Corriere della Sera, 8 agosto 2026
Paolo Pellacani parla dei cinque ori della figlia
Paolo Pellacani, giornalista sportivo di La7, è il padre di Chiara reduce dalle cinque medaglie d’oro agli Europei, impresa mai riuscita prima nella storia dei tuffi. È diventato virale il servizio molto emozionante realizzato per il Tg di giovedì sera dopo l’oro del sincro insieme ad Elisa Pizzini. «Cara Chiara, tocca a me raccontare qualcosa che nessuno avrebbe immaginato…». L’ha impostato come una lettera aperta.
«Avevo programmato di assistere a quattro gare. Una volta lì, non sono più riuscito a cambiare il biglietto per la gara del sincro. Sono tornato a Roma, coincidenza, ero in turno in redazione ad assistere alla sua cinquina».
Quanto ci ha messo a scriverlo?
«Mi è venuto di getto, ci ho messo pochissimo. Era un pezzo d’amore, da papà. La parte da giornalista era facile, i punteggi dei tuffi di Chiara ce li ho sempre in testa».
È stato subissato di messaggi. Il più bello?
«Il messaggio di Chiara. Mi ha scritto: papo, il tuo pezzo mi ha emozionata al pari delle medaglie».
Ha fatto pubblicamente a Chiara una richiesta: un po’ di giorni di vacanza con mamma e papà.
«Esatto. Farà tappa al Circeo dove c’è la sua comitiva estiva di amici, poi un giro con il fidanzato. A fine agosto poi torna a Miami per il Master in Management».
Il primo tuffo di Chiara a 8 anni.
«Faceva nuoto di salvamento, ma un amichetto, Daniele, le dice: io faccio i tuffi al Foro Italico, perché non vieni? Lei è andata a provare, saltava come una matta sui tappeti elastici, si buttava in acqua. Ci ha detto: d’ora in poi a nuotare ci andate voi, io vado a divertirmi».
Chi si è accorto del talento di Chiara?
«Domenico Rinaldi (attuale ct della Spagna) ha capito le sue potenzialità. È stato bravissimo nel gestirla. Quando i figli sono piccoli gli allenatori fanno le veci di noi genitori. Chiara riconosce a Domenico il merito dell’impostazione tecnica, quella più importante gliel’ha data lui. Il lavoro è poi proseguito con Tommaso Marconi e con Dario Di Fazio a Miami».
La figlia minore Stella studia Medicina ma anche lei si tuffava.
«Sì, con Matteo Santoro perché entrambi del 2006. In rete c’è un video con la descrizione: Chiara e Matteo da piccoli: no, quella è Stella!».
Il maggiore è calciatore. Ha appena firmato con la società Gelbison in serie D.
«Lorenzo cambia ogni anno a causa del mercato. Con Chiara si scambiano consigli sul recupero fisico, parlano spesso delle enormi differenze tra il calcio e i tuffi. Lui è il suo primo tifoso».
Da Parigi Chiara è tornata con cinque mascotte a forma di goccia. Tre sono prenotate dalle nonne, una la tiene lei. L’ultima a disposizione è per mamma e papà?
«Ma qui siamo pieni di mascotte, foche, trichechi, eleganti, delfini».
(scoppia a ridere)
Ecco da chi ha preso la sua solarità Chiara.
«Ridiamo tantissimo in famiglia, ci prendiamo continuamente in giro».
Al Corriere ha svelato il soprannome “Pobosci” che le urla in gara.
«Ma solo io posso chiamarla così, rivendico l’esclusiva da papà…».
Complicità e allegria anche all’interno della Nazionale.
«Sono orgoglioso del modo in cui lei trascina il gruppo azzurro senza però voler essere al centro dell’attenzione».
Per gli altri è una leader.
«Una sua caratteristica fin da piccola. Agli Europei del 2018, quelli del suo primo oro a 15 anni nel sincro insieme a Elena Bertocchi che era molto più grande, nella coppia era Chiara che contava: pronta? 1,2,3 via. È sempre stata capace di trasmettere tranquillità. I momenti difficili li ha avuti anche lei però».
A Parigi 2024 la delusione dei quarti posti, lei era in mixzone con il microfono in mano.
«Per fortuna che c’ero, mi è corsa incontro in lacrime. Lì ero soprattutto il papà. Per me è più importante esserci quando perde, perché quando vince ha tutti intorno…».
Per sfogarsi chi chiama?
«La mamma è la prima valvola di sfogo».
Le medaglie dove sono?
«In casa c’è un rituale preciso per ogni nuova medaglia. Prima deve stare qualche giorno al piano di sopra, poi la spostiamo al piano di sotto dove c’è la sua camera. Ma se è una medaglia mondiale o europea, va a finire in salotto dentro una vetrina».
Super Chiara ha un difetto?
«Quando ha fame diventa una belva feroce. Da piccola la andavo a prendere in moto, dopo l’allenamento, se non mi presentavo con due merendine e una banana mi mangiava la sella della moto, apriti cielo!».