dedizione quotidiana alla rieducazione. Lavorare giorno per giorno, passo dopo passo, accettando che non esiste una montagna incantata, ma solo gradini di difficoltà e più vai avanti e più ti devi piegare all’imperfezione. Però che sciata serena e tranquilla, che testa e che intelligenza tattica» (Emanuela Audisio) • «Dentro mi è rimasta la placca al ginocchio, le viti dentro la tibia e un bel problema alla gamba. La mia vita è cambiata, e non in maniera positiva dal punto di vista della salute (…) “Non posso correre, non posso giocare a tennis. La tibia non tornerà come prima, e neppure il ginocchio. Ho un danno permanente, come fosse un’invalidità (…) Secondo me i miracoli non esistono. È che ci vuole un sacco di olio di gomito. Bisogna sopportare il dolore e avere voglia di andare al di là dei limiti che ci poniamo”» (ad Andrea Sorrentino) • Pessimi rapporti con Sofia Goggia. «“Ci vediamo in pista, in hotel, siamo esseri umani, che condividono lo stesso mondo, il rispetto reciproco, i complimenti, le sedute in palestra”. Sua madre Ninna Quario, ex campionessa e giornalista, ha lasciato lo sci dopo quei contrasti. “Mamma ora è felice, aveva voglia di cambiare e di stare più a casa, scrive di turismo. Adoro mia mamma, siamo amiche oltre che famiglia, è una delle persone più energiche che abbia mai conosciuto. Il resto per me non conta” Ha lottato per avere suo fratello Davide come coach personale: alla fine ha vinto lei, pure Bassino e Goggia ce l’hanno. “Ho lavorato con Davide 5-6 anni che ci hanno portato molto. L’anno scorso sono stata costretta a fare una scelta: o lasciar perdere mio fratello e allenarmi con la squadra, o farmi i cavoli miei. Ho deciso di proseguire con mio fratello. Mi trovo a mio agio in gruppo, mi fa stare bene, poi certo ci sono momenti in cui provi il piacere di stare da sola”» (a Repubblica) • «Nella “relazione a due” tra Goggia e Brignone il tempo delle polemiche, dei battibecchi, delle frecciate in pubblico, ha lasciato spazio a una nuova consapevolezza: amiche mai, ognuna per la sua strada, Sofia e Federica non si amano ma si rispettano. Chi dice di non guardare all’altra mente, ma alla fine hanno trovato una forma di convivenza sotto l’ombrello della Nazionale diretta da Gianluca Rulfi che dalla competizione interna ci ha guadagnato» (Daniele Sparisci) • «Quel che fa di Federica Brignone un’atleta vincente è la sua crescita interiore. Ha raggiunto una struttura della personalità che prima non aveva o era minata da infortuni e incertezze varie. Non è mai stata una sparatutto come Sofia Goggia, proprio questa differenza sta alla base della loro non amicizia. Ci è riuscita, per sua stessa ammissione, grazie ai consigli della madre, del padre, del fratello, di Sbardellotto e di tutto il suo entourage, grazie a una forma di psicoanalisi che si rifà a un allievo di Anna Freud, Erik Erkson. Per non farla tanto lunga si tratta di portare l’inconscio sotto ipnosi a fornire autonomamente le risposte necessarie per superare dei problemi che magari manco si conoscono. Sotto la guida di Beppe Vercelli, Brignone ha fatto questa esperienza e i risultati si vedono» (Piero Valesio) • Nell’aprile 2026 ha registrato un’intervista con Francesca Fagnani per la trasmissione di Raidue Belve, ma poi non ha concesso la liberatoria per la messa in onda. a campionessa di sci avrebbe chiesto alla conduttrice alcuni tagli all’intervista, relativi a passaggi che evidentemente non avrebbero soddisfatto lei e il suo staff. Richiesta, quest’ultima, puntualmente respinta da Fagnani e falla sua produzione. Solo a quel punto, di comune accordo, le parti avrebbero deciso di accordarsi: nessuna firma della liberatoria e intervista annullata. Resta la curiosità sui temi per i quali Brignone avrebbe chiesto i tagli alla conduttrice resta, ma su questo dettaglio le bocche restano cucite (Andrea Parrella) • Non ha escluso il ritiro nel 2027: «Dipenderà dal mio stato di salute. Se deve diventare una tortura, farò fatica. Se non miglioro, chiaramente sarà difficile vedermi il prossimo anno. Non ho preso una decisione, penso giorno per giorno. Non ho ancora il sentimento di voler smettere. Ho le scatole piene di star male e non riuscire a viverla bene, a volte mi appoggio e arrivano delle fitte allucinanti: così non è bello» (AdnKronos).
Amori Fidanzato con il modello ed ex cestista senegalese James Mbaye. I due si sono conosciuti sul set dello spot di Grana Padano, di cui Brignone è testimonial • («Ho un nuovo amore, sono molto felice. Non dico di più. Se sa sciare? Ci stiamo lavorando» (a Verissimo su Canale 5 nell’aprile 2026) «Ma tra i suoi progetti vede anche un matrimonio e una famiglia? “Un paio di estati fa sono stata ospite delle nozze tra la mia amica ed ex avversaria Marie-Michèle Gagnon e il discesista americano Travis Ganong. Un ricordo bellissimo, quella cerimonia sul lago Tahoe, tra California e Nevada: la sposa mi ha voluta tra le sei damigelle. Eppure il matrimonio non è qualcosa che ho sempre sognato. Mi interessa molto di più avere una famiglia. E dei bambini, con cui fare tanto sport”» (a Mattia Chiusano).
Religione «Ha mai pregato nei mesi durissimi dopo l’infortunio? “Non mi sono affidata alla preghiera, ma ai fatti, come al solito. Il lavoro è il mio più grande alleato. Io devo toccare, fare, sono soddisfatta solo se mi sento pronta. Non c’è niente di immateriale, voglio dire”» (a Mattia Chiusano).