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 2026  agosto 08 Sabato calendario

Mosca trova gli obiettivi su Google Maps

Il centro distribuzione della rete di supermercati Fora, l’hub logistico del gruppo commerciale Rozetka, il centro commerciale Epitsentr, i magazzini di alimentari del Fozzy Group che lavora per la rete dei supermercati Silpo, l’hub logistico Novus e un terminal della Nova Poshta, oltre ai depositi di due giganti del tabacco, Japan Tobacco International e Imperial Brands: Rozetka, il numero uno del commercio online ucraino, che possiede anche circa 600 negozi fisici di elettronica ed elettrodomestici, ha annunciato che il suo centro logistico supermoderno a Brovary, con una capacità di 100 mila operazioni al giorno, «non è soggetto a ricostruzione». In altre parole: è andato in cenere, come poche settimane prima il terminal più grande e moderno della Nova Poshta, il servizio di spedizioni che viene insegnato nelle business school ucraine come un esempio di efficienza e rapidità. Questa è la lista tutt’altro che esaustiva del grande attacco russo su Kyiv di quattro giorni fa, che non solo ha fatto un numero record di vittime, ma ha anche segnato una nuova e inquietante svolta della guerra aerea.
I bersagli principali dei prossimi attacchi russi, secondo gli analisti ucraini, saranno soprattutto infrastrutture civili e commerciali. In Russia, i droni ucraini invece quasi ogni giorno distruggono metodicamente un magazzino del gruppo Wildberries, il gigante del commercio online con 80 milioni di clienti e mezzo milione di venditori iscritti. Secondo la rivista Forbes Ukraine, da luglio i russi – che in sei mesi hanno lanciato solo su Kiev più di 6.000 mila droni e 700 missili – hanno raso al suolo 400 mila metri quadrati di magazzini ucraini. I militari di Kiev invece negli ultimi 40 giorni hanno incenerito 1,4 milioni di metri quadri soltanto dei depositi di Wildberries, che ha perso il 20% degli spazi e l’equivalente di un anno di fatturato, ha rivelato la sua proprietaria Tatiana Kim, la donna più ricca della Russia. E la serie di attacchi mirati alle raffinerie russe ha provocato una crisi della benzina che il Cremlino sta cercando faticosamente di tamponare.
La guerra in Ucraina continua a riscrivere in tempo reale i manuali militari con capitoli inediti. Il classico immaginario della Seconda guerra mondiale, con il razionamento del cibo, l’oscuramento delle case per rendere più difficili i raid aerei, e gli infiltrati del nemico che devono scoprire le coordinate precise dei bersagli da colpire, è ormai antiquariato. Aerei e droni “vedono” con il Gps, e i bersagli si trovano facilmente su Google: non quelli militari in senso stretto, ovviamente, ma quelli civili altrettanto nevralgici. E se gli impianti militari vengono spostati, occultati sottoterra, mascherati tra le montagne, i supermercati, le centrali elettriche, le raffinerie, i magazzini della grande distribuzione rimangono in piena vista, bene illuminati e identificabili in un clic.
Ovviamente, la logistica è al centro della guerra da Ulisse in poi, e lo storico dell’aviazione Giovanni Massimello racconta che già nella Seconda guerra mondiale gli Alleati cercarono di colpire le fabbriche tedesche di componenti cruciali come i cuscinetti a sfera, contando di paralizzare l’industria del Terzo Reich. La novità, secondo lo studioso, è la geolocalizzazione, unita alla complessità dell’economia moderna. Per esempio, la scelta di Wildberries come bersaglio preferito dagli ucraini è dettata anche dalla sua gestione finanziaria: si tratta di un gigante indebitatissimo, che l’anno scorso ha ottenuto 1,47 trilioni di rubli di prestiti per restituirne soltanto la metà (un euro vale circa 100 rubli). Il suo creditore principale è la seconda banca russa Vtb, un colosso di Stato che finanzia anche l’industria bellica.
Scelte militari che si fanno con Google e la lettura dei bilanci societari, e che spiegano perché gli ucraini per ora hanno risparmiato gli attacchi ai concorrenti di Wildberries. I russi hanno risposto colpendo a ventaglio le strutture civili che fanno funzionare l’Ucraina nonostante la guerra: Nova Poshta, Rozetka, Silpo, i marchi delle principali compagnie nazionali, i supermercati, i depositi, le fabbriche. Impossibili da spostare o da nascondere, visibili a occhio nudo e su Google. Ma in questo gioco che sembra una sorta di Monopoli al contrario, la Russia è in svantaggio, almeno secondo gli ucraini: «I russi pensavano di avere il grande vantaggio dello spazio enorme, e hanno costruito fabbriche gigantesche, molto facili da colpire», dice Denis Shtilerman, ingegnere capo della società Fire Point, che sta testando i nuovi missili balistici made in Ukraine, che dovrebbero fare il loro esordio in autunno. —